“Please, buy Rooney”. Con questo messaggio, un ragazzino si presenta all’Old Trafford nella primavera 2004. Sir Alex Ferguson l’estate seguente accontenterà la richiesta del piccolo tifoso. Nessuno ancora sa che Wayne Rooney sarà una delle più grandi leggende del Manchester United e che, 12 anni dopo, diventerà il più grande marcatore della storia del club.

Wazza è uno degli attaccanti più forti degli ultimi 20 anni. Lo status di “Leggenda” allo United se lo è guadagnato con le prestazioni sul campo. In 12 anni ha versato litri e litri di sudore, ha corso chilometri su chilometri, ha dispensato miriadi di assist e ha segnato centinaia di gol, non bucando mai gli appuntamenti importanti.

E’ il 24 ottobre 1985 quando Jeanette Marie e Thomas Wayne Rooney danno alla luce il piccolo Wayne Mark. Wayne è il più grande di tre fratelli, e la sua famiglia vive a Croxteth, un quartiere di Liverpool, nota roccaforte dei tifosi dell’Everton. E, infatti, il piccolo Rooney  sin dall’infanzia si innamora del calcio: ancora bambino, inizia a giocare, prima per il Liverpool Schoolboys, poi, per il Copplehouse Boys’ Club.  Un giorno del 1994, a casa Rooney bussa Bob Pendleton, uno scout dell’Everton: “Mr. Rooney, saremmo interessati a suo figlio, può portarlo a fare un provino?”  Wayne quel provino lo farà ed entrerà nell’Everton Under-11: dopo 29 partite, ha già segnato 114 reti. A 15 anni, viene già promosso nell’Under-19: da lì a diventare grandi, ci vorrà molto poco.

Wayne Rooney con David Moyes ai tempi dell’Everton: i due si ritroveranno al Manchester United.

Il 17 agosto 2002, debutta in prima squadra, contro il Tottenham, sfornando un assist per il gol vittoria dei Toffees. Quel giorno, diventa il più giovane giocatore a debuttare nella storia del club. Rooney, è nato per rompere i record: il 19 ottobre 2002, un suo bellissimo gol serve all’Everton per battere l’Arsenal campione d’Inghilterra a Goodison Park. I Gunners non perdevano da 30 partite.  Dopo due stagioni ricche di gol, il 31 agosto 2004, Sir Alex Ferguson decide di accontentare le preghiere del piccolo tifoso e Rooney, a malincuore ma consapevole di aver fatto un enorme passo in avanti nella sua carriera, abbandona la sua squadra del cuore, per trasferirsi al Manchester United per circa 39 milioni di Euro.

Nell’estate 2004, è anche convocato per gli Europei  che si giocano in Portogallo. La Nazionale inglese, però, non gli regalerà mai grandi gioie: i gol di Rooney non servono né a portare a casa un Europeo né un Mondiale.

Rooney, non delude le attese e, al debutto, sigla una tripletta nel match di Champions League contro il Fenerbahçe.  Wayne non manca mai ai grandi appuntamenti: segna un gol e si procura un rigore contro l’Arsenal, segna al Liverpool, segna e fa un assist nel Derby e, ancora, segna al’Arsenal. La prima stagione si conclude senza trofei, ma Wazza segna un gol spettacolare contro il Newcastle United: un tiro al volo che va ad infilarsi all’incrocio dei pali.

La stagione seguente, darà inizio ad una lunghissima serie di successi, con “Hummer Rooney” sempre protagonista: è sua la doppietta che permette ai Red Devils di vincere la FA Cup. La stagione seguente, è quella della definitiva consacrazione: Ruud Van Nistelrooy abbandona l’Old Trafford, e Rooney, insieme a Cristiano Ronaldo, trascina la squadra di Ferguson alla conquista del campionato. In Champions, i Red Devils si arrenderanno solamente in semifinale, contro il Milan di Carlo Ancelotti.

Wayne Rooney solleva la Champions League vinta a Mosca contro il Chelsea nella stagione 2008-2009.

