Mac Allister

Una famiglia legata a doppio, o meglio, a triplo filo a una squadra: sono queste le storie che ci piacciono, storie d’appartenenza, fedeltà e legame con la maglia che ormai sono diventate una rarissima rarità. E pensare che abbiamo scoperto per caso la famiglia Mac Allister: è bastato un River Plate-Argentinos Juniors guardato senza impegno per farci scoprire Kevin, Alexis e Francis, i tre fratelli che difendono con onore la maglia dei Bichos Colorados, che ha fermato sull’1-1 i Millonarios dopo una grandissima prestazione di squadra.

È una storia a suo modo bellissima, quella dei Mac Allister, che hanno chiare ed evidenti origini scozzesi: la famiglia è originaria di Fife, città di oltre 300mila abitanti, e poi si è trasferita in Argentina, dando vita a un’autentica dinastia legata al Semillero. Il legame degli hermanos con l’Argentinos Juniors nasce e si sviluppa per merito di papà Carlos, che è stato un’autentica istituzione del club: il viejo Mac Allister (nato nel 1968) ha vestito la maglia del bicho dal 1986 al 1992, crescendo e diventando grande con l’Argentinos Jrs prima di trasferirsi al Boca Juniors. Carlos è ricordato ancora oggi, mentre si disimpegna da deputato e delegato governativo con compiti legati allo sport, per la sua personalità, la sua forza d’animo e… i suoi capelli rossi, una piccola rarità in Argentina: la sua è stata una carriera intensa, vissuta tutta sulla fascia sinistra della difesa, una zona di campo che gli ha consentito di vincere la Primera Division e la Copa de Oro con gli xeneizes (suo il gol decisivo per il Boca Jrs) e soprattutto di conquistare la maglia dell’Argentina. Tre presenze da titolare a fine 1993 per lui, due nel playoff contro l’Australia e una in amichevole contro la Germania, senza però essere poi confermato nella lista per il Mondiale statunitense del 1994: il punto più alto della carriera di papà Mac Allister, che per pochi mesi ha mancato l’opportunità di giocare col fratello Patricio, attaccante giramondo classe ’66 che ha vestito le maglie prestigiose dell’Estudiantes e dell’Argentinos Juniors (1992-93, poco dopo l’addