Nicolas Burdisso

Tornare sui propri passi non è mai facile, tornare dove hai vissuto le pagine migliori della tua vita o della tua carriera lo è ancor di più. Spesso si dice che le minestre riscaldate non funzionano, e nel 99% dei casi è anche vero: vedere per credere la seconda Inter di Helenio Herrera, ma i casi sono molteplici nella storia del calcio o dello sport. E anche nella vita: quante volte ha funzionato la riaccensione della fiamma la vecchia ex? Poche, pochissime. Ecco perchè tornare, in spagnolo volver, non è mai facile. Ed ecco perchè pochissimi optano per questa scelta. Nicolas Burdisso è uno dei coraggiosi che hanno scelto di volver, di tornare.

GIOIE, TITOLI E… LIBERTADORES: LA FAVOLA DI NICOLAS BURDISSO NEL BOCA JUNIORS E QUEL RITORNO DA DS

La sua avventura da giocatore del Boca Juniors era stata una piccola e grande favola: Nicolas Burdisso debutta nel 1999 e a 18 anni in prima squadra, dopo aver svolto tutto il percorso nelle inferiores del club. Una sola partita contro l’Instituto de Cordoba, per assaggiare quello che sarà il suo futuro: nel 2000 vince l’Apertura, l’Intercontinentale e la Copa Libertadores da prima riserva di Walter Samuel, l’anno seguente diventa titolare quando The Wall viene ceduto alla Roma e inizia la sua carriera in Europa. E diventa una colonna del ciclo vincente del Boca Juniors: vince la Libertadores nel 2001 e nel 2003, bissa l’Intercontinentale battendo il Milan e nello stesso anno vince anche il campionato. Un anno dopo, però, l’incubo della finale della Libertadores 2004 persa ai rigori contro l’Once Caldas: Burdisso è l’uomo che manda tutti ai penalty segnando la rete dell’1-1, ma anche uno dei quattro rigoristi (Schiavi, Cascini, Burdisso, Cangele) che sbagliano tutti i rigori tirati dagli xeneizes. E sbaglia quello decisivo, il rigore che poteva riequilibrare una serie vinta dall’Once Caldas col risultato di 2-0: quella sarà la sua ultima partita col Boca, prima di iniziare la carriera italiana che lo porterà a vestire le maglie di Inter, Roma, Genoa e Torino. 

Con l’Inter Nicolas Burdisso ha conquistato molti trofei e vissuto alterne fortune, e l’Italia avrà sempre un posto speciale nel suo cuore, che però è azul y oro come la maglia del Boca Jrs: molti pensavano che avrebbe chiuso la propria carriera proprio con un’ultima stagione con gli xeneizes, ma la ferita della Libertadores 2004 non si era ancora rimarginata, e dunque un ritorno da giocatore era fuori discussione. Burdisso ha chiuso da difensore del Torino e in silenzio, e poi ha aspettato una nuova chance nel mondo del calcio: l’idea di diventare allenatore l’ha stuzzicato, poi ecco la chiamata del Boca Juniors. Ironia della sorte, la chiamata è arrivata dopo che il Boca Jrs ha perso un’altra finale di Copa Libertadores, e dopo una sconfitta che brucia anche di più rispetto a quella del 2004, perchè è arrivata dagli odiati gallinas del River Plate. Probabilmente Nicolas Burdisso l’ha vista come un segno del destino, e così ha accettato su due piedi l’offerta del presidente Angelici: Nico Burdisso, colui che aveva lasciato in lacrime dopo la finale del 2004, torna in punta di piedi dopo la finale del 2018. Da una finale persa a una finale persa, dal ruolo di leader difensivo a quello di direttore sportivo che dovrà tracciare il futuro del Boca dentro e fuori dal campo: Nicolas Burdisso ha accettato una sfida durissima, e dovrà subito prendere una decisione difficile.

Nicolas Burdisso
Nicolas Burdisso con la maglia del Boca Jrs

BURDISSO E LA SCELTA PIÙ DIFFICILE: CHI ALLENERÀ IL BOCA JUNIORS?

