Due anni fa ci eravamo lasciati così: “Miracles can happen, Gus“, striscione che era stato esibito nello stadio del Sunderland in onore di Poyet.

Il tecnico era riuscito nell’impresa di salvare una squadra che sembrava retrocessa a marzo, grazie ai gol di un Borini in grandissimo spolvero e a una clamorosa vittoria a Stamford Bridge.

Miracles can happen, ma “non è sempre domenica“. Infatti, lo scorso anno la stagione dei black cats è stata piena di infortuni, prestazioni non all’altezza, crisi di gioco e risultati e chi più ne ha più ne metta. Il Sunderland era praticamente retrocesso già ad aprile, nonostante un mercato che aveva portato in rosa qualche elemento interessante (la conferma dello stesso Borini, Lamine Konè e Ndong).

Ma poco male, in un campionato iper competitivo come la Premier la retrocessione del Sunderland ha fatto sì notizia, anche se non era una cosa così impensabile. Ciò che è impensabile invece sono i risultati di quest’anno: il Sunderland si trova nei bassifondi della Championship. Gioco e risultati sono stati sotto alle aspettative e i tifosi dei black cats non stanno ricevendo ciò che si meritano.

La “terra del Sole” sta diventando la “terra delle ombre“: la squadra vive all’ombra della scellerata gestione Moyes, portandosi dietro a strascico le ossa rotte della scorsa stagione; all’ombra di una retrocessione mai digerita e metabolizzata che ha fatto più danni del previsto; all’ombra di una possibilità di una doppia retrocessione.

Sunderland, “miracles can happen“: il sole deve assolutamente tornare a splendere.

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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