La Superlega fa discutere, storcere il naso o brillare gli occhi dei protagonisti del Calcio Europeo. L’idea di alcuni Presidenti dei club più influenti, di creare un campionato tra le squadre che possiedono più tradizione e che negli anni hanno vinto di più nel bel continente, è fortemente caldeggiata dalla FIFA e da sponsor molto importanti, ma continua a lasciarsi dietro strascichi di polemiche non indifferenti.

La maggior parte delle polemiche, nell’idea iniziale, era dovuta al dover negare ad alcuni club la possibilità di partecipare al Campionato Nazionale, in modo da garantire una partecipazione in un torneo Continentale, a numero chiuso e senza possibilità di cambiamenti, ma anche al metodo di scelta di questi club ed ai criteri utilizzati.

Accantonata, almeno momentaneamente, questa ipotesi, negli ultimi giorni si sta diffondendo una idea di SuperLega diversa, molto accattivante, quella della European Premier League.

 

European Premier League

La European Premier League, nome che dovrebbe prendere la nuova competizione, dovrebbe essere composta da 18 squadre, scelte tra i migliori campionati, con sfide di andata e ritorno da giocarsi nei turni infrasettimanali. Al termine del girone, inizierebbe la fase ad eliminazione diretta, fino alla finale che può valere lo scettro d’Europa e una montagna di introiti dal punto di vista economico. Se in un primo momento la data era stata individuata nella stagione 2024-25, adesso pare che i tempi si stiano notevolmente accorciando, e l’idea del maggiore organo a livello Mondiale è quella di proporre questo nuovo torneo a partire dalla stagione 2022-23

Inghilterra, Spagna ed Italia dominano

L’Inghilterra dovrebbe essere la nazione più rappresentata con 5 o 6 squadre. Quasi certa la scelta di Arsenal, Chelsea, Liverpool, City e United, con un dubbio sul Totthenam. Forte presenza anche delle nostre squadre, con Inter, Milan e Juventus che dovrebbero staccare il pass, ma anche Roma e Napoli sembrano in corsa. Barcelona, Real Madrid ed Atletico saranno le rappresentati per La Liga. Bayern Monaco e PSG per Bundesliga e Ligue1 dovrebbero completare il quadro.

Il tutto è ancora da definire, sia nei criteri di selezione che nel numero di partecipanti, ma questi sono i nomi che circolano sopratutto negli ultimi tempi.

Analizziamo quali potrebbero essere i lati positivi e quali quelli negativi dell’approdo della SUPERLEGA nel panorama europeo.

EPL: SI

Quale appassionato di calcio, il mercoledi sera, non vorrebbe sedersi sul divano a gustarsi un Barcelona – Juventus, o un Bayern Monaco – Real Madrid, o un derby europeo? Questo è sicuramente uno degli aspetti più accattivanti dell’avere una unica competizione continentale, con struttura all’italiana. Un girone di andata e ritorno garantirebbe sfide molto equilibrate, con possibilità di recuperare partenze difficili od ostacoli sul proprio percorso, e con la garanzia che, comunque, le sorprese non mancherebbero.

Interessante anche l’eliminazione dei sorteggi, che potrebbe modificare l’idea di fortuna o sfortuna legata al passaggio del turno, o le polemiche che negli ultimi anni si sono dipanate per le fasce ed il ranking dei club. Si partirebbe tutti allo stesso livello, in un mini campionato che potrebbe presentarsi avvincente.

EPL:NO

Alla stessa stregua di una grande sfida da gustarsi sul divano, in quanti non vorrebbero godersi il miracolo Chelsea con Di Matteo in panchina? O del Porto di Mourinho?

L’avvento di una lega a numero chiuso, e con gettoni ad invito, cancellerebbe le possibilità, per alcuni Paesi, di poter partecipare alle competizioni Europee. Di conseguenza non potrebbero più essere alimentati ciò che sono l’essenza reale del Calcio: I Sogni. L’Ajax dei Miracoli, che solo due stagioni fa fece piangere Real Madrid e Juventus, non potrebbe ripetere le proprie imprese perchè escluso a priori da un meccanismo e da criteri scelti da pochi.

Le parole di Aleksander Ceferin: La Uefa ha chiarito in diverse occasioni che si oppone fermamente a una Superlega. I principi di solidarietà, promozione, retrocessione e campionati aperti non sono negoziabili” non possono non essere condivise. La bellezza del Calcio è che questo è unione, solidarietà, aggregazione. Una superlega da più l’idea di un cortile di casa in cui il ragazzo che porta il pallone sceglie chi può giocare e chi no. Questo contrasta fortemente con i valori che uno sport di squadra dovrebbe incarnare.

Dal punto di vista economico, poi, l’avvento di una Lega unica allargherebbe, probabilmente in maniera definitiva, la forbice tra i club più ricchi e quelli meno ricchi. Perdendo gli introiti della competizione Europea, molte squadra, anche blasonate, potrebbero avere delle difficoltà a mantenere il proprio valore o a crescere.

Il rischio più grande, in una situazione già abbastanza complicata, è quello di creare una Lobby, una Elitè in cui solo alcuni possono avere accesso, mentre altri dovranno solo guardare. Il bello dello sport è, e rimane, sognare di poter toccare il cielo con un dito.

Meglio se questo cielo, come accade adesso, venga fatto toccare dalle orecchie della Coppa più affascinante del Mondo.