Dopo l’ultima amichevole pre-mondiale giocata e stravinta dal suo Brasile contro l’Austria, Thiago Silva ha rilasciato alcune dichiarazioni dal sapore di nostalgia, tracciando un immaginario fil rouge in grado di unire il passato ad un desiderio futuro mai sopito nè tantomeno nascosto da parte del difensore verdeoro.

Sarebbe bellissimo tornare al Milan, magari per chiudere la carriera. Nel calcio mai dire mai, la speranza da parte mia c’è sempre, non potrei mai dire di no ai rossoneri. Il Milan è nel mio cuore e lo sarà per sempre, sono un suo grande tifoso e seguo ogni vicenda con grande trasporto e passione. Il calcio italiano e quello europeo hanno bisogno del vero Milan“.

Il presente, però, ha i colori rossoblu del Paris Saint-Germain e quelli verdeoro della nazionale sudamericana, con cui il 33enne nativo di Rio De Janeiro potrebbe disputare la sua ultima grande competizione internazionale durante il prossimo mese, in Russia.

L’età non è un problema, vale solo nei documenti. In campo tutto cambia, lì ci sono e ci resterò ancora per un po’ da protagonista“.

Capitano della nazionale brasiliana fino al mondiale disputato in casa nel 2014, l’ex milanista ha grandi speranze per la coppa del mondo e si sente parte di un gruppo competitivo e di grande qualità:

Contro l’Austria abbiamo dimostrato di stare molto bene, nonostante la gara sia stata più dura del previsto. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di arrivare fino in fondo“.

Dati i grandi ricordi rimasti impressi nella mente dei tifosi meneghini e non solo, il discorso torna a focalizzarsi sul Milan e sulla sua situazione attuale:

La strada che porta al ritorno del grande Milan sembra essere ancora molto lunga e tortuosa, ma è una problematica da mettere in conto quando si cambia molto all’interno della rosa e della società. Un uomo come Gattuso in panchina può essere quello giusto, anzi perfetto, in questo momento storico. Sta facendo un grande lavoro e può dimostrarsi un valore aggiunto fondamentale. Rispetto a quando giocava ha mantenuto la sua grande carica e cattiveria agonistica, la grinta e la sua abilità nel saper usare bene sia la carota che il bastone“.

Infine, non manca un pensiero riferito al campionato di Serie A, dominato ormai da anni dalla Juventus:

La Juventus rimane la più forte, ma bisognerà capire le mosse di Napoli, Inter e Roma. Al Milan, invece, manca ancora qualcosa, come ad esempio due grandi giocatori“.

Giuseppe Lopinto