Suning.com, Suning Sports e Inter: quali le differenze?

Bisogna fare chiarezza, perché fare di tutta un’erba un fascio è pericoloso, soprattuto per i tifosi, che spesso confondono il patrimonio personale di Zhang Jindong o i ricavi di Suning con la possibilità di agire sul mercato come meglio si crede. Insomma, Suning.com sarebbe un novello Elliott, capace di intervenire nelle trattative e comprare i top players mondiali a suo piacimento? Stop alle falsità. Né Suning, né tanto meno un fondo speculativo quale è Elliott può giocare con i soldi. Veniamo però ai nerazzurri, acquistati il 6 giugno 2016 da Suning, più correttamente dalla controllata Suning Sports. Zhang Jindong ha versato 750 mln per il 70% delle quote dell’Inter, diventando così l’azionista di maggioranza del club, lasciando, però, Erik Thohir come presidente. Ripianati i debiti in poco più di due anni e agganciata la Champions, che porterà introiti freschi nelle casse interiste, il progetto Suning può finalmente prendere il largo. Ma chi sono Suning e Suning Sports e cosa c’entrano con l’Inter? Quali le differenze?

Suning e Suning Sports

Chi è Suning è oramai appurato. Il colosso di elettrodomestici di Nanchino, con una solidità economica e tenuta finanziaria fuori dal normale, si è guadagnata il posto, grazie al suo chairman Zhang Jindong, numero 485 tra le 500 aziende più grandi al mondo secondo la rivista economica Fortune. Solo nel primo semestre del 2018 ha fatto registrare un utile netto di 14 miliardi di euro. Certo è che Suning.com è solo una grande parte del mondo Suning. Tanto che, infatti, Suning Holdings Group è il nome cui meglio ci si riferisce quando si parla del colosso asiatico. Sotto il nome Suning confluiscono holding, tra cui Suning Sports.

Suning Sports, chi è?

Il braccio operativo della famiglia Zhang per la gestione sportiva e societaria dell’Inter è Suning Sports. Tutti gli interventi a favore della società Inter sono controllati direttamente da Suning Sports, il cui presidente non è Zhang Jindong, ma Liu Jun, CEO ad interim, uomo di fiducia della famiglia Zhang. Gli immensi capitali della Suning Holding Group non possono (per direttive del governo cinese) essere immessi direttamente nell’Inter. Se così non fosse, Cristiano Ronaldo e altri giocatori più che onerosi sarebbero già arrivati in nerazzurro. A questo punto, bisogna tener conto sia della gestione societaria e amminisrativa dell’Inter e sia dei successi sportivi, perché solo così i nerazzurri possono reperire i mezzi per nuovi investimenti. Questa pratica si traduce in sponsorizzazioni, partnership e marketing del logo Inter, a cui Suning lavora con ammirevole costanza. Tuttavia, gli introiti da gestire sono poi controllati da Suning Sports che, ricordiamo, è proprietaria dell’Inter, il cui unico scopo è quello di realizzare il maggior numero di successi sul campo. Una cooperazione che sussiste ed è imprescindibile: successo sul campo si traduce in successo finanziario, almeno in questo delicato momento in cui il FFP ha negato a Suning la possibilità di intervenire.

Inter

Come vi abbiamo detto, Zhang non può finanziare direttamente l’Inter, altrimenti non ci sarebbero problemi col FFP, né a far arrivare un qualsiasi giocatore costoso, come ad esempio Ronaldo. L’Inter è una micro azienda controllata da Suning Sports che fa parte di una delle numerose Holding del gruppo Suning.com, insieme a Suning Logistics, Suning Financial Service, Suning Technology, Suning Real Estate, Suning Media and Entertainment e Suning Investment. I risultati sportivi e le annesse ripercussioni (vedi FFP) sono strettamente collegate al mondo economico-finanziario di Suning Sports. L’Inter anche per quest’anno è riuscita a stabilire il pareggio di bilancio, non sacrificando alcun big e facendo plusvalenze per 50 mln dei 45 mln previsti e il fatturato , in crescita, è di 318 mln nel 2017. Difficile fare previsioni per l’esercizio appena iniziato, ma con gli introiti della Champions, diritti TV e incassi dello stadio, sicuramente si salirà con le cifre. Nel frattempo Suning Sports lavora con le sponsorizzazioni e le partnership (ultima EPrice): per il 2018 e 2019 Zhang attirerà sempre più nuovi sponsor e l’Inter avrà nuove risorse da investire sul campo. Previsioni impensabili? No, più che fattibili. I tre punti chiave sono le crescenti partership con cui Suning è riuscito a vendere ed esportare il marchio Inter in Cina e non solo, nonostante il poco appeal di questi ultimi anni; l’ingresso in Champions e la perfetta gestione del FFP, che vedrà l’anno prossimo i nerazzurri liberi di agire sul mercato senza più le restrizioni UEFA, ma con riguardo per quelle imposte dal governo cinese. Obiettivo, come tutte le grandi squadre, è il mercato autofinanziato, che permetterà alla società di usufruire delle proprie risorse senza “consumare” il portafoglio di Zhang, o meglio di Suning Sports.

a cura di Matteo Tombolini (@MatteoTomb)

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