Festeggialo con noi… Super Mario Balotelli il talento del calcio italiano mai espresso

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

La storia di Mario Balotelli è complicata da raccontare un po’ come tutta la sua vita, nato a Palermo da due genitori Ghanesi emigrati nel capoluogo siciliano, ma a soli tre anni e passato a una famiglia bresciana di Concesio da cui ha preso il cognome che porta tutt’ora.

Viene acquistato dall’Inter nel 2006, con la primavera nerazzurra vince da protagonista lo scudetto primavera nel 2007, Mancini lo vuole aggregare in  prima squadra, in quanto il ragazzo è forte di testa, ha un tiro forte e preciso ed ha una potenza fisica non indifferente considerata la giovane età.  La sua intesa con Ibra in campo è devastante, si fa conoscere al grande pubblico nel 2008 con una doppietta in semifinale di coppa Italia alla Juve a Torino, il secondo gol ne esalta le sue caratteristiche di espolsivita e forza,  grazie ad una girata di destro  mette la palla nell’angolino. Balotelli è croce e delizia. Passa con una facilità estrema a dei numeri sensazionali  in campo a delle  a delle vere e proprie “Balotellate” fuori dal campo, come quando si è messo a sparare con la pistola scaccia cani, oppure ha eluso le guardie ed è entrato in un carcere minorile vicino Brescia, senza dimenticare le svariate multe per aver parcheggiato o superato i limiti di velocità con la sua R8.

Ma la rottura con i tifosi dell’Inter è arrivata la notte della semifinale di Champions League con il Barcellona a San Siro, nonostante fosse una serata di festa per la vittoria dei nerazzurri, il numero 45 si rende protagonista di una scena orribile agli occhi dei suoi tifosi, ovvero a fine partita, nervoso per i battibecchi con Muorinho si leva la maglia e la scaraventa a terra, i suoi compagni cercano di coprire il misfatto. Ma la figuraccia in mondovisione è stata fatta ed è ormai irreparabile come il rapporto con l’Inter.

Mancini crede in lui ciecamente, tanto da volerlo al Manchester City nel 2010 che lo acquista dall’Inter per 28 milioni di euro, i nerazzurri dopo essersi sbarazzati di Ibra si privano anche di Balotelli. Anche oltre manica il numero 45 non si smentisce segna reti importanti ad espulsioni assurde che gli costano svariate giornate di squalifica. Ma riesce a vincere campionato e coppa d’Inghilterra. Con Mancini il rapporto è conflittuale, epica la scena di quando sono arrivati alle mani in allenamento.

Il suo sogno è tornare a Milano, ma con la maglia del Milan, di cui si è sempre dichiarato tifoso, nel 2013 viene accontetato, i suoi gol servono ai rossoneri per agganciare il terzo posto e tornare in Champions League, una girata al volo con l’Udinese all’esordio e una punizione da 30 metri contro il Parma sono le sue gemme stagionali. Se nella prima stagione il suo comportamento è stato irreprensibile, nella seconda stagione ha iniziato ad andare in escandescenza, beccandosi anche quattro giornate di squalifica per insultato l’arbitro dopo un Milan-Napoli. Berlusconi  non lo ha mai amato tanto da definirlo una mela marcia, salvo poi ritrattare ciò che ha dichiarato sull’attaccante.

Il richiamo della Premier era troppo forte, dopo i mondiali del 2014 che si sono rivelati un falliemento e si accasa al Liverpool dove con i sostenitori dei Red’s non lega mai , tanto da essere definito l’acquisto piu’ scarso nella storia della squadra inglese.

Ritorna al Milan, nel 2015 ma  anche in rossonero fallisce, un solo gol e una pubalgia lo fermano ai box , con Mihaijlovic il rapporto è turbolento, dopo averlo fatto entrare per qualche minuto contro il Genoa per difendere il risultato, non rimane soddisfatto della prova del ragazzo in quanto non si impegna e platealmente lo prende per il collo a fine partita.

Riparte da Nizza dove finalmente ritorna su standard accetabili, ma l’ex Inter e Milan ha visto troppi treni passargli affianco e lui per i suoi atteggiamenti indolenti li ha persi malamente, facendo passare la sua classe in secondo piano. La sua notte da fenomeno assuluto l’ha vissuta all’Europeo in Polonia nel 2012, quando con una doppietta ha steso la Germania in semifinale, quella è stata la sua vera notte da Super Mario, dove ha anche commosso il mondo per aver baciato sua madre adottiva. Troppo poco per uno che avrebbe potuto riscrivere la storia del calcio italiano.

Matteo Anobile

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUITECI SU AGENTI ANONIMI

About Matteo Anobile

Appassionato di calcio, scrittore per diletto, estasiato dai numeri 10, il mio primo numero 10 che mi ha fatto innamorare è stato Ruud Gullit, poi Baggio e Totti. Il miei piu' grandi rimpianti non aver visto giocare Rivera e Antognoni...
Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Commenti