Real Pilar

La Copa Argentina è una manifestazione imprevedibile: a differenza della nostra Coppa Italia, vi prendono parte tutte le società affiliate all’AFA, dalla Superliga Argentina alla Primera D Metropolitana, campionato che corrisponde all’incirca alla nostra Eccellenza e che rappresenta l’ultimo scalino prima dei trofei regionali e dei campetti amatoriali. È un torneo dove tutto può succedere, basti pensare che l’anno scorso la finale ha visto affrontarsi due club come Rosario Central e Gimnasia La Plata, che stavano faticando nella Primera Division. Ma, soprattutto, è un torneo che espone i club della massima serie a imprevedibili figuracce contro squadre delle serie inferiori: ogni anno assistiamo a clamorose eliminazioni e sorprendenti risultati, e quest’anno è successo davvero di tutto. Il Rosario Central, detentore del titolo, ha perso contro il Sol de Mayo ai rigori, col conseguente esonero di Edgardo Bauza e l’arrivo di Paulo Ferrari come traghettatore fino a giugno, mentre il Tigre è stato ”asfaltato” dall’Estudiantes di Buenos Aires (3-0): club che militano rispettivamente nel Torneo Federal A e nella Primera B Metropolitana, i due tornei al di sotto della Primera B ed equivalenti alla nostra Serie C/D. Poi, appunto, ci sono Primera C e Primera D, e stanotte un club della Primera D ha compiuto una fantastica impresa.

DALLA PRIMERA D ALLA VITTORIA COL VELEZ: LA FAVOLA DEL REAL PILAR

Mai nella storia della Copa Argentina un club della Primera D aveva battuto una società della Primera Division: c’erano stati match combattuti, ma aveva sempre vinto la squadra più forte. Una combinazione di eventi ha reso possibile il miracolo del Real Pilar nella notte odierna. Il club della regione di Buenos Aires ha battuto il più quotato Velez Sarsfield, un club che si trova nelle zone nobili della Superliga Argentina (6° posto) ed è in piena lotta per qualificarsi alla Copa Libertadores 2020, o quantomeno alla Copa Sudamericana. Il Velez è allenato da Gabriel Heinze, e ha mostrato per tutto l’anno un gioco offensivo molto interessante e tanti giovani talenti: non sono bastati per battere il Real Pilar, che ha sfoderato una grande prestazione di squadra e ha resistito agli assalti del Fortin. Per il Velez un grande turnover: Heinze ha schierato Alexander Dominguez in porta, Diaz-Laso-Abram-Ortega in difesa, Nico Dominguez, Galdames e il talento della Sub-20 Almada a centrocampo, Barreal e Mainero ai lati di Ramis. La formazione-B, che nonostante tutto ha dominato il match: il Velez ha costruito almeno tre occasioni già alla mezz’ora del primo tempo, sbattendo ripetutamente contro il portiere Sultani, 20 anni e grande protagonista dell’impresa dei suoi. Poi, al 34′, il momento decisivo: un errore in uscita dalla difesa di Nico Dominguez ha spianato la strada al centrocampista rivale Nahuel Rios, che ha segnato con un rasoterra dai 25m che si è infilato all’angolino, senza lasciare scampo a Dominguez. Vantaggio Real Pilar, col Velez che ha iniziato a premere maggiormente e controllare del tutto la gara, e gli ”ospiti” (la gara si giocava in campo neutro all‘Estadio Alfredo Beranger, casa del Temperley) che si sono limitati a difendersi. Non si può dire che il Velez Sarsfield di Heinze abbia giocato male, anzi: il Fortin ha gestito totalmente il match, inserendo i big (su tutti Matias Vargas) nella ripresa per provare a rientrare in gara. Non è bastato, visto che il Real Pilar ha resistito grazie alla sua difesa e al portiere Sultani, e la rete segnata da Salinas è stata giustamente annullata per un fallo di mano. Per la prima volta un club della Primera D Metropolitana batte una squadra di Primera Division in gare ufficiali. Il piccolo Real Pilar ha fatto la storia, qualificandosi ai 16mi della Copa Argentina (attende Deportivo Riestra o Belgrano), ma Heinze non rinnega le scelte e l’eccessivo turnover, come potete vedere qui sotto.

REAL PILAR: LA BREVE STORIA DEL CLUB

Non ci sono pagine infinite da scrivere sul Real Pilar, perchè la storia della società è davvero brevissima. Il Monarca, come viene chiamato, è stato fondato due anni fa da un gruppo di amici, e inizialmente affiliato indirettamente all’AFA: dopo un paio di mesi è arrivata l’affiliazione ufficiale, che ha consentito alla società di iscriversi alla Primera D ed evitare il caos dei tornei regionali. Una scelta che ha causato polemiche, visto che la società è nata solo nel 2017, ma che è stata ratificata sia dal presidente dell’AFA Tapia, sia dal presidente argentino Macri: il Real Pilar si è così iscritto in quella che è l’ultima categoria della piramide dell’AFA, dalla quale si può uscire solo chiedendo la sospensione dell’affiliazione, e sta disputando un buon campionato. Il club, che ha ottenuto 670mila pesos dal passaggio del turno (il bilancio di una stagione, o forse più) e gioca all’Estadio Carlos Barraza (10mila posti), è attualmente quarto a dieci punti dall’Argentino Merlo, leader del campionato, e ha battuto la prima della classe nel confronto diretto che valeva l’accesso alla coppa naziionale. Ora verrà ricordato da tutti come la prima società di Primera D capace di battere un club della Superliga Argentina: chissà che questo non dia al Real Pilar, che ha una rosa giovane e dalla bassa età media, la spinta per ottenere risultati migliori nel suo campionato e ulteriori imprese nella Copa Argentina, che tra l’altro disputa per la prima volta nella sua giovanissima storia. D’altronde, quando assapori il gusto dell’impresa, non puoi più farne a meno, e ora i ragazzi di Tomas Arrotea Molina vorranno provare a ripetersi…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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