La SPAL è in procinto di accogliere il suo nuovo regista. Sembra infatti che la squadra di Ferrara sia vicina alla chiusura della trattativa che porterebbe Mirko Valdifiori in maglia biancoazzurra.

Quello che vi avevamo raccontato come piano B, è  sempre più vicino al concretizzarsi.

La prima scelta, come già scritto,  della squadra allenata da Semplici era Alberto Grassi che, però, è indirizzato verso Parma (atteso da lunedì nel capoluogo emiliano in prestito oneroso con diritto di riscatto). L’operazione Grassi – Parma è stata possibile grazie soprattutto ai buoni rapporti tra la squadra neopromossa e il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis.

Sfumata l’occasione Grassi la SPAL si è tuffata sul regista attualmente in forza al Torino, col quale era già stato raggiunto un accordo di massima. Il centrocampista classe 1986 si legherebbe alla Spal per tre anni.

Questa operazione vedrebbe, oltre Valdifiori, Federico Viviani effettuare il percorso inverso del regista ex Empoli. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Alfredo Pedullà, nello scambio dovrebbe essere inserito anche Bonifazi che raggiungerebbe Valdifiori nella città emiliana.

Ricapitolando, l’operazione si presenta come uno scambio di prestiti alla pari in cui Valdifiori e Bonifazi sarebbero in procinto di trasferirsi in Emilia, mentre Viviani sarebbe atteso alla corte di Walter Mazzarri.

Il Torino, una volta conclusa positivamente la questione con la Spal, andrebbe alla ricerca di un ulteriore centrocampista.

I granata, seguono con molta attenzione Krunic, calciatore bosniaco di proprietà dell’Empoli.

Il d.s del Torino, Petrachi, ha però lasciato intendere che numericamente la rosa del Torino va bene così e che, quindi, prima di fare operazioni in entrata, è necessaria una operazione in uscita.

Gli indiziati sono tre: Valdifiori (che però, come appena raccontato sopra, è vicinissimo alla Spal in uno scambio con Viviani), Acquah e Obi.

Per gli ultimi due giocatori della lista non sono pervenute al Torino delle offerte adeguate al loro valore. Questo rende difficile, applicando il ragionamento del direttore sportivo granata, un affondo per Krunic.