L’ennesimo orrore a Liverpool per una partita di calcio

Questo non è il nostro calcio, non è il calcio che vogliamo. Ciò che è successo a Liverpool non rappresenta lo sport più amato del mondo. Non rappresenta la passione dei tifosi. Non rappresenta il calcio.

Prima della super sfida tra il Liverpool e la Roma si sono verificati altri scontri pesanti. Un tifoso dei reds si trova ora in coma. Sono stati arrestati due tifosi giallorossi con l’accusa, poi caduta, di tentato omicidio. Il tutto per una partita, una semplice partita di calcio. Il calcio è uno sport che dovrebbe unire, far gioire, emozionare e a volte anche piangere, non è uno sport che incita alla violenza. La Roma rischia qualche sanzione, anche se non è la causa di questi gesti. Per il ritorno all’Olimpico ci sarà la massima allerta, visti anche i precedenti con il Feynoord. I tifosi olandesi rovinarono la Fontana della Barcaccia di Roma.

Forse non ci sono stati i giusti controlli, forse la polizia è stata poco presente o semplicemente si fidava dei tifosi. Perchè non si può finire in coma per una partita. L’UEFA ora deve fare qualcosa e prendere seri provvedimenti a tutti i colpevoli di questo gesto.

Non bastano più i comunicati dove si chiede scusa per ciò che è avvenuto, ora serve intervenire seriamente per impedire che altri casi come quello di Liverpool rovinino il calcio.

“La grande popolarità del calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. ” Zdenek Zeman.

Non solo l’AS Roma: altri vandali hanno infangato il nome del buon calcio

Era il 19 febbraio del 2015 e si giocava Roma-Feyenoord. I tifosi olandesi, in preda a delirio alcoolico e chissà quale altra sostanza, decidono di commettere un gesto non tanto grave come un’aggressione a un semplice tifoso o un omicidio, ma comunque un qualcosa di osceno. Hanno la bella trovata di rovinare lo storico monumento del Bernini, la scultura della “Barcaccia”, in piazza di Spagna, uno dei tanti simboli di Roma.

Certo, nessuno ha rischiato di venir pestato a sangue o cose del genre, ma da condannare è il gesto in generale. Lo sport in generale dovrebbe essere un momento di competizione pura e pulita: episodi di violenza, razzismo e chi più ne ha più ne metta non c’entrano nulla. Ma tanto è grave privare una persona della libertà di andare allo stadio senza essere picchiato a sangue, altrettanto lo è rovinare e distruggere un elemento culturale in cui la gente ci si riconosce.

Vero, questo non giustifica i gesti di nessuno, ma la cosa che fa rabbia oltre al semplice gesto in sè è l’immobilismo della UEFA e delle società stesse. Basta tolleranza, basta chiudere un occhio, basta giustificazioni: è ora di cambiare. In nome del buon vecchio e amato calcio.

a cura di Marco Pirola e Gabriele Amerio