Sotto sotto tutti abbiamo amato Antonio Cassano

Antonio Cassano si ritira definitivamente dal calcio, forse. Con lui non si sa mai se confermare o meno la sua decisione, visto che negli ultimi anni ci ha abituato a decisioni diverse nel giro di un paio di giorni. Stavolta, però, il barese sembra veramente convinto della sua decisione. Dopo essersi allenato una settimana con l’Entella, ha capito di “non avere più la testa” per giocare a calcio. Quella testa che in tante, troppe occasioni gli sarebbe servita durante la sua carriera. Ma forse, se avesse avuto al testa, oggi non saremmo qua a parlare di lui.

La sua carriera inizia nella sua Puglia, nella sua Bari. Lo stesso Bari che nel 1999 gli fece firmare un contratto e nel club pugliese ci rimane fino al 2001, quando arriva la chiamata della Roma. 5 anni in cui, con la maglia giallorossa, dimostra di avere talento ed i colpi da genio. Non a caso veniva visto da molti come l’erede di Roberto Baggio (non l’ultimo arrivato).
Dopo più di 100 partite con la Roma, nel 2006 arriva un’offerta alla quale pochi giocatori avrebbe detto di no: il Real Madrid bussa alle porte del club romano e Cassano accetta il trasferimento. Con la maglia dei blancos gioca solo 19 partite in una stagione, prima di tornare in Italia. Da ricordare il look alla sua presentazione con il Real Madrid. Nel 2007 arriva la Sampdoria che prendendo Cassano e Pazzini formò una coppia invidiabile in Serie A. 4 anni, 96 partite e 35 gol con la maglia blucerchiata (non male per un giocatore che non fa l’attaccante).

La svolta arriva quando nel 2010 il Milan di Ibra lo chiama, per provare a vincere lo scudetto. Quel Milan che poi vinse il campionato con Allegri. Lo stesso Milan che gli salvò la vita: Cassano, infatti, soffriva di un problema al cuore abbastanza serio. I medici rossoneri intervenirono e dopo 5 mesi dall’operazione, ricevette l’ok per tornare a giocare. Ma Cassano ci aveva già abituati a colpi di scena ed infatti passò all’Inter. Poi il ritorno alla Sampdoria, l’esperienza al Parma ed infine l’Hellas Verona, ultima squadra vera di Cassano.

LE CASSANATE

Una delle “cassanate” più famose risale al 2006. Ai tempi del Real Madrid, fu inquadrato da una emittente televisiva spagnola durante una sua imitazione del proprio allenatore Fabio Capello: da quel giorno smise di giocare con continuità. Nel marzo 2013 litigò con Stramaccioni:  da quel momento venne messo fuori rosa e multato con 40 000 euro. Nel 2001, con l’Under 21,  Gentile lo lasciò in panchina e lui, il giorno dopo, abbandonò il ritiro. Un anno fa, nel 2017, mentre era in ritiro con l’Hellas Verona, annunciò il suo ritiro, per poi rimangiarsi la parola. Qualche giorno dopo, però, Cassano rescinde il contratto con la società veronese.

L’INTERVISTA A “LE IENE”

Nella puntata di stasera de Le Iene, troveremo l’intervista completa al talento barese. Intanto, ecco una piccola anticipazione delle sue parole.

Meglio il calcio nel ‘99  o adesso? – “Quello del ‘99 tutta la vita.Adesso sono tutte schiappe. Una massa di pi**e. Togli la Juve in Serie A e Higuain che gioca nel Milan, trovami un campione. Nemmeno Icardi, che altro non è che un “goleador”.

Litigio con Stramaccioni – “Se è vero che me le ha date? Gli piacerebbe. Ci siamo solo spintonati e basta”.

Giocare nella Juventus – “No, la Juve non è per me. Dopo tre giorni mi caccerebberoPrimo giorno la firma, secondo giorno l’allenamento, terzo giorno la rescissione”.

La Nazionale – “Assolutamente è colpa dei giocatori. Anche Guardiola, che è il migliore allenatore al mondo, non può fare miracoli senza giocatori. Chi vince sono sempre i calciatori, chi perde sono gli allenatori. Ora c’è Mancini, che è l’uomo giusto con una grande squadra. Sarà l’uomo giusto con una squadra normalissima? Bah, ne dubito”.

Ma Cassano era così: stravagante, menefreghista, burlone, simpatico, uno che faceva disperare chiunque gli stesse intorno. Però, alla fine, uno come lui ci mancherà.

Marco Pirola ( @marcopirola_ )