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Un’autentica tragedia, che va a riportare alla mente lo schianto di Superga che distrusse il Grande Torino ed il disastro aereo di Monaco di Baviera, che andò a colpire lo United dei Busby Babes nel 1958: stavolta è il calcio brasiliano a piangere un’intera squadra, quella Chapecoense che nel 2009 militava ancora nella nostra Serie D, e con una scalata fantastica era arrivata al Brasileirao ed a giocarsi (mercoledì) la finale della Copa Sudamericana contro l‘Atletico Nacional (vincitore dell’ultima Libertadores).

Un’autentica scalata alla gloria, che però non vedrà l’atto finale per colpa di un destino beffardo e crudele: ci ha pensato proprio il fato a fermare la corsa del Chape, ed impedire che giocasse la gara più importante della sua storia, dopo aver superato il San Lorenzo in semifinale ed aver assistito (con la sconfitta per 1-0 nella scorsa gara di campionato) al trionfo del Palmeiras nel Brasileirao: sono le 4 di notte italiane (alle 3.33 l’aereo aveva perso i contatti con la torre di controllo), le 10 di mattina in Colombia, quando il mondo intero viene travolto dalla notizia dello schianto di un aereo di linea nei pressi dell’aeroporto di Medellin, per la precisione nella zona montagnosa di Cerro Gordo, un luogo che rende difficile il recupero delle vittime e dei feriti.

Non ci vuole molto ai media locali e a quelli brasiliani per capire che siamo di fronte ad una tragedia di portata estrema: l’aereo infatti è quello che trasporta la Chapecoense, che doveva giocarsi domani la finale della Copa Sudamericana (la nostra Europa League), e viene sostanzialmente rasa al suolo. I primi resoconti delle autorità locali parlano della presenza di 48 tra giocatori, staff e membri del club a bordo dell’aereo, e con loro si trovano sul velivolo circa 22 giornalisti, per i quali le speranze si rivelano subito esigue: e nella mattinata italiana ecco arrivare la pietra tombale sulle speranze dei tifosi brasiliani e non solo.

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Il post con cui la Chapecoense aveva annunciato l’incidente

I morti sono ben 75 su 81 presenti a bordo (72 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio), con soli 6 superstiti, tra i quali troviamo quattro giocatori (il difensore Helio Zampier Neto, dato a lungo per morto, i portieri Danilo e Follmann, ed il terzino Alan Ruschel), una hostess ed il giornalista Rafael Henzel, unico superstite tra i membri della stampa: un altro ferito sarebbe morto nel trasporto in ospedale ed i sei di cui vi parliamo avrebbero riportato ferite e fratture multiple, mentre per gli altri non ci sarebbe la minima possibilità di sopravvivenza. Muore così gran parte della Chapecoense, squadra nella quale militavano l’ex Atletico Madrid Cleber Santana e l’ex Verona Claudio Winck, che avevamo visto giocare e segnare nel Verona che eliminò il Pavia in Coppa Italia, ma non è partito in extremis, e la squadra brasiliana si ritrova decimata: oltre ai quattro giocatori citati, sono infatti rimasti vivi solo i nove giocatori che non erano stati convocati (Nemen, Demerson, Marcelo Boeck, Andrei, Hyoran, Moises, Nivaldo, Alejandro Martinuccio ed appunto Winck, dato inizialmente per morto), mentre le vittime all’interno dello staff e della rosa sono ben 44, e comprendono anche l’allenatore Caio Junior, artefice del ”miracolo” Chapecoense (una squadra paragonata da lui stesso al Leicester).

Ma com’è stato possibile tutto questo? Le versioni riguardo allo schianto dell’aereo di linea che trasportava la squadra della città di Chapeco (stato di Santa Caterina, 200mila abitanti) sono contrastanti: in un primo momento si era parlato di problemi elettrici al velivolo, che avrebbero portato alla richiesta da parte del pilota di un atterraggio d’emergenza non andato a buon fine, mentre le dichiarazioni dell’hostess superstite aprono ad uno scenario ben differente: l’aereo si sarebbe schiantato per una colpevole assenza di carburante, non lasciando così scampo alla manovra disperata del conducente ed alla Chapecoense tutta (che viveva un sogno, come si vede dal video pre-partenza del difensore Filipe Machado)

L’aereo si è spezzato in più tronconi nello schianto, e per le 75 vittime non c’è stato scampo: un’autentica tragedia, nella quale ha giocato un ruolo importantissimo il fattore-destino. L’aereo di linea partito da San Paolo e diretto a Medellin dopo uno scalo in Bolivia, lo stesso che aveva trasportato in Colombia l’Argentina nella scorsa tornata delle nazionali, non doveva infatti avere a bordo i giocatori della Chapecoense: il club brasiliano, infatti, aveva scelto per il viaggio un charter ”privato”, per il quale non è arrivata l’autorizzazione al volo dell’aviazione civile brasiliana, costringendo così il Chape a viaggiare sul British Aerospace 146 della compagnia charter boliviana Lamia, sul quale gran parte della Real Chapecoense ha trovato la morte.

Una disgrazia, quella della Chapecoense, sulla quale le notizie continuano a rincorrersi, anche per la gravità delle ferite dei superstiti: ovviamente la finale di Copa Sudamericana con l’Atletico Nacional è stata annullata, ed il calcio giocato è scivolato ben lontano dai pensieri collettivi. Siamo tutti vicini alle famiglie delle vittime, ed a chi sta lottando per sopravvivere a questo terribile schianto che ha distrutto una squadra ed il sogno di una compagine nata nel 1973, ed arrivata a suon di sacrifici a giocarsi la finale di una competizione internazionale che non potrà mai disputare: perchè la Chapecoense, come il Grande Torino, di fatto non esiste più, e questa, insieme al dolore per le 75 vittime ed allo shock per l’accaduto, è la cosa che fa più male… (di seguito, dopo il tweet del Torino, gli aggiornamenti LIVE)

Aggiornamento delle 13.15- Dalla Colombia arriva il bellissimo gesto dell’Atletico Nacional, col club colombiano che ha ufficialmente chiesto alla CONMEBOL di assegnare la Copa Sudamericana 2016 alla Chapecoense. Un modo per onorare la memoria dei giocatori e dei membri dello staff morti, mentre in Brasile alcune voci riportano la morte in ospedale di Follmann e Danilo, che erano dati in condizioni gravi al momento del trasporto a Medellin: voci tutte da confermare, in queste vicende gli sciacalli e gli ”inventori di notizie” sguazzano.

Aggiornamento delle 13.40- Arriva una tragica notizia: la Chapecoense ha appena confermato la morte in ospedale del portiere Danilo, che non è riuscito a sopravvivere alle gravi ferite riportate. Sale così a 76 il numero delle vittime, con soli 5 superstiti, e c’è grande apprensione per le condizioni di Follmann, che era gravemente ferito.

Aggiornamento delle 13.55- Emergono dettagli sul salvataggio del difensore Helio Zampier Neto: il giocatore è stato estratto vivo dall’aereo ore dopo lo schianto, coi soccorritori che si sono accorti della sua presenza sentendo alcuni gemiti durante l’ultima ricognizione nel luogo del tragico incidente.

Aggiornamento delle 14.35- Da brivido il bollettino medico del terzino e numero 10 Alan Ruschel: fratture multiple, su tutte quella al bacino, un forte trauma cranico ed alcune ferite alla testa. È cosciente ed ha parlato con medici e soccorritori, possiamo dire che è il superstite nelle migliori condizioni e si trova fuori pericolo. 

Aggiornamento delle 15.10- Secondo un inviato sul posto, Alan Ruschel avrebbe subito anche una frattura nella zona cervicale della colonna vertebrale: le condizioni del terzino sono però stabili, mentre anche la Croce Rossa colombiana, dopo un iniziale misunderstanding, conferma la morte del portiere ed eroe della semifinale Danilo. Restano cinque i superstiti, tra i quali rientra ufficialmente (oltre a Follmann e Ruschel stesso, al giornalista ed alla hostess) il già citato difensore Helio Zampier Neto, che risulta essere fuori pericolo: un miracolo che ci siano dei superstiti, viste le condizioni dell’aereo ed il fatto che i passeggeri sono stati letteralmente catapultati fuori dal mezzo. Intanto, la polizia dà notizia dell’avvenuto recupero di 60 cadaveri dalla carcassa del velivolo: ricordiamo che i morti sono 76, e tra loro c’è anche l’attaccante Thiaguinho. Il 22enne aveva appena scoperto, attraverso una bellissima sorpresa fattagli pervenire dalla fidanzata 18enne in ritiro, che sarebbe diventato padre.

Aggiornamento delle 15.20- Come si può leggere dal comunicato dell’AeroCivil (la nostra Aviazione Civile) colombiana, c’è un sesto superstite: si tratta del tecnico dell’aereo Erwin Tumiri, e le vittime scendono così a 75. Tra i morti c’è anche il pilota e proprietario della compagnia aerea Lamia, che aveva nel British Aerospace 146 l’unico velivolo disponibile (su tre), un aereo utilizzato anche per il trasporto della nazionale argentina di calcio.

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Aggiornamento delle 15.30- Fonti locali riportano l’amputazione di una gamba per il portiere di riserva Follmann: attendiamo conferme ufficiali in tal senso.

Aggiornamento delle 15.40- Claudio Winck, ex Verona ed attuale terzino della Chapecoense inizialmente dato tra i passeggeri del volo caduto, in realtà non è stato convocato in extremis per scelta tecnica ed è dunque salvo. Il giocatore, scuola Internacional, ha parlato in lacrime ad una televisione locale: ”È un momento complicato, sono qui allo stadio della Chapecoense coi familiari dei giocatori, e c’è tantissima tristezza: sarà difficile superare tutto questo, stiamo pregando per i superstiti. Di fianco a me ho la moglie di Ruschel, è preoccupatissima”.

https://www.youtube.com/watch?v=Bd6E6HOSPmg

Aggiornamento delle 17.40- Restano sempre critiche le condizioni del portiere di riserva Follmann: sta lottando per sopravvivere, ma gli è stata amputata una gamba, come conferma il medico dell’ospedale in cui è ricoverato.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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