Banfield-River

”When nature calls…”. Quasi due anni fa, Tom Dumoulin visse un momento drammatico al Giro d’Italia. Immaginate la scena (qui il video): sei il leader della corsa più prestigiosa del mondo, ma a un certo punto, e durante una tappa di montagna, il tuo intestino va kaputt e ti costringe a fare ciò che devi fare. Minuti persi, poi recuperati e per fortuna Dumoulin ha vinto ugualmente il Giro d’Italia, ma il momento è entrato a suo modo nella storia della corsa rosa.

Chissà se, nella storia del calcio, entrerà in una piccola parte ciò che è successo all’Estadio Florencio Sola di Banfield, in una gara controversa e destinata a far discutere a lungo il pubblico di appassionati argentini. Stiamo parlando della sfida tra Banfield e River Plate, un match che sulla carta non avrebbe molto da dire, in quella che è stata la prima sfida dell’Hernan Crespo allenatore (guida il Taladro) contro i suoi Millonarios. All’Estadio Florencio Sola di Banfield si gioca per la 19a giornata della Superliga Argentina: al 57′ i padroni di casa vanno avanti con la rete in netto fuorigioco di Fontana, all’84’ Pratto pareggia in tap-in dopo aver sbagliato un rigore. Il River Plate ci prova, ma stavolta ”san Quintero” non è ispirato, e finisce con un 1-1 che lascia i Millonarios nel limbo della lotta-Libertadores, a quota 30 punti. Ma non è il fuorigioco di Fontana a far discutere, e neppure l’1-1. E qui entriamo in uno di quei momenti magicamente tragicomici che solo il Sudamerica può regalarci.

BANFIELD-RIVER: IL BLACKOUT E LE ACCUSE

Siamo al minuto 27, Banfield-River si trova sullo 0-0 ed è il Taladro a giocare meglio, come in seguito ammetterà lo stesso Gallardo. Si gioca tranquillamente, quando all’improvviso salta la luce e l’Estadio Florencio Sola viene lasciato completamente al buio, illuminato solo da accendini e torce dei telefonini. Un’immagine d’altri tempi, quasi da canzone romantica durante i concerti, che ha portato a una sospensione di venti minuti per ripristinare l’illuminazione artificiale dello stadio. Dopo lo stop, tutto è ripreso regolarmente, e la gara è finita con un giusto pareggio per 1-1, visto che le squadre si erano date battaglia. Tutto finito qui? Neanche per idea, visto che Marcelo Gallardo ha accusato il Banfield e l’amico Crespo in conferenza stampa: Il blackout è stato causato appositamente, un giocatore doveva andare in bagno”. Il prode Hernan ovviamente smentisce con una risata: ‘‘Ho detto a Marcelo che non sono un elettricista, non so provocare un blackout”. Ma ormai il dato è tratto, e le immagini dimostrano che il blackout potrebbe essere davvero stato provocato intenzionalmente.

Sono le telecamere di Fox Sports Argentina a ”inchiodare” il Banfield. Al minuto 26 si vede Payero fare gesti inequivocabili al capitano Civelli, spiegandogli che sta rischiando di… farsela addosso! Nei doveri di capitano rientra anche quello di comunicare notizie scomode all’allenatore, e così Civelli corre da Crespo e gli spiega tutto. Si gioca ancora per un minuto circa, nel quale Payero è veramente sull’orlo di una crisi di nervi e pensa più alle proprie urgenze e ai propri problemi intestinali che al seguire l’andamento dell’azione, e proprio quando sembra non farcela più… buio in sala! La luce salta, e Payero scappa negli spogliatoi a ”liberarsi”, come ha confermato il preparatore atletico del Banfield. La gara poi riprende e si chiude regolarmente, ma le polemiche di fine match proseguiranno per giorni, e non verranno sicuramente fermate dal ”descargo” del Banfield, che ha risposto con una nota nella quale parla di ”cedimento del generatore dello stadio”. Il blackout è stato procurato appositamente per consentire a Payero di andare in bagno senza lasciare il Banfield in dieci? Anche se non ce lo diranno mai, al 99% sì. Que viva Argentina!

BANFIELD-RIVER, NON SEI SOLA! DA MARSIGLIA ALL’OLIMPICO, I BLACKOUT CALCISTICI

Banfield-River non è stata la sola gara condizionata da un blackout. Il caso più noto e più eclatante è quello accaduto il 20 marzo 1991 al Velodrome di Marsiglia, durante il ritorno dei quarti di finale della Coppa Campioni. Il Milan di Berlusconi è sotto 1-0 (Waddle, 75′) con l’OM dopo il pareggio dell’andata, quando all’improvviso uno dei quattro riflettori smette di funzionare. Siamo all’87’, e dopo qualche minuto di pausa tutto torna alla normalità: i rossoneri, però, decidono di fare un gesto eclatante e ritirarsi dal campo su ordine dello stesso Berlusconi. Il gesto verrà condannato dai media e dall’UEFA, che multerà il Milan e lo escluderà inizialmente dalle coppe per un anno: anche lì si parlò di un blackout intenzionale volto a ”fermare” il tentativo di rimonta rossonero. Ma di blackout, nel calcio, ce ne sono stati parecchi e in ogni dove: il calcio italiano ha detto addio all’illuminazione durante Padova-Torino di Serie B (2011), ma anche durante il derby di Roma.

E proprio Lazio-Roma vanta un particolare record, visto che la luce all‘Olimpico è saltata ben due volte: prima nel 1969, quando venne assegnata la vittoria a tavolino ai giallorossi dall’arbitro Lo Bello, e poi nel novembre 2012. Allora i tifosi la presero sul ridere, visto che i fans giallorossi iniziarono a intonare il coro ”Paga la luce, Lotito paga la luce”, e la Lazio alla fine vinse 3-2. Venendo ai blackout ”internazionali”, ricordiamo un’amichevole Argentina-Brasile cancellata nel 2012 proprio per problemi d’illuminazione, mentre la storia recente ci regala due match interrotti: Feyenoord-VVV Venlo del 4 novembre 2018 è durata appena 35”, prima di essere rinviata per il blackout. Mentre la sfida della Vodafone Arena tra Besiktas e RB Lipsia del settembre 2017 (Champions League), quella di Werner che si fa sostituire per un problema all’udito causato dal troppo rumore, venne interrotta alcuni minuti proprio perchè saltò la luce, scatenando una scenografica coreografia dei tifosi turchi. Insomma, Banfield-River non è un caso isolato, ma sicuramente è il più spassoso: vedremo come si svilupperà la vicenda, e se il Banfield finirà col rischiare sanzioni.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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