Atletico Paranaense

Il calcio sudamericano è ricco di storie e talenti. Ogni anno, e in ogni temporada, spunta qualche nuovo nome da seguire nei campi della CONMEBOL, che diventa poi un obiettivo delle squadre europee: perchè il Sudamerica è il continente del talento, ma anche dell’azzardo. I club non hanno paura di lanciare i giovani talenti delle inferiores, di ”forzarli” a diventare grandi, bruciare le tappe e imporsi ai massimi livelli continentali. Più minuti–>maggior esplosione–>maggior plusvalenza: questo è uno dei criteri per i quali si spinge sui giovani talenti nell’intero continente, l’altro invece è quello prettamente tecnico-sportivo. I talenti, a maggior ragione se spinti dall’entusiasmo e dalla voglia di emergere, danno tutto per la maglia e possono portare a grandi traguardi. Ne sa qualcosa l’Atletico Paranaense, che l’azzardo l’ha fatto prima di tutto in panchina: fiches giocate sul tecnico della squadra B Tiago Nunes, che in cinque mesi e poco più è passato da traghettatore e scommessa, a leader di una squadra capace di vincere la Copa Sudamericana.

Tiago Nunes, 38 anni a dispetto della bianca chioma, non ha avuto paura di rivoluzionare il club, trasformando alcuni giocatori (Pablo, diventato un goleador implacabile da 18 reti stagionali) e lanciandone altri. E, nel lanciare i giovani talenti, ha ovviamente pescato tra le migliori pepite del settore giovanile dell’Atletico Paranaense: nel cammino vincente dell’Atletico-PR, che nel 2019 cambierà nome (Athletico Paranaense), stemma e stile della camiseta, si sono imposti il difensore centrale Leo Pereira, il mediano Bruno Guimarães e il terzino sinistro Renan Lodi. Non ce ne voglia Leo Pereira, ottimo al fianco dell’esperto Thiago Heleno, ma ci hanno colpito soprattutto gli ultimi due. E tra i due, soprattutto l’ultimo: ecco le storie di due dei trascinatori dell’Atletico Paranaense, che si giocherà la Copa Libertadores 2019 e ha vinto il primo trofeo internazionale.

RENAN LODI, IL TERZINO CHE HA SEDOTTO LE BIG EUROPEE– Fino ad aprile, Renan Lodi era ”solo” il terzino delle giovanili dell’Atletico Paranaense. La sua è stata un’esplosione rapida e vincente: all’Atletico Paranaense serviva un nuovo terzino sinistro di qualità dopo la cessione di Sidcley al Corinthians (che l’ha già ceduto, alla Dinamo Kiev), e il giovane Renan Lodi era pronto a ricevere la chiamata del club che l’ha accolto nel vivaio e l’ha cullato fino alla definitiva esplosione. Da ”terzino delle giovanili”, il classe ’98 è diventato una delle stelline del Furaçao, e uno dei giocatori determinanti nella vittoria della Copa Sudamericana e nella rimonta nel Brasileirao (Tiago Nunes ha ottenuto una media-punti di 2.09): si era già ritagliato un piccolo spazio prima della fine di giugno, ma l’arrivo di Tiago Nunes l’ha reso titolare inamovibile nella squadra rossonera. Per lui, 24 presenze con tre assist nel campionato brasiliano, ma soprattutto due reti e tre assist decisivi nelle 11 gare giocate in Copa Sudamericana.

E un modo di giocare moderno e coinvolgente: Renan Lodi è tanto efficace nella fase difensiva, come abbiamo visto dai 4-5 recuperi decisivi tra l’andata e il ritorno della finalissima contro il Junior, quanto nella fase offensiva. Sa attaccare e difendere, e soprattutto sa attaccare bene: è bravo nel cross e nel passaggio filtrante, e ha un ottimo tiro da fuori. Prendere per esempio il minuto 23 della finale all’Arena da Baixada: Renan attacca la fascia sinistra, mette il mirino e spara un siluro dai 25m, che Viera devia con una parata mostruosa. Un’azione da campioncino in erba, perchè è lui la grande sensazione dell’Atletico Paranaense: molti osservatori l’hanno paragonato ad Alex Sandro, per citare un giocatore moderno, ma il suo stile di gioco è lo stesso dei grandi terzini mancini brasiliani. E la sua esplosione nel 2018 non poteva lasciare indifferenti le big europee: la Juventus l’ha seguito durante la Copa Sudamericana e sarebbe interessata a bloccarlo (magari girandolo al Sassuolo), e altre big europee avrebbero mandato osservatori per Renan Lodi. Al momento, l’unica proposta d’acquisto giunta sul tavolo è del Fenerbahçe, ma dopo le recenti prestazioni aumenteranno: Renan Lodi però sembra fare spallucce riguardo all’Europa, e ha dichiarato di ”voler restare nell’Atletico Paranaense”. Probabile che viva un percorso ”alla Arthur”: Sudamerica fino a giugno e alla fine della fase a gironi della Copa Libertadores 2019, e poi Europa. Europa da protagonista, se confermerà le premesse.

BRUNO GUIMARÃES: IL MEDIANO CHE RICORDA ALLAN– Come Renan Lodi, anche Bruno Guimarães ha vissuto una decisa esplosione nel 2018. L’Atletico Paranaense l’ha acquistato l’anno scorso dall’Audax-GO, ma senza particolare convinzione: nel 2017 ha giocato pochissimo, nel Brasileirao 2018 invece ha iniziato ad affacciarsi nella prima squadra, diventando titolare inamovibile con Tiago Nunes. Bruno Guimarães è un mediano perfetto per giocare davanti alla difesa nel 4-2-3-1, ma che renderebbe anche da mezzala nel 4-3-3. Gioca in maniera riconoscibile, e sa farsi notare in campo: difende e attacca, corre per tutta la partita senza mai fermarsi ed è sempre pronto a intervenire sul pallone. Un autentico stantuffo, che ieri ha corso per 120 minuti (e sembrava il più fresco dei suoi) nonostante avesse i crampi da più di mezz’ora: Tiago Nunes voleva sostituirlo, lui ha risposto ”manco per sogno” e ha continuato a correre, aiutando i suoi in difesa e in attacco.

È il classico incontrista vecchio stile, che può partire recuperando palla nella propria area e arrivare alla conclusione, e non abbassa mai il livello d’attenzione: quello che gli inglesi chiamano box-to-box player, con un discreto (eufemismo) piede. Ha segnato tre gol in stagione, due in Copa Sudamericana (in 10 gare) e uno nel Brasileirao (32 presenze), ma soprattutto ha una percentuale di passaggi corretti vicina al 92%: col suo movimento perpetuo e la buona tecnica di base che lo contraddistingue, è stato il partner ideale per un viejo leader come Lucho Gonzalez, che ha ancora una visione di gioco formidabile, ma non è più supportato dal fisico di un tempo. Bruno Guimarães ha corso per due, ha disputato spesso grandi partite e si è fatto ampiamente notare. E, per stile di gioco e grinta mostrata, ricorda dannatamente Allan: sotto sotto, i due si assomigliano moltissimo, e non appena l’abbiamo visto giocare abbiamo subito pensato di trovarci di fronte all’erede del centrocampista napoletano. Lui, a differenza di Renan Lodi, potrebbe lasciare l’Atletico Paranaense già a gennaio: il Lille sta attuando un deciso pressing, e il fascino dello sbarco in Europa non è facile da respingere. Soprattutto per un classe ’97 che è già stato decisivo per la vittoria di un trofeo internazionale.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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