Novo Hamburgo

Eravamo lì, pronti a raccontarvi in questa rubrica del romantico ritorno di Cuca al capezzale di un Palmeiras che (pur avendo una rosa mostruosa) aveva perso la trebisonda con Eduardo Baptista, ma il calcio sudamericano, si sa, è pieno di favole e storie fantastiche, e proprio una di queste ha colpito la nostra attenzione in extremis, e merita di essere raccontata. Le favole, lo sappiamo tutti, sono il sale di questo fantastico sport, e quella che stiamo per raccontarvi viene direttamente da un altro calcio, quel futebol brasiliano che, grazie al sistema dei campionati statali, ci offre spesso situazioni di questo tipo:  ci troviamo nel Campeonato Gaucho (anche chiamato Gauchão), un torneo che vive del derby Gre-Nal tra Gremio e Internacional, ma nel 2017 ha avuto tutt’altro padrone.

Il Gauchão 2017 ha infatti incoronato il Novo Hamburgo, formazione che milita nel Campeonato Brasileiro Serie D, che per impostazione regionale e formula di difficile comprensione ricorda molto la nostra Promozione/1a categoria: e qui, dobbiamo fare una di quelle digressioni che amiamo tanto, perchè il Novo Hamburgo (e questo si evince dal nome) è tutto tranne che una squadra ordinaria. Il club nasce nel 1911, quando i dipendenti della Adams Footwear (ditta che produce scarpe, per i non avvezzi alla lingua inglese) decidono di creare una propria squadra di foot-ball, ovviamente d’iniziale impostazione britannica: e questa è una consuetudine, metà delle squadre (su tutte il Peñarol, nata dai dipendenti delle ferrovie) sono nate da operai o ex operai, ma quello che rende particolare il Novo Hamburgo è proprio il retroterra culturale in cui nascono sia la città che la società calcistica. La zona che contiene la cittadina omonima, infatti, è stata colonizzata inizialmente dai portoghesi, salvo poi finire col diventare una roccaforte della comunità tedesca dai primi anni dell’Ottocento: da qui il nome tedescheggiante (in onore di Amburgo, of course), e quello status di piccolo Südtirol brasileiro che ben si addice a una città con quel toponimo. A Novo Hamburgo il tedesco era di fatto la seconda lingua, con tanto di scuole bilingue: una sorta di enclave che resisterà fino al 1944, in piena Guerra Mondiale. Il Brasile entra in guerra al fianco degli Alleati e contro la Germania, e Novo Hamburgo ne paga le conseguenze: i tedeschi, complice anche la fuga sudamericana di Mengele, vengono mal visti, e la campagna anti-Germania colpisce proprio la cittadina di Novo Hamburgo. Le scuole miste tedesco-brasiliano vengono chiuse o devono cambiare nome, la lingua teutonica è bandita (come accadde nella Bolzano fascistizzata) e la città, simbolo della comunità tedesco-brasileira, deve cambiare nome: Novo Hamburgo diventa così Marechal Floriano Peixoto, la squadra prende il nome di Esporte Clube Floriano, e tornerà al vecchio nominativo solo nel 1968, generando qualche anno dopo uno degli eroi del Triplete dell’Inter.

Maicon Douglas Sisenando (che doveva chiamarsi Michael Douglas per la passione hollywoodiana del padre: il fratello si chiama Marlon Brando) è nato proprio a Novo Hamburgo, ma qui chiudiamo la nostra digressione: proprio negli anni ’40 l’Anilado (uno dei soprannomi del club) vive uno dei suoi migliori momenti, conquistando il titolo di vicecampione del Rio Grande do Sul (1942) e la sua prima finale nel Campeonato Gaucho, persa contro l’Internacional nel 1947. 1-0 al Beira-Rio, con tanto di rigore contestato (secondo la torcida del Noia, c’è il regalino arbitrale), e vittoria per 2-1 al ritorno. Si va ai supplementari, ma il Novo Hamburgo cede e viene sconfitto: ecco perchè il successo di quest’anno, arrivato dopo una cavalcata magica, vale triplo per il Novo Hamburgo, che si è preso una sonora (e freddissima) rivincita contro l’Internacional di Zago (proprio lui, l’ex Roma). Un successo che rappresenta la pepita d’oro per questa piccola società, che gioca le sue gare casalinghe nell’Estadio do Vale (6.500 persone) e non ha una storia ad altissimi livelli: l’unica apparizione del Noia nel Brasileirao, infatti, risale al 1979, in un maxi-torneo diviso in gruppi, che vede il Novo Hamburgo chiudere con 2 vittorie in 9 match (4 pari e tre ko nelle altre gare) e al 70° posto complessivo. Il resto della vita dell’Anilado è speso tra Serie B locale (8 partecipazioni, l’ultima nel 1989) e Brasileirao Serie C (ultimo torneo nazionale), con tanto di doppia qualificazione alla fase finale e retrocessione in Serie D (dove gioca tuttora) nel 2006: ne va da sè che il Novo Hamburgo, al primo titolo statale della sua storia, abbia partecipato alla Copa Brasil in pochissime occasioni, con l’edizione 2014 a rappresentare il klimax nella competizione. Il Noia batte Joinville, JMarucelli e ABC, ribaltando il risultato al ritorno e centrando gli ottavi, ma viene poi squalificato per aver schierato lo squalificato Preto (tuttora in rosa) nel ritorno del 3° turno: tanti saluti alla storia dunque, ma l’epico Gauchão del 2017 ripaga di ogni delusione.

