Nelle serie minori del calcio nostrano sono presenti diverse c.d. nobili decadute, ossia società storicamente abituate a veleggiare in categorie importanti ma ritrovatesi quasi di colpo a dover affrontare campionati non esattamente consoni alla loro storia.

Una di queste è il Treviso. Il club veneto è stato infatti artefice di numerose stagioni disputate in pianta stabile in Serie B e vanta anche una stagione in A nel 2005/2006.

Diversi poi sono stati i giocatori, ed ex calciatori, importanti ad aver vestito la maglia biancoazzurra. Tra questi ricordiamo Luca Toni, Samir Handanovic, Leonardo Bonucci, Andrea Dossena, Massimo Gobbi, Tommaso Rocchi, Marco Borriello, Robert Acquafresca, Reginaldo, Matteo Sereni, Vitor Barreto, Pinga, Gianni Guigou, i gemelli Filippini, Christian Maggio, Walter Baseggio, e Francesco Parravicini.

Attualmente la squadra milita nel campionato di Eccellenza, e a seguito della vittoria di domenica contro il Vittorio Falmec per 2-1 – grazie ai gol in rimonta di Baggio e Scarpa – è momentaneamente quartultima con 8 lunghezze, frutto di 3 vittorie, 1 pareggio e 7 sconfitte (da considerare i 2 punti decurtati all’inizio del torneo).

Dal 2009 ad oggi, dal punto di vista societario il Treviso ha vissuto un’agonia dopo l’altra. Il presidente era Ettore Setten, ma proprio nell’estate di quell’anno la squadra non viene iscritta in Lega Pro a causa di irregolarità finanziarie.

E’ solo l’inizio di una crisi che sembra non aver mai fine. Nel 2013 arriva infatti una nuova esclusione dai campionati professionistici, e i veneti sono così costretti a ripartire dalla Promozione regionale. Conquistato dodici mesi più tardi il salto in Eccellenza, il Treviso tenta per tre stagioni consecutive il salto di categoria in Serie D, ma senza mai riuscirvi.

Se sembra essere tornato il sereno, a luglio 2016 ecco l’ennesimo scossone interno. Tiziano Nardin, imprenditore di Silea, rileva il club dall’avvocato Paolo Pini dopo una lunga trattativa. Le promesse non mancano: Lega Pro in pochi anni se non la Serie B, accordi per il settore giovanile con il Real Madrid, ingresso in società di soci svizzeri. In panchina viene chiamato Carmine Esposito, ex attaccante di Empoli e Fiorentina, mentre in attacco c’è da registrare l’approdo bomber Riccardo Perna, già al Treviso nel biennio 2010-2012.

I fatti però sono ben diversi: sin da subito è complicato il rapporto tra Nardin e il Comune relativamente alla concessione dello storico stadio “Omobono Tenni”, e i giocatori  non ricevono più lo stipendio. La situazione è irreale: a fine novembre la squadra è costretta a organizzarsi con mezzi propri per la trasferta di Cornuda. La partita inizia con mezzora di ritardo e il risultato finale è un ko col punteggio di 1-0. Sette giorni dopo il Treviso gioca in casa contro il Liapiave: lo stadio viene aperto solo all’ultimo momento e il difensore Romeo, squalificato per quella gara, si mette a fare il bigliettaio. Molti componenti della rosa lasciano il club tra dicembre e gennaio, mentre i pochi rimasti sono addirittura costretti a farsi ospitare da alcune famiglie.

Il Treviso è sull’orlo del baratro, e successivamente la squadra per tre volte di fila non scende in campo perdendo 3-0 a tavolino. Non è più disponibile nemmeno il campo d’allenamento.

Dal canto suo Nardin, che nel frattempo una sera viene aggredito da alcuni ultras biancoazzurri, cerca di vendere il Treviso, prima all’avvocato ferrarese Massimiliano Vissoli e poi all’imprenditore mantovano Isidoro Caludio Dondi. Entrambi i negoziati non vanno però a buon fine.

Sembra giunta la fine di tutto, ma a marzo 2017 arriva il colpo di scena, la svolta: Luca Visentin, imprenditore trevigiano e già vice presidente della Triestina, rileva la società da Nardin, evitando così al fotofinish l’ennesimo crack.

A livello di calcio giocato, la stagione termina con l’inevitabile retrocessione Promozione, ma ora vi sono molte più certezze.

