Deportivo Lara

Può una squadra giocare due gare nello stesso giorno? Nel calcio europeo sarebbe impossibile, e anche nei videogiochi il tutto verrebbe classificato come ”bug” da risolvere. In Sudamerica, vuoi per qualche errore della CONMEBOL, vuoi per qualche problema nei calendari nazionali, sono capitati dei rarissimi casi: anni fa accadde in Brasile, mentre quest’anno l’Emelec ha evitato l’inconveniente dopo il rinvio del match contro il Deportivo Lara grazie alla lungimiranza della Federcalcio ecuadoriana. Il Deportivo Lara, invece, non è riuscito ad evitare l’inconveniente, e nella giornata di ieri ha giocato la bellezza di due gare in sei ore.

Il Venezuela, oltre al caos politico col dualismo tra il dittatore Maduro e Guaidò, vive anche un caos legato ai bisogni primari della popolazione: nel paese manca l’acqua corrente, ma soprattutto ci sono continui blackout. La versione ufficiale del Governo, che ovviamente tira l’acqua al suo mulino, è che siano causati dagli USA che boicottano il paese, ma si tratta solo dell’ennesimo tentativo di Maduro di tirare dalla sua parte un popolo che vorrebbe liberarsi dalla sua oppressione, che ha causato morti e feriti durante le proteste dei mesi scorsi, e delle autentiche elezioni-farsa per confermare il presidente-dittatore del paese. Sta di fatto che il Venezuela, nelle scorse settimane, è rimasto al buio per giorni, e nella scorsa settimana un nuovo blackout ha colpito Caracas e le regioni limitrofe, causando enormi disagi a un paese già vicino al collasso. E ovviamente, i blackout hanno colpito anche il calcio, con continue interruzioni della luce negli stadi: Deportivo Lara-Emelec era stata rinviata proprio per un blackout, e il campionato è stato colpito a più riprese dai problemi agli impianti d’illuminazione.

La FVF (Federacion Venezolana de Futbol) è stata costretta a inserire qua e là i vari recuperi delle gare rinviate, comprimendo e congestionando il calendario, e il Deportivo Lara ha dovuto fronteggiare una situazione decisamente particolare nella giornata di ieri. Alle 14.30 (20.30 italiane) venezuelane il club doveva affrontare la trasferta di campionato contro i Llaneros, alle 20.30 venezuelane (2.30 italiane) era invece previsto il match casalingo di Copa Libertadores contro l’Huracan. Da Guanare, casa dei Llaneros, a Cabudare, casa del Deportivo Lara, ci sono 159km e due ore di pullman, ma ovviamente i venezuelani non avrebbero mai potuto schierare gli stessi giocatori in entrambi i match e a sei ore di distanze dalla sfida precedente. Il tecnico Leonardo Gonzalez ha così scelto delle priorità: contro i Llaneros ha schierato la formazione riserve (U23+panchinari), che ha vinto 3-2 e ha ottenuto un ottimo risultato per la tabla della Primera Division venezuelana (dove il club è 7°, 16pti in 10 gare), mentre i titolari sono rimasti a Cabudare per affrontare l’Huracan. E qui il Deportivo Lara ha compiuto la vera impresa, giocando un grande match e vincendo 2-1 grazie alle reti di Manzano e Centeno nel primo tempo. Due gare in sei ore e altrettante vittorie: se non è un record poco ci manca, e speriamo che nessun club si ritrovi ad affrontare l’esperienza vissuta dal Deportivo Lara, che tra l’altro sabato scenderà nuovamente in campo in campionato (a Caracas) contro i Metropolitanos.

DUE GARE IN POCHE ORE: IL PRECEDENTE (DA GIOCATORE) DI SØREN LERBY– Se l’esperienza del Deportivo Lara sarà difficilmente ripetibile in futuro, ce n’è un’altra che invece è sicuramente irripetibile, e riguarda un ex giocatore. Søren Lerby attualmente è uno degli agenti più stimati del calcio europeo, assistendo tra gli altri Mertens, Alderweireld e Sneijder, ma negli anni Ottanta era un altrettanto stimato e forte centrocampista, colonna della Nazionale danese e giocatore tra gli altri di Ajax, Bayern Monaco (che allenò per sei mesi, dopo il ritiro nel 1991), Monaco e PSV. Da giocatore Lerby è stato un buonissimo centrocampista, e vanta un record assoluto, quello di aver giocato due match nella stessa giornata. Negli anni Ottanta i calendari internazionali non erano regolamentati come sono attualmente, e così Lerby giocò nel pomeriggio del 13 novembre 1985 l’ultima gara di qualificazione ai Mondiali 1986 con la Danimarca, battendo 4-1 l’Irlanda, e poi prese un aereo per tornare a Monaco di Baviera. La sera stessa, infatti, giocò e vinse col Bayern Monaco il match del 2° turno della DFB Pokal (Coppa di Germania) contro il Bochum: un record irripetibile, e una dimostrazione di grande condizione fisica.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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