Nessuno si aspettava un Novo Hamburgo così forte nel torneo, anche perchè le ”stelle” della compagine allenata da Beto Campos sono giocatori che non hanno mai visto l’Europa, o l’hanno solo annusata per un brevissimo periodo: Joao Paulo, punta esperta che ha trovato il gol nell’andata della finale contro l’Internacional, vanta una cinquantina di presenze (2007-2010) tra Belenenses e Olhanense, Preto (veterano del Noia, ha vestito quattro volte questa maglia) ha giocato in Polonia con lo Zaglebie Lubin, il difensore Julio Santos e il terzino Jeff Silva invece si sono disimpegnati (con scarsi risultati) nelle fila di Tours (e Mazembe) e Stella Rossa. Per il resto dei giocatori, tanta gavetta e tantissimi match nel sottoscala del calcio brasiliano, ripagati con un’epopea storica vissuta durante l’inizio del 2017: il Novo Hamburgo (che ha avuto in rosa, seppur per un solo match amichevole nel 1969, un certo Garrincha) parte subito fortissimo, infrangendo uno dei record storici del Campeonato Gaucho.

Mai una compagine aveva vinto sei gare consecutive in questo torneo, ma il Novo Hamburgo ha la giusta fame per fare la storia: Beto Moreno disegna la tattica perfetta per i suoi, schierati con un 4-3-1-2 che favorisce i contropiedi e la solidità difensiva di una compagine abituata a lottare, vista la modestia della sua rosa. Nasce così il dominante Noia della fase iniziale del Gauchão, che mostra anche ottime doti realizzative: la Juventude viene schiantata 4-1, l’Internacional è battuto 2-1 fuori casa e la testa del torneo è di fatto ipotecata. Neppure un po’ di braccino, che si traduce nei due ko consecutivi contro Cruzeiro-RS e Ypiranga e nei pari contro Brasil de Pelotas e Gremio (altra impresa dell’Anilado), toglie il 1° posto al Novo Hamburgo: 23 punti in 11 giornate, un bottino frutto di 7 vittorie, 2 pari e due ko, che fa piazzare i ragazzi di Beto Moreno davanti a Cruzeiro-RS (20), Caxias (19), Gremio (17) e Internacional (7° a quota 14) e li vede ipotecare il passaggio alla fase a eliminazione diretta. E proprio qui inizia la marcia entusiasmante del Noia: doppio 1-0 al Sao Josè nei quarti di finale, e le semifinali mettono di fronte Novo Hamburgo e Gremio. Tutto sembra portare all’eliminazione della Cenerentola sognante, ma il calcio è bello perchè imprevedibile: gli azzurri reggono contro il Tricolor Gaucho, portato ai rigori con un doppio 1-1. E i rigori danno l’inizio alla leggenda: il Novo Hamburgo passa (7-6 il punteggio) e conquista la finale contro l’Internacional. È la grande occasione per vendicare lo sgarbo del 1947 e fare la storia della piccola società militante nel Campeonato Gaucho, e i giocatori in campo lo sanno benissimo: il Noia lotta con cuore ed entusiasmo, e strappa un 2-2 al Beira-Rio, grazie alle reti di Assis e Joao Paulo. Al ritorno è di nuovo pareggio, grazie all’autogol di Ernando (finisce 1-1), ed ecco i rigori che portano al successo il Novo Hamburgo: D’Alessandro e Cuesta centrano la traversa e Nico Lopez si fa parare il penalty, mentre dall’altra parte i ragazzi di Beto Moreno sono freddi e lucidi, commettendo un solo errore e vincendo 3-1.

Il 7 maggio sarà una data indimenticabile per i tifosi del Noia, che può festeggiare la sua prima vittoria nel Gauchão dopo una cavalcata fantastica: il Novo Hamburgo esce dall’anonimato con un grande successo, e quella domenica d’inizio maggio resterà scolpita nella mente di tutti gli appassionati. Una fantastica favola ha un lieto fine, alla faccia di quei politicanti del calcio (un saluto, Gianni Infantino!) che vorrebbero tagliarle fuori da questo bellissimo sport…

https://www.youtube.com/watch?v=cH2gzTXtb_o

(di Marco Corradi, @corradone91)

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