Un formalità. E’ così che tutti definiscono la pratica che la Juventus deve soltanto espletare all’Olimpico domani sera. I bianconeri sono a un passo dall’ennesimo trionfo in campionato, il settimo consecutivo, che a dire il vero ha presentato delle complessità non indifferenti. La prima risponde al nome di Napoli che per gran parte della stagione ha preceduto la Vecchia Signora in una serrata lotta punto su punto. L’11 marzo, però, ecco la svolta: i partenopei incappano nel pareggio di San Siro contro l’Inter e la Juve torna in testa.

Un primato mai più concesso agli avversari, ma gli uomini di Sarri hanno saputo tenere botta impedendo alla Juve di scappare e concedendosi il lusso di espugnare l’Allianz Stadium che li ha riportati a -1 dai Campioni d’Italia. La sconfitta dolorosa di Firenze e il deludente pareggio casalingo contro il Torino hanno di nuovo riaperto il divario e solo l’aritmetica non condanna ancora i partenopei.

Già quell’aritmetica da conquistare contro un’altra delle complessità in cui la Juventus si è dovuta imbattere. Parliamo della Roma, autrice di un percorso Champions sorprendente, e che anche nella partita di andata a Torino ha messo in difficoltà i bianconeri. Ecco perché Massimiliano Allegri – nella tradizionale conferenza stampa della vigilia – intende mantenere alta la soglia dell’attenzione, con una promessa ai suoi giocatori che fa gola: “Domani sarà una bella partita e dobbiamo chiudere il discorso scudetto. Ai ragazzi ho detto che se vogliono una settimana di vacanza in più devono fare risultato“.

Spazio allora ai titolari, soprattutto nel reparto offensivo dove, dopo l’esclusione di mercoledì sera, torna titolare il Pipita: “Higuain domani gioca insieme a Dybala, poi dovrò decidere tra gli altri. Non ha giocato titolare in Coppa Italia, ma la partita sarebbe potuta durare 120 minuti, E’ stato determinante nelle gare chiave della stagione“.

Cambio di guardia a difesa della saracinesca juventina. Buffon riposa, in vista di quella che sarà quasi certamente la sua ultima partita con la maglia della Juve in programma domenica prossima contro il Verona: in porta giocherà Szczesny che ogni volta che è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente e sembra pronto ad ereditare i galloni da titolare in vista della prossima stagione. Per lui sarà la classica partita dell’ex: l’Olimpico è stato la sua casa dal 2015 al 2017 e il match di domani contro i suoi ex compagni sarà un ulteriore banco di prova.

Gianluigi Buffo, 40, e Wojciech Szczesny, 27. Il polacco è arrivato alla Juve in estate e si appresta a prendere il posto del Capitano bianconero.

Allegri, poi, si sofferma sugli avversari elargendo complimenti per l’incredibile percorso disputato: “Domani sarà una bella partita, davanti a un pubblico meraviglioso, contro una squadra che ha fatto una grandissima Champions League, forte fisicamente e tecnicamente e ben allenata. Di Francesco ha fatto benissimo e non era semplice, soprattutto arrivare in semifinale di Champions League. E’ uno degli allenatori giovani più bravi in circolazione“.

Elogi che si allargano anche al Napoli a cui va dato merito di aver martellato sin dalla prima giornata: “La Juventus ha avuto la bravura di rimanere calma dopo la partita con il Napoli, che ha fatto una grandissima stagione. I tre anni di Sarri sono stati un crescendo, con un gioco molto bello e vanno fatti a lui i complimenti“.

Il tecnico livornese, spesso punzecchiato per un gioco non qualitativamente eccezionale, risponde ancora una volta in maniera diplomatica: “La cosa più difficile nel calcio è coniugare le vittorie con il bel gioco. La stagione è fatta di momenti ed episodi e si deve lavorare in funzione del risultato e sfruttare le caratteristiche dei giocatori“.

L’ultima riflessione è dedicata al dibattito che sta imperversando sulle seconde squadre delle società di Serie A che dal prossimo agosto giocheranno in Lega Pro. Ieri il presidente della Serie B, Mauro Balata, ha minacciato di bloccare la serie cadetta a causa dei gravi danni economici che una decisione del genere potrebbe arrecare. Allegri, invece, apprezza la rivoluzione: “Le seconde squadre? sono assolutamente favorevole. E’ un punto di partenza per far crescere i giovani italiani che vanno necessariamente fatti giocare“.

Alessandro Badalin