Nella stagione successiva, a suon di gol, Rooney e Cristiano Ronaldo trascinano i Diavoli Rossi alla finale di Mosca, dove vinceranno la Champions League contro il Chelsea ai calci di rigore. Poi, Wayne assumerà un ruolo più marginale nel gioco dello United, a causa dell’esplosione del portoghese; risulta, però, decisivo nella conquista del Mondiale per Club: sua la rete che stende LDU di Quito.  Lo United arriva ancora in finale di Champions ma, a Roma, si deve arrendere al Barcellona di Guardiola e Messi. Ci tornerà ancora due anni dopo, a Wembley: Rooney segna, ma i Blaugrana hanno ancora la meglio.

Nel frattempo, Ronaldo e Carlos Tevez se ne vanno, e Wazza, con un Ryan Giggs a mezzo servizio, si deve caricare il peso dell’attacco sulle spalle: esegue il suo compito alla perfezione, trascinando a suon di gol. La stagione 2009-2010 sarà la più prolifica della sua carriera (34 reti). Dopo la delusione di Wembley, Rooney affronta il periodo più difficile della sua carriera: a ottobre annuncia di voler lasciare il Manchester. Seguiranno delle pessime prestazioni, che porteranno anche i tifosi a rinnegarlo. La storia, però, ha un lieto fine: Wayne ci ripensa e non si fa abbattere dalla delusione. Il 12 febbraio, nel Derby, riconquista il cuore dei tifosi: un suo gol in rovesciata – probabilmente il più bello della sua carriera – permettete ai suoi di vincere. Queste due stagioni, saranno le più dure per lo United: tutti gli obiettivi sfumano a pochi passi dal traguardo, e i gol di Rooney non bastano.

La rovesciata di Rooney che decide il Derby del 12 febbraio 2011. Un capolavoro.

Nell’estate 2012, all’Old Trafford, sbarca Robin Van Persie: l’intesa tra  i due è formidabile. Wazza e RVP trascinano lo United verso il ventesimo titolo. I rapporti tra Rooney e Ferguson, però, iniziano a deteriorarsi, con la punta che non gradisce la nuova posizione in campo. A fine stagione, Fergie si ritirerà, dicendo che Rooney ha chiesto di essere ceduto.

L’arrivo di David Moyes, suo allenatore all’Everton, lo convince a rimanere. Le ultime stagioni dello United sono ricche di delusioni, sia con Moyes e che con Louis Van Gaal, non arrivano i grandi trofei, ma Wayne si fa sempre trovare pronto all’appuntamento col gol e, diventato capitano, è sempre pronto a caricarsi sulle spalle le critiche fatte alla squadra.

Ora, con Josè Mourinho, Wazza sembra essere stato relegato al ruolo di comparsa: lo Special One gli preferisce altri giocatori e vuole lasciare autonomia di movimento a Zlatan Ibrahimovic. Però, quando ha bisogno, può sempre contare sul ragazzino di Croxteth, che entra e gli risolve la partita. Come ieri, quando contro lo Stoke City, il gol del pareggio al ’94 ha salvato i Red Devils da una figuraccia, e ha proclamato Wayne Rooney come il miglior marcatore della storia del club, superando il leggendario Sir Bobby Chartlon: 250 reti in 546 presenze con la maglia dello United condite da 3 EFL Cup, 5 Premier League, 3 Community Shield, 1 FA Cup, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club.

 

E pensare che una volta, Wayne ci provò anche a smettere di fare gol.  A 14 anni, Rooney non si divertiva più a giocare a calcio, e si stava innamorando della boxe. Un giorno, però, Colin Harvey, leggenda dell’Everton, lo chiamò a sè: “Hey ragazzino, vieni qui.” Non sappiamo cosa gli disse, ma Rooney racconta che dopo quel discorso decise di voler diventare un calciatore professionista.

Lunga vita a uno dei più grandi talenti della storia del calcio inglese e mondiale, sperando che possa regalare ancora tantissime gioie ai tifosi della sua squadra e possa alzare, da capitano, qualche trofeo davvero importante.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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