La scorsa annata è molto importante. La rosa è competitiva, in quanto la dirigenza effettua acquisti importanti, su tutti il veterano difensore centrale Matteo Nichele, ex Bassano, Venezia, Pordenone e Padova. 

Piccola curiosità: prima di firmare a ottobre con gli emiri del Baniyas, per qualche settimana si allena col Treviso anche Giulio Ebagua, esperto attaccante nigeriano ex Varese, Torino e Vicenza.

Il momento migliore arriva alla fine di aprile, precisamente al termine della finale, giocata a Vittorio Veneto, del Trofeo Regione Veneto: il Treviso – allenato da Cristiano Graziano, che poco più di un mese prima aveva preso il posto di Alessio Pala, e seguito da quasi 1500 tifosi – supera con un netto 3-0 l’Opitergina e alza al cielo la coppa in questione. Tale grande risultato consente il ripescaggio in Eccellenza per la stagione successiva.

A piccoli passi, sembra davvero essere tornato entusiasmo nel capoluogo della Marca.

Tuttavia, da alcuni giorni sono raffiorati dubbi e incertezze. Se da un lato capitan Garbuio e compagni faticano non poco a trovare continuità e risultati positivi, sotto il profilo societario sono nati nuovi (e di non poco conto) dubbi.

Dopo che, poche settimane fa, il presidente Visentin aveva rassegnato le dimissioni dall’incarico per via di una vicenda di un falso tesseramento di un giocatore nella stagione precedente (cosa che l’ormai ex patron aveva negato con fermezza: “La firma falsa per cui sono stato multato è stata fatta alle 2 di notte. Io di solito a quell’ora dormo e, peraltro, non ho neppure la password per connettermi in via telematica con il Comitato regionale. Indagherò più a fondo per capire chi sono stati i responsabili“), due venerdì fa, quasi dal nulla, il club passa di mano.

La nuova proprietà è la Atlantis Sport Management, società inglese avente sede a Londra. Così si legge nel sito ufficiale del Treviso la sera di venerdì 2 novembre: “In data odierna, la società ATLANTIS SPORT MANAGEMENT, con sede a Londra unitamente ad ulteriori associati presenti sul territorio trevigiano, è subentrata alla famiglia Visentin nel sodalizio associativo A.C.D.TREVISO.
Questa importante operazione, ha come finalità l’ingresso di A.C.D.TREVISO in una piattaforma internazionale calcistica avente scopo lo scouting, la selezione e la crescita di giovani talenti.
Il primario obbiettivo di ATLANTIS SPORT MANAGEMENT, sarà proseguire l’ottimo lavoro svolto dal Presidente Luca Visentin e riportare questo sodalizio in categorie più consone al suo blasone. Si specifica inoltre, che a seguito dell’ingresso nell’A.C.D.TREVISO di ATLANTIS SPORT MANAGEMENT, il ruolo di direttore dell’area tecnica sarà affidato a Claudio Capuzzo. Nei prossimi giorni verrà indetta una conferenza stampa per condividere con la piazza e i tifosi i progetti futuri e presentare il nuovo organigramma societario.

Con l’occasione si ringrazia il Presidente Luca Visentin.
A lui va un doveroso e grande grazie per l’impegno profuso con le sue sole forze nei confronti dell’A.C.D.TREVISO.
Per averlo salvato nel Marzo 2017 dalla sparizione del panorama calcistico e per aver conseguito nella scorsa annata il Trofeo Regione Veneto e tutti i titoli del settore giovanile oltre alla promozione in Eccellenza, mantenendo e rispettando gli impegni presi nel corso della sua gestione“.

Finisce dunque l’era Visentin. L’effetto di tale cambio di gestione si riflette immediatamente anche sulla squadra: viene infatti esonerato l’allenatore Daniele Pasa, che solo quattro giornate prima era subentrato a Graziano. Il nuovo tecnico è Renzo Rocchi.

