Teofilo Gutierrez

”Goleador, goleador, ese es Teo goleador”: è un coro che rimbomba, quello dell’Estadio Metropolitano Roberto Melendez di Barranquilla, che martedì sera ha riaccolto il suo eroe, il giocatore più rappresentativo dell’ultimo decennio di un club, il Junior Barranquilla, che è chiamato a risollevarsi dopo un semestre complicato, nel quale ha concluso al 12° posto l’Apertura della Liga Aguila, terminando tra i ”sanza ‘nfamia e sanza lode”.

Stiamo parlando (avevate dubbi?) di Teofilo Gutierrez, l’hombre de locuras, colui che ha incantato l’intero continente sudamericano a suon di gol e follie, e ora, dopo la parentesi negativa col Rosario Central (5 gol in 21 match, non si è mai ”preso” con l’ambiente), è tornato nel club che l’ha lanciato, ed è stato il primo amore della sua gloriosa carriera (il River è il secondo): è un ritorno da rockstar, quello di Teo nel ”suo” Junior, un ritorno che fa comodo a entrambe le parti. Da un lato c’è un Junior che vuole rilanciarsi e vincere il Clausura (oltre a Teo, è arrivato Yimmi Charà dal Monterrey), dall’altro un Teofilo Gutierrez che punta a restare nel giro della Colombia ed essere inserito nella lista dei 23 per il Mondiale 2018: ma il ritorno di Teo non va ridotto a mere questioni ”politiche” o d’interesse, ed è uno dei tanti regresos romantici che ci offre il calcio sudamericano.

Per Teo, questa sarà la terza volta con la maglia del Tiburon, e chissà che non diventi la migliore di tutte: esatto, perchè Gutierrez aveva dato il via alla sua carriera ”da urlo” proprio nelle fila del Junior, con 44 presenze e 30 gol nel 2009 (miglior rendimento per l’IFFHS, alla pari con Eto’o e Forlan), e 42 reti in 79 match totali coi colombiani. La prima avventura di Teo si conclude con la cessione al Trabzonspor per 4.5mln di dollari (a inizio 2010), ma nel 2012 rieccolo con la maglia dei rojiblancos per una fugace apparizione (5 gol), che si conclude dopo soli sei mesi a causa dell’offerta del Cruz Azul: e ora, nell’estate 2017 e dopo una lunga serie di esperienze sudamericane ed europee, ecco il nuovo ritorno a casa dell’attaccante colombiano.

Il Junior, che ha investito 2.5mln su Teo (acquisto più costoso nella storia del calcio sudamericano), ritrova un calciatore maturo, molto cambiato rispetto all’ultima volta che aveva vestito la maglia del club di Barranquilla, ma totalmente determinato a riportare il Tiburon dove merita, come lui stesso ha confermato ieri durante una presentazione che è stata un autentico show a cielo aperto: all’Estadio Metropolitano Roberto Melendez, infatti, sono accorse ben 45mila persone festanti, che hanno riaccolto Teofilo Gutierrez a suon di cori e urla di giubilo, e hanno reso il suo ritorno speciale. Da un lato la festa della folla, dall’altro qualche rischio di troppo causato dalla calca, con qualche tifoso che è volato giù dalla balaustra (per fortuna senza gravi conseguenze) e alcuni scontri fuori dall’impianto (causati da quei tifosi che non erano riusciti ad entrare in uno stadio gremito), dall’altro le parole di un Teo estasiato dalla sua nuova esperienza: ”Torno per vincere il titolo col Junior, vengo a saldare questo debito con un club che merita di vincere titoli nazionali e internazionali, perchè una società top in Colombia. Darò tutto quello che ho per questa maglia, voglio essere un leader e dimostrare questo status dentro e fuori dal terreno di gioco”.

Un ritorno da rockstar, con tanto di famiglia al seguito e selfie di rito coi tifosi festanti, un ritorno di quelli che piacciono a noi, e hanno scaldato una città intera: Teofilo Gutierrez torna a casa, e ora c’è un’attesa spasmodica per l’esordio del nuovo numero 29 del Junior Barranquilla. Un debutto che verosimilmente avverrà il 13 luglio nell’andata del 2° turno della Copa Sudamericana contro il Deportivo Calí (il Junior punta a far strada), ma potrebbe anche essere anticipato alla prima giornata del Clausura della Liga Aguila: perchè il Junior ha bisogno del suo leader, e l’hombre de locuras è pronto a far coppia con uno tra Ovelar e Charà, e guidare il suo club verso nuovi successi. D’altronde, c’è un impegno preso davanti a 45mila persone urlanti da rispettare, e se c’è una cosa che Teo possiede, è senza dubbio l’onore.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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