4 settembre 2014: il neo CT Antonio Conte, ancora fresco dell’esperienza sulla panchina della Juventus, al San Nicola di Bari batte un’Olanda in pieno declino sfoggiando una prestazione convincente dopo il bruttissimo Mondiale da poco disputato dagli Azzurri.
Due anni dopo, la situazione è ribaltata: sono passati circa due mesi dal bell’Europeo italiano, il CT viene sempre dalla città con la Mole, ma dalla sponda opposta del Po, e il teatro è sempre il San Nicola. Questa volta, però, non è buona la prima: Giampiero Ventura non riesce a sfatare quella maledizione che non ci vede vincere in casa contro i cugini francesi da ben 54 anni, perdendo con un 3-1 abbastanza netto.

Ma non è certo tutto da buttare via: l’Italia parte bene, la catena di destra con lo scatenato Candreva, coadiuvato da Eder, è ben oliata e Pellè, con la voglia di chi vuole e deve cercare una riconferma in Azzurro dopo la partenza per la Cina, sfiora immediatamente il gol. Ma a tradire l’Italia è il suo punto forte, la difesa. Astori non è Bonucci, certo, ma le colpe più gravi vanno ricercate in Chiellini, che liscia un pallone velenosissimo prima e si lascia sfuggire Giroud poi.

Uno degli eventi da sottolineare, all’inizio della ripresa, è il cambio del nostro portiere: fuori Buffon, dentro Donnarumma. Da Gigi a Gigio, quasi un simbolico passaggio di consegne tra il portierone del passato (e presente) e quello del futuro, anche se il terzo gol incassato dimostra che il milanista ha ancora parecchia esperienza da fare.

Teso in panchina Ventura, che davanti alla “sua” Bari ha l’espressione di chi ha voglia di dimostrare che ci sa fare, che vuole far presto dimenticare il capitolo Conte e vuole (o vorrebbe) “svecchiare” un’Italia che di giovani talenti, a differenza di quanto detto dai pessimisti, ne ha eccome: dall’ormai certezza Verratti a Belotti, Gabbiadini, Berardi, Rugani… la lista è lunga.

Nonostante la sconfitta, il CT (giustamente) non riesce ad essere totalmente pessimista.
«Sono soddisfatto, dopo tre giorni non potevo pretendere di più» le sue prime parole in conferenza. «Abbiamo preso i primi due gol in maniera evitabile. Quello che era importante era riprendere un discorso interrotto di disponibilità e di gioco e in alcuni momenti ci siamo riusciti. Non posso certo essere soddisfatto del risultato, la differenza fisica era evidente, ma con questa disponibilità il tempo darà risposte».

Archiviata immediatamente la sconfitta coi cugini d’Oltralpe, Ventura passa poi alla prossima sfida, il primo passo per i Mondiali del 2018: «Il passaggio ad una prestazione migliore non è difficile, Israele non è la Francia e sono convinto che faremo una prestazione importante».
Il CT ha suonato la carica, ora spetta ai guerrieri in campo seguirla.

di Luca Tantillo

Ventura

Giampiero Ventura, 68 anni