Il prossimo 16 giugno inizierà, in Polonia, la 21° edizione  degli Europei di calcio Under 21. Fra le 12 nazionali qualificate spiccano la Spagna, l’Italia, la Germania ed il Portogallo, mentre la Francia sarà la grande assente. Sono convocabili tutti i giocatori nati dal 1994 in poi. Nonostante  i tornei fra squadre under-21 destino da sempre molto meno interesse rispetto a quelli che vedono coinvolte nazionali maggiori, quest’anno l’aria sembra diversa, e vi spiegheremo i tre motivi per cui varrà la pena di seguire questa competizione, soprattutto in territorio italiano.

1) Dopo tanti anni, la nostra Nazionale U21 torna ad essere una squadra di giocatori conosciuti ed affermati: fino a pochi anni fa, a far parte di questa rosa erano giovani con (al massimo) alcune presenze in Serie B e Lega Pro. Quest’anno, invece, è tutto diverso, e basteranno alcuni nomi per dimostrarlo: Donnarumma, Caldara, Rugani, Conti, Calabria, Benassi, Locatelli, Pellegrini, Gagliardini, Cataldi, Bernardeschi, Berardi, Chiesa e Petagna. Tutti titolari (o quasi) di squadre di livello che militano in Serie A (rispetto all’anno scorso, l’utilizzo di giocatori sotto i 21 anni nel nostro campionato è aumentato del 48%). Sarà anche più facile sostenere ragazzi che già si conoscono e a cui si è già affezionati.

2) Quest’ anno si può vincere. Dopo la vittoria del Mondiale del 2006, il massimo risultato per l’Italia è stato il secondo posto ad Euro 2012. La nostra U21, però, può riportare in alto i colori azzurri: le insidie maggiori si chiamano Spagna e Germania, ma i ragazzi di Di Biagio hanno tutte le carte in regola per battere le compagini avversarie. L’ultima vittoria italiana di questa competizione risale al 2004, quando Gilardino, Caracciolo, De Rossi, Zaccardo, Barzagli, Rosina e compagni riuscirono a battere 3-0 in finale Serbia e Montenegro, alzando così il  trofeo sotto il cielo della Germania, che soltanto due anni dopo si sarebbe (ri)dipinto di azzurro. Da lì in poi, soltanto un secondo posto (sconfitta in finale contro la Spagna nel 2013). L’Italia è a 5 titoli, proprio davanti la Rojita che ne ha vinti 4: sarà la volta buona per ristabilire le distanze?

3) Il terzo motivo riguarda tutta la competizione e non legato soltanto alla compagine azzurra: il tasso tecnico sarà altissimo. Anche qui bastano alcuni nomi per rendersi conto: Gerard Deulofeu, Iñaki Williams, Asensio, Marcos Llorente, Denis Suárez , Hector Bellerin, Patrik Schick, Jonathan Tah, Max Meyer, Mahmoud Dahoud e Felix Platte sono solo alcuni dei grandi talenti che prenderanno parte all’europeo. Non male. Ci sarà da divertirsi.

L’Italia esordirà domenica 18 giugno contro la Danimarca (fanno parte del girone degli azzurri anche Germania e Repubblica Ceca). Noi di AgentiAnonimi vi aggiorneremo ogni giorno sulla competizione, dalla partita di inaugurazione del prossimo venerdì fino alla finale di Cracovia, che si terrà il 30 giugno.

A cura di Francesco Cisternino