Con la super vittoria di ieri sera contro il Porto, il Liverpool di Jurgen Klopp si candida ad essere una delle possibili “mine vaganti” di questa edizione della UEFA Champions League. Non sarebbe la prima volta per il tecnico tedesco che, a sorpresa, sfiorò già l’incredibile impresa con il Borussia Dortmund.

Infatti, alla guida del BVB dal 2008, nella stagione 2012-2013, Jurgen Klopp meraviglia tutti, portando i tedeschi fino alla finale di Wembley al termine di un’annata incredibile. A Londra, però, i Gialloneri dovranno arrendersi ai connazionali del Bayern Monaco a pochi secondi dai tempi supplementari. Ma i Reds saranno in grado di ripetere l’impresa e, magari, concluderla in maniera differente?

Confrontando l’organico delle due squadre e il loro gioco, si potrebbe giungere ad una risposta. Il Borussia Dortmund era una squadra giovane, con un’età media di 23,1 anni, frutto del lavoro di svecchiamento della rosa attuato dal tecnico di Magonza. Nel giro di pochi, anni Klopp era riuscito a costruire un’ottima squadra attorno al capitano Sebastian Kehl Dal, promuovendo dal  vivaio del club talenti come Mario Gotze (’92), Marcel Schmelzer (’88), Kevin Großkreutz (’88) e İlkay Gündoğan (’90) e acquistando a basso prezzo alcuni dei migliori giovani in del panorama europeo, come  Neven Subotic (’88), Robert Lewandowski (’88), Marco Reus (’89), Mats Hummels (’88), e Sven Bender (’89).

Il magico trio del BVB di Jurgen Klopp: da sinistra, Mario Gotze, Robert Lewandowski e Marco Reus.

Il modulo predefinito di quel BVB era un 4-2-3-1, dove molto importante è il lavoro dei due esterni, sia fase offensiva che difensiva: sulla destra, gioca Reus, dotato di un’incredibile rapidità e ottimo negli inserimenti; sull’altro lato, Großkreutz , meno prolifico in zona gol, ma più generoso. In trequarti, a sostegno del terminale offensivo polacco Robert Lewandowski, il gioiellino Mario Gotze, giocatore completo e vero fulcro della squadra, che ai tempi sembrava dover essere destinato ad un futuro glorioso. In difesa, fondamentale l’apporto della coppia Hummels-Subotic, complementari fra loro – in quanto il primo è dotato di un ottimo tempismo e di buona tecnica mentre, il secondo, è insuperabile nel gioco aereo –  e dei due terzini Schmelzer e Lukasz Piszczek.  In mediana, poi,  Kehl e Bender, due rappresentanti del connubio grinta e tecnica.

In Champions League il Borussia terminò nel Girone D, insieme ad Ajax, Real Madrid e Manchester City, sorprendendo tutti e concludendo il turno al primo posto (ottenendo ben 4 punti contro i Blancos). Nella fase ad eliminazione diretta, poi, i tedeschi sono stati più fortunati, in quanto hanno dovuto affrontare Malaga e Shakhtar Donetsk – due squadre piuttosto abbordabili – prima di trovare nuovamente le Merengues in semifinale. Qui, gli spagnoli vengono letteralmente schiacciati in Germania, dove Lewandowski segna ben 4 gol, rendendo così inutile il 2-0 al ritorno del Santiago Bernabeu. Il sogno, però, si infrangerà a Wembley.

L’attuale trio delle meraviglie del Liverppol: da sinistra, Sadio Mané (25 anni), Mohamed Salah (25) e Roberto Firmino (26).

L’attuale Liverpool di Jurgen Klopp ha davvero poco in comune con la sua precedente squadra. Seppur in attacco i Reds facciano davvero paura con il tridente Roberto FirminoSadio ManéMohamed Salah (autore già di 63 reti stagionali complessive) e presentino il miglior attacco della competizione con 28 reti, il resto della squadra lascia un po’ a desiderare. Nel 4-3-3 del Liverpool – con un’eta media di 25,4 anni – non emergono una gran solidità difensiva e un ottimo centrocampo. La difesa dei Reds, infatti, è tutt’altro che una sicurezza e – ad eccezione di Virgil Van Dijk – tutti gli altri difensori si sono resi spesso protagonisti di errori individuali grossolani che hanno mandato in gol gli avversari. A ciò, si aggiunge anche la discontinuità tra i pali, con l’allenatore tedesco che continua ad alternare Simon Mignolet e Loris Karius. A centrocampo, invece, le uniche sicurezze sembrano essere Emre Can – ieri squalificato – e Georgino Wijnaldum, anche se non è da sottovalutare la possibile rinascita di Andrew Robertson, autore di una grande partita ieri sera.

Inserito nel Gruppo E, il Liverpool ha completato il girone al primo posto, davanti a Siviglia, Maribor e Spartak Mosca (sicuramente non delle compagini mostruose), incontrando poi il Porto agli ottavi di finale. Premettendo che ci sono almeno altre 5 squadre superiori agli inglesi – come per altro ve ne erano, sulla carta, superiori al BVB – prima di capire le reali potenzialità dei Reds nell’Europa che conta è necessario attendere il loro primo esame di maturità con una big del calcio europeo.

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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