Sand

37 anni e non sentirli, con un sogno ben stampato nella mente, quello di conquistare la sua prima Copa Libertadores, che tra l’altro sarebbe anche la prima nella storia del Lanus, un club che ha avuto una crescita continua stagione dopo stagione, ciclo dopo ciclo, e conquistato tanti trofei proprio grazie a lui: è Pepe Sand il protagonista della nostra Storia sudamericana dedicata al Granate, e non potevamo scegliere un protagonista migliore.

Pepe è il totem del Lanus, un’autentica istituzione del club della provincia di Baires, che tra l’altro qualche settimana fa si è trovato di fronte alla più classica sfida degli eroi delle storie ”codificate”: Sand ha affrontato il suo passato, quel River Plate che gli fece da mamma e l’aveva rifiutato come la leonessa più crudele, regolandolo con una doppietta che è risultata decisiva nel 4-2 che ha eliminato i Millonarios e punito l’hybris della Banda, che dopo il vantaggio (e il 2-0) era convinta d’aver già vinto e ipotecato il passaggio del turno. Esatto, perchè Pepe Sand è cresciuto proprio nel River Plate, con cui ha fatto tutto il percorso nelle inferiores e stabilito un record per le giovanili, segnando 138 reti e risultando uno dei talenti più promettenti della cantera millonaria (record battuto solo da Federico Andrada), ma non venendo realmente valorizzato: il River l’ha prestato al Colon, all’Independiente Rivadavia, al Vitoria (Brasile) e al Defensores de Belgrano, lanciandolo in rosa solo nel 2004. Insomma, Sand era considerato immaturo fino ai 25 anni, ma anche la sua vera esperienza coi Millonarios non è andata come Pepe si sarebbe aspettato: 15 reti in 64 gare, un Clausura vinto nel 2004 e un amore mai sbocciato. Mamma River prima lo lancia e poi lo scarta, ricominciando a prestarlo altrove: lo accolgono Banfield e Colon prima della rottura definitiva col passaggio al Lanus, il club che vede esplodere realmente l’attaccante argentino.

Nelle fila del Granate, Pepe diventa quell’attaccante letale, quel killer d’area di rigore che tutti conosciamo, il giocatore più simile per stile di gioco al Principe Milito e per modo d’interpretare la partita a quel malato di gol chiamato Pippo Inzaghi, che soffriva internamente ogni volta che non riusciva a segnare una rete: la presentazione è d’autore, con 15 reti in altrettanti match che valgono al Lanus la vittoria nell’Apertura 2007, e la traiettoria perfetta. Pepe trascina i suoi a due qualificazioni alla Copa Libertadores (gli ottavi come miglior risultato), e diventa capocannoniere nell’Apertura 2008 e nel Clausura 2009, centrando due titoli di miglior goleador consecutivi (non capitava dal 1980, li ottenne un certo Diego Maradona): è col Lanus che Pepe arriva a 100 reti in carriera (50 col Granate), ma tutte le belle storie hanno una fine. Sand si fa ammaliare dai petroldollari qatarioti e sposa la causa dell’Al-Ain, segnando 31 gol in 30 gare e venendo addirittura ”indiziato” per una naturalizzazione con la selezione dell’Emirato, che in realtà non avverrà mai (per Pepe, 2 presenze nell’Argentina): l’esperienza in Qatar è breve, e per Sand arriva anche la tentazione europea, col disastro nelle fila del Deportivo La Coruña (5 presenze, nessun gol). È uno dei momenti più complicati della carriera dell’attaccante argentino, che non incanta nel Tijuana, e fallisce con Racing (due gol) e Tigre (un gol), decidendo di tornare all’ovile e in Primera B per ritrovarsi: lo accoglie il Boca Unidos, la squadra della sua regione natale, e Pepe ritrova la via del gol, guadagnandosi prima il ritorno in Primera Division (con l’Aldosivi, 9 gol) e poi un romantico ritorno al Lanus.

E qui, in una squadra ricca di talento e pronta per raccoglierne i frutti, Josè Sand ritorna El Pepe, quell’attaccante formidabile che verosimilmente saprà andare in doppia cifra anche dopo i 40 anni e qualche mese di ”pensione”: il fiuto del gol non si smarrisce mai, e ancora una volta l’arrivo del puntero classe ’80 coincide con un trionfo del Lanus, che conquista il Transicion 2016 (ultimo campionato prima del passaggio alla stagione ”europea” grazie alle 15 reti di Sand, che non si ferma più e trova anche 21 reti complessive nel 2016-17. Con lui (e con Laucha Acosta, l’altra stella del club) il Granate ha vinto la Copa Argentina e la Supercoppa contro il River, ma soprattutto si è regalato un sogno chiamato Copa Libertadores: partito a fari spenti, da orgogliosa outsider, e con qualche difficoltà iniziale nel girone, il Granate è cresciuto gara dopo gara, turno dopo turno, eliminando prima lo Strongest e poi le connazionali San Lorenzo e River Plate con una cavalcata ricca di grinta, cojones e bel gioco.

Ma soprattutto, è cresciuto con le reti di Pepe Sand, che si trova a quota 8 gol nella Copa Libertadores (capocannoniere) e non vuole fermarsi: nella testa di Pepe (che ha anche segnato 5 gol in 4 gare della Primera Division 2017-18) c’è solo il suo sogno, quello di conquistare insieme all’altro viejo Velazquez la prima Libertadores della carriera a 37 anni e da assoluto protagonista. L’idea è quella di emulare Javier Zanetti, che conquistò la prima e unica Champions League a 37 anni, e Pepe Sand darà tutto a partire da stanotte per trasformare quel sogno in realtà.

(di Marco Corradi, @corradone91)

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU: AGENTI ANONIMI.