A pochi giorno dal ritorno in campo del suo Torino contro il Sassuolo, l’attaccante franco-senegalese Mbaye Niang ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport riguardo la situazione attuale della squadra e la sua stagione.

Sull’esonero di Sinisa Mihajlovic e l’arrivo di Walter Mazzarri: “Si è speso tanto, il mister, per me. Mi sembrava giusto ringraziarlo. Ma ora c’è Mazzarri: l’anno scorso al Watford gli dissi che sarebbe stato un onore lavorare con lui. Ora mi ha detto che mi stima ma che non devo pensare di avere dei favori da lui: è scontato, questo; non la prima cosa, che anzi può farci lavorare meglio, conoscendo già i miei pregi e i miei difetti.”

A proposito della sua discontinuità di rendimento: “Ha ragione il mister, hanno ragione i compagni che mi hanno abbracciato al momento del gol dicendomi: sei forte, hanno ragione anche i tifosi che mi chiedono: perché non corri? Devo tenerla attaccata, questa corrente. Il più possibile: ma vi assicuro che non è indolenza. Ma sono fatto così. A volte, senza accorgermi, non incido più, oppure corro tanto nei momenti sbagliati. Ma se una spina è difettosa, si può cambiare.”

Sul suo ruolo da prima punta e su i vicini rientri di Andrea Belotti e Adem Ljajic: “Non vedo l’ora che rientri, chiediamo sempre ai medici di lui e Ljajic: ‘Quando ce li ridate?’. Il mio ruolo? Io mi sento prima punta, ma so cosa fare anche in fascia. La personalità? I fischi mi hanno sempre spinto a dare di più. Mi dico che magari li merito, ma meriterò anche gli applausi che verranno.”

Sugli obiettivi stagionali: “Europa, se n’è parlato tanto, adesso è ora di provarci: ci sono 18 partite. Col Genoa ci arrivai: quell’anno ci divertivamo e facevamo divertire. Com’è accaduto in Torino-Bologna. Quest’estate avrò i Mondiali: devo arrivarci al meglio, per il Toro e per il Senegal.”

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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