Richarlison

”Non riuscirei a contare sulle dita delle mani le squadre che mi hanno scartato”

Letta attualmente, questa frase fa quantomeno sorridere, ma è la dura verità riguardo a un talento che veniva sostanzialmente snobbato fino a poco più di due anni fa. Stiamo parlando di Richarlison, nuova sensazione del futebol bailado brasiliano, e nuovo talento in via d’esplosione della Premier League: Richarlison è il classico esempio del giocatore che vive la sua carriera 3/4 di emozione alla volta, e che ama bruciare le tappe. Dannatamente, e sin dagli esordi datati 2013-14: il giovane Richarlison de Andrade debutta nel Real Noroeste, squadra dello stato di Espirito Santo, e lo fa dopo la più classica delle infanzie difficili.

Lo ha raccontato lui stesso in un’intervista al Sun: ”Molti amici d’infanzia sono morti o in galera. La maggior parte di loro si è messa a vendere droga, perchè si guadagnava parecchio. Nel mio paese mi chiamavano ”bandito”, ma nonostante tutto non mi sono mai immischiato con la droga. Io vendevo cioccolata e gelati”. Si può dire che il pallone l’abbia salvato, nonostante un grosso rischio corso con l’incrocio pericoloso con un narcotrafficante (”mi ha detto che, se avessimo sconfinato di nuovo nel suo giardino, avrebbe sparato a me e ai miei amici”), ma la strada non è stata sicuramente facile. Dopo gli ottimi numeri al Real Noroeste, Richarlison si è proposto a tanti club, senza esito: ”Non riuscirei a contare sulle dita delle mani le squadre che mi hanno scartato”. E ora probabilmente quelle squadre, nella fattispecie le migliori big brasiliane, si staranno mangiando le mani. Esatto perchè Richarlison, dopo essersi rivelato col modesto America Mineiro (24 presenze e 9 reti), è passato alla Fluminense e ha iniziato un’autentica escalation.

La sua esperienza nelle fila della Flu è stata superlativa: il classe ’97 ha avuto un normale periodo d’ambientamento, ma nel 2017 è esploso sia nel Brasileirao, che nella Copa Sudamericana. Richarlison, che preferisce partire dalla sinistra per sfoderare tutta la sua velocità e la sua tecnica, è stato il trascinatore della Flu in un anno complicato, nel quale molti giocatori avevano iniziato le vertenze per abbandonare a costo zero dopo il mancato pagamento degli stipendi: in tutto, ha messo a referto 44 presenze e 11 reti con la Fluminense, guadagnandosi il meritato biglietto per l’Europa. Ha scommesso su di lui il Watford dei Pozzo, che gli ha dato ampio spazio in Premier League: il brasiliano ha ricambiato la fiducia con cinque reti, con una buona stagione d’esordio e con la cessione-record all’Everton del suo ex tecnico Marco Silva.

Gli Hornets l’hanno lasciato andare per 56mln di buoni motivi, una cifra che sembrava semplicemente folle, e che forse a fine stagione sembrerà ampiamente giustificata. D’altronde, la partenza di Richarlison è stata da top player: tre reti in altrettante presenze, un gol ogni 71 minuti. L’Everton è ancora imbattuto (una vittoria e tre pareggi), e buona parte del merito è del classe ’97 ex Fluminense, che ha scoperto anche la Seleçao: Tite ha scelto di ringiovanire la Seleçao dopo il flop Mondiale, e in seguito all’infortunio di Pedro (Flu, capocannoniere del Brasileirao con Gabigol) ha convocato proprio Richarlison nel Brasile. E ovviamente l’esterno ha ricambiato la fiducia con un esordio dei suoi: doppietta contro El Salvador e grande prestazione con la canarinha. Il suo è stato un avvio di stagione da urlo (tra Seleçao ed Everton, una rete ogni 56′), e nei prossimi mesi scopriremo se è nata una nuova stella in Premier League. Intanto, Richarlison ha conquistato tutti con la sua esultanza: un balletto da piccione, col telecronista che canta la canzoncina di sottofondo. Tutto da gustare.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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