Tuttavia, ciò che desta maggiore perplessità e preoccupazione è la solidità societaria. Così si leggeva in una inchiesta pubblicata dell’importante quotidiano locale “Il Gazzettino di Treviso: “Old Gloucester Street è una strada di Bloomsbury, nel centro di Londra, a 2-300 metri dal British Museum. Qui, al civico 27, ha sede la Atlantis Sport Management, la società che ha annunciato di aver acquistato il Treviso calcio dalla famiglia Visentin. Ma quell’indirizzo non è stato scelto a caso: per quanto sia stata registrata in Galles e sia una società di diritto britannico, la Atlantis è nella sostanza una società creata due mesi fa per operare in Italia. A Londra non ha un dipendente e, secondo il report finanziario, non ha neppure un conto corrente, per cui non aveva bisogno di un vero e proprio ufficio. Per questo la scelta è ricaduta sul 27 di Old Gloucester Street: perché lì ci sono alcune compagnie che offrono indirizzi virtuali o caselle postali a chi non ha necessità di avere una vera e propria sede ma hanno la necessità di indicare un indirizzo all’interno del Regno Unito perché sono state costituite lì per usufruire di vantaggi fiscali. La Atlantis Sport Management ha assunto la forma giuridica della limited liability partnership: una forma societaria nella quale ogni socio non è responsabile né può essere chiamato in causa per negligenze o condotte giuridicamente rilevanti di uno degli altri soci. Una sorta di irresponsabilità per i comportamenti dei partner. Una società senza un impiegato, che è stata fondata il 10 settembre di quest’anno, che ha la sede a Londra all’indizzo di una società che offre recapiti virtuali. Nel report finanziario aggiornato a ieri non vengono indicati capitali, né una banca di riferimento, né una persona o una società incaricate di certificare i conti. È questa la Atlantis Sport Management, che il 2 novembre è spuntata dal nulla come nuova proprietaria del Treviso calcio al posto di Luca Visentin e della sua famiglia. Senza che prima ci fosse stata alcuna avvisaglia e senza che nessuno avesse fatto neppure una telefonata di cortesia al sindaco o all’assessore allo Sport. È stato sufficiente consultare il Registro delle società per l’Inghilterra e il Galles, che ha sede alla Companies House di Cardiff, per scoprire chi c’è dietro la Atlantis Sport Management e per capire i ruoli di ciascuno. Secondo il certificato disponibile a tutt’oggi, ci sono due soci con diritto di voto: Francesco Pioppi, un udinese che compirà 40 anni in dicembre, e Michele Dal Cin, 52enne di Vittorio Veneto, attualmente talent scout della Sampdoria (la società ha comunicato che non assumerà alcuna carica): la visura specifica che nessuno dei due ha più del 50 per cento del diritto di voto, quindi la loro partecipazione è alla pari e nessuno può pertanto prendere una decisione senza l’assenso dell’altro. Un altro socio è Claudio Capuzzo, 66 anni, nominato direttore dell’area tecnica (che a Treviso ebbe un ruolo dirigenziale anche fra il 1991 e il 1993, quando il Treviso finì nelle mani di Giovanni Caberlotto). C’è anche Biljana Dasic, 49 anni, moglie di Capuzzo, che nel certificato del registro delle imprese viene descritta come persona che ha il diritto di esercitare un’influenza significativa sulla società. Pioppi ha anche un’altra società nello stesso registro britannico: la Arthogene Ltd, che ha aperto il 23 ottobre con due soci diversi da quelli di Atlantis […]”.

Ulteriori perplessità sono poi arrivate da Mario Conte, sindaco della città. Queste le sue parole rilasciate nelle scorse ore: “Sono preoccupato, mi spaventa un po’ questa mancanza di chiarezza. Sinceramente è una situazione non tollerabile. Sono anni che il Treviso viene umiliato da gestioni fumose, senza una prospettiva a lungo termine, senza un orizzonte. Per il Treviso vogliamo un progetto di alto profilo, di qualità, chiaro. Per questo abbiamo chiesto chiarimenti e verifiche su questa nuova proprietà, vogliamo conoscerne i programmi. Certo potevano almeno farci una telefonata. Ho i miei dubbi, non lo nascondo, ma li ho perché non li conosco, perché sono arrivati all’improvviso senza avvisare nessuno. Adesso vediamo come procederà questa situazione. Di certo rimaniamo vigili. Come ho già detto non accetteremo le situazioni già viste in passato, per il Treviso vogliamo un salto di qualità. Pensiamo ad altre soluzioni e, se ci saranno le condizioni giuste, siamo pronti a impegnarci anche in prima persona“.

In attesa di sviluppi che portino maggiore chiarezza relativamente a questa vicenda, la speranza è che il Treviso possa ritrovare in ogni caso quella solidità societaria che gli consenta di tornare nelle serie che gli competono. La piazza, da sempre appassionata e legatissima ai colori biancoazzurri, non merita un nuovo ed ennesimo salto nel buio.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)

FONTE IMMAGINE INTERNA ALL’ARTICOLO: Antonio Arcoraci

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