vessicchio

Il caso riguarda la partita fra Agropoli e Sant’Agnello di un paio di giorni fa. Purtroppo, però, non si parla del lato tecnico della gara, bensì dell’ennesimo episodio di misoginia legato al mondo del pallone. Stavolta, a rendersi protagonista (in negativo), è stato Sergio Vessicchio, giornalista campano e telecronista per l’emittente CanaleCinqueTV. Ecco cosa è successo…

Vessicchio: ”Uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri…”

Durante la diretta della partita di Eccellenza campana, poco prima del calcio d’inizio, il telecronista ha chiesto alla regia di inquadrare l’assistente dell’arbitro. La guardalinee, ignara di quanto stesse succedendo dietro le telecamere, stava controllando – come da prassi – la regolarità delle reti di porta. Intanto, Vessicchio si esprimeva a riguardo in questi termini:

L’assistente donna è una cosa inguardabile… È uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro”.

Le dichiarazioni, che fanno ribrezzo solo a leggerle (i più forti di stomaco possono riascoltarle qui), vertevano sul fatto che una donna non risultasse credibile nelle vesti di arbitro, al punto da poterla definire una ”barzelletta”.

Ora, posto il fatto che una barzelletta debba far ridere affinché si possa definire tale, ci chiediamo cosa ci sia di divertente nel fatto che una donna arbitri una partita di calcio.

Il calcio e le donne: due mondi che si fa fatica a vedere uniti

Più che ridere, infatti, viene quasi da piangere ad ascoltare l’opinione di certi personaggi. Vessicchio è solo l’ultimo di una lunga lista di persone che si sono espresse in maniera ambigua riguardo la presenza delle donne nel football. Basti ricordare il caso di Fulvio Collovati (”Le donne non devono parlare di tattica”), ma anche quello di Tavecchio. E, se si volesse insistere, se ne potrebbero citare a bizzeffe.

Molti di questi episodi, però, si verificano soprattutto in periferia, dove gli insulti non vengono raggiunti da microfoni e telecamere.

Si fa ancora fatica, dunque, a considerare ”normale” una donna in scarpette e pantaloncini che prende a calci un pallone. Figuriamoci una che tiene in mano un fischietto o una bandierina.

Vessicchio si scusa, ma non esistono giustificazioni: il vero ”schifo” è un altro

In merito ai fatti di Agropoli, il telecronista campano ha tentato di giustificarsi, dicendo di aver sbagliato e di essersi subito reso conto della stupidaggine commessa. Parole, quelle rilasciate a Radio CRC, che non corrispondono tuttavia a quanto scritto (e poi cancellato) poche ore prima, sui social, dallo stesso Vessicchio, il quale aveva addirittura rincarato la dose.

vessicchio

Ad ogni modo, il giornalista – che in fatto di donne aveva già dimostrato di saperci fare – non ha scuse e ne ha già pagato le conseguenze con la temporanea (per il momento) sospensione dall’albo regionale.

Per fortuna, non tutti considerano la presenza femminile nel rettangolo verde uno ”schifo” (vedi il pienone allo Stadium per questa partita).

Resta da chiedersi, pertanto, quali siano i famosi ”motivi” secondo cui sarebbe sbagliato far arbitrare o giocare le donne. Sia mai che lo facessero – e non è raro – meglio degli uomini.

Purtroppo, però, non ce ne viene in mente neanche uno, anche se sarebbe divertente conoscerli: allora sì che ci sarebbe da ridere.

Samuel Giuliani (9Giuliani)