Nicolas Burdisso, che ha ottenuto questo ruolo superando nientemeno che Juan Roman Riquelme, non si trova di fronte un compito facile. Dopo la sconfitta del River Plate, e in generale alla fine del percorso nella Copa Libertadores, impazzano le voci di mercato intorno ai talenti del Boca Juniors: il Tottenham vorrebbe pagare la clausola di Wilmar Barrios (25mln), l’Atletico Madrid e il duo Cagliari-Inter puntano Nahitan Nandez, che ha la stessa clausola. Inoltre, Magallan è già promesso all’Ajax per 9mln e Cardona rientrerà al Monterrey: insomma, ci sarà da lavorare sul mercato (il primo obiettivo, quasi impossibile, è Kannemann), ma la priorità del nuovo ds del Boca Juniors è tutt’altra.

Dopo l’addio (prevedibile) a Guillermo Barros Schelotto, il Boca Juniors è senza allenatore a due settimane dalla ripresa degli allenamenti, prevista per il 3 gennaio 2019. L’idea del club è quella di accelerare i contatti coi candidati questa settimana, e presentare il nuovo tecnico subito dopo Natale, e dunque Nicolas Burdisso deve correre. Il Boca Juniors ha scelto di dare discontinuità rispetto al passato: gli ultimi tre tecnici sono stati Bianchi, Arruabarrena e Schelotto, idoli della tifoseria che sono cresciuti nel mondo-Boca, ma ora basta. Si punterà su un tecnico diverso, proveniente da un altro contesto e possibilmente dotato di esperienza internazionale, e quindi viene scartato subito Martin Palermo, che potrebbe andare all’Universidad Catolica (San Josè ha vinto il campionato ed è scappato, firmando per l’Al Nasr emiratino). Il primo nome sulla lista, nonchè il preferito di Burdisso (che con lui vinse il Mondiale U20 e giocò nell’Albiceleste), è Josè Pekerman. Il 69enne, tecnico dal grande carisma e appeal internazionale, è svincolato dopo l’addio alla Colombia e ha chiesto tempo per riflettere sulla proposta.

Pekerman voleva infatti ripartire da un contesto più ”soft” (era in contatto col Colo Colo), ma il Boca è il Boca, e quando arriva la chiamata, va considerata sotto ogni aspetto. Il piano-B è interno alla Superliga Argentina, e risponde al nome di Gustavo Alfaro: ha fatto grandi cose con l’Huracan, qualificandolo alla Copa Libertadores 2019, e arriverebbe al Boca Jrs coronando una grande carriera. Angelici però aveva promesso di non ingaggiare tecnici sotto contratto con altri club argentini, dopo l’elezione a vicepresidente dell’AFA, per ”dare il buon esempio”, e qui sorgerebbe un problema: l’Huracan, che tra l’altro ha pessimi rapporti col Boca Jrs (un po’ per Abila, un po’ per i contatti con Marcos Diaz dopo l’infortunio di Andrada), non libererebbe facilmente Alfaro, che da par suo ha già nicchiato riguardo al Boca ribadendo il suo impegno per l’Huracan. In Argentina non escludono che possa arrivare il no sia da Alfaro che da Pekerman, e quindi Burdisso studia soluzioni alternative.

Eduardo Dominguez, ex tecnico del Colon, sembra sfumare perchè è vicinissimo al Nacional di Montevideo, mentre Miguel Angel Russo aspetta solo una chiamata. Il tecnico 62enne, recentemente ai Millonarios, è l’ultimo ad aver vinto la Copa Libertadores col Boca Juniors nel 2007: riunirebbe le due anime degli xeneizes, quella dell’esperienza internazionale e quella del legame con l’ambiente. Insomma, Burdisso non vivrà giorni facili, e sarà difficilissimo scegliere il tecnico giusto per il Boca Juniors (che, tramite Angelici, aveva sondato Conte: secco no): vedremo chi la spunterà, ma intanto quella di Nico Burdisso è già una bellissima storia. 

(di Marco Corradi, @corradone91)

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU: AGENTI ANONIMI.