Trading sportivo: intervista ai trader di uno storico gestore italiano di scommesse
Il mondo delle quote sportive può essere complesso ma al tempo stesso molto interessante da comprendere. I bookmaker, ovvero gli operatori di scommesse sportive, hanno il compito di studiare e stabilire le quote, modificandole in modo graduale.

Ogni dato statistico, ogni valutazione, ogni informazione utile all’analisi dei dati passa per la trading room, un locale altamente attrezzato con dotazioni e tecnologie all’avanguardia, connessioni veloci, computer, software e dispositivi, il cui scopo è quello di permettere ai trader di cambiarsi informazioni e strategie per l’analisi dei dati. Le trading room sono dei posti di lavoro a tutti gli effetti, dispongono di tutta la tecnologia necessaria a fare trading e nessuna distrazione, un aspetto importante ai fini di una buona concentrazione. Nell’ambito del gioco d’azzardo e del calcolo delle quote, le trading room sono ambienti rivolti esclusivamente a trader esperti che si dedicano alle attività di trading senza essere soggetti a distrazioni.

Le trading room sportive

In termini fisici, una trading room può essere considerata alla stregua di una borsa delle scommesse. Nessuna formula magica, né garanzie di incassi da capogiro, ma decine di monitor, dati in costante aggiornamento, studio, applicazione, analisi delle statistiche. Chi si occupa di sport trading non è un semplice scommettitore, ma uno stratega che tenta di minimizzare i rischi della propria attività trasformandola in una vera e propria professione. Fare trading può rivelarsi un’attività tanto rischiosa quanto vantaggiosa, tante le strategie precauzionali e tanti anche gli strumenti per contenere i rischi. Tutto questo avviene all’interno di una trading room sportiva. Per avvicinarci al mondo delle trading room, abbiamo chiesto informazioni più specifiche al team di specialisti che opera per conto di uno degli operatori affermatisi da maggior tempo nell’ambito del mercato delle scommesse ippiche, Snai. Dopotutto, ai fini di un articolo che approfondisca la tematica riguardante le quote sportive, chi meglio dei trader di Snai può dare risposta alle nostre curiosità. Ci siamo dunque rivolti direttamente all’ufficio quote di Snai, iniziando dal tipo di rapporto professionale che lega i vari bookmaker.

In cosa consiste un accordo tra bookmaker? Le quote sono le stesse, simili o variano di operatore in operatore?

Più che accordo tra bookmaker si tratta di un adattamento naturale all’offerta degli altri competitor. Questo allo scopo di salvaguardare il gioco corretto da eventuali speculazioni, di cui il banco è garante. In termini pratici: esiste una giocata detta “sure bet”, ovvero una formula di gioco che consente di coprire ogni possibile esito, l’1-x-2, l’Under e Over, ecc, ed è definita “sicura” perché chi scommette vince sempre. I bookmaker offrono moltiplicatori molto diversi, per cui la scommessa sicura è vantaggiosa in termini di guadagno soolo se il giocatore sfrutta le quote proposte da più bookmaker. Se, invece, per una stessa quota, sono disponibili moltiplicatori diversi, basta individuare le quote che pagano di più per assicurarsi un guadagno e recare danno al banco.

Questo vuol dire che le quote sono le stesse indipendentemente dal bookmaker che le offre?

Nel mercato italiano si, ma possono essere soggette ad oscillazioni irrisorie. Le vere differenze di quotazione passano tra il mercato italiano e quello asiatico, o inglese.

E quando dei massicci flussi di gioco si dirigono verso un risultato unico, questo come impatta sulla variazione delle quote?

Solitamente, quando questo avviene, la quota viene ridotta. Per loro natura, le quote cambiano a seconda delle variabili che caratterizzano il gioco, dalla condizione di salute di un giocatore alle previsioni meteorologiche.  Esempio: Roma – Napoli, quota Roma in apertura 1,6 con il flusso intero sulla formazione giallorossa; gli esperti del trading abbassano quindi la quota a 1,55; se, in prossimità del weekend, gli utenti sono ancora schierati all’unanimità sulla Roma a 1,55, i trader abbassano a 1,5 e così via. Si tratta di un modo per tutelare il banco e i suoi interessi. Nel caso in cui questo dovesse pagare un grande flusso di previsioni, non avrebbe offerto un moltiplicatore eccessivo. Nel caso di flussi massicci, il gestore può anche decidere di abbassare la percentuale di allibramento della giocata – aggio teorico del banco – andando, di conseguenza, a ridurre gradualmente tutte le quote coinvolte.

Ma gli operatori del mercato del gambling possono blindare le scommesse che ritengono più rischiose rigiocandole poi contro altri bookmaker?

Si tratta di una prassi illegale in Italia: nel Regno Unito, invece, dove vi sono dei broker assicurativi pagati per questo genere di servizio, è un’azione lecita.

Passiamo alle curiosità. Qual è la tipologia di giocata preferita dagli italiani?

Il popolo nostrano sembra molto attratto dalle combinazioni di giocate su uno stesso evento, ovvero le così dette Combobet. Una cosa è certa: le giocate live, i casinò live, gli eventi che consentono lo streaming e tutto ciò che può essere fruito in diretta vanno per la maggiore, poiché si tratta di formule di gioco che regalano tante emozioni a chi segue l’evento.

Il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo contemplato nel Decreto Dignità convertito in legge ad agosto ha forse già ridotto i numeri del segmento del gioco?

Per il momento non sembrerebbe. Stando ai numeri, il settore è in crescita, con una raccolta relativa alle scommesse sportive che, nel 2017, rasentava i 10 miliardi di euro di fatturato.

E le previsioni per il 2018?

I dati relativi ai primi sei mesi del 2018 evidenziano una situazione positiva per il settore, lasciando intendere che anche il secondo semestre del 2018 si chiuderà con un bel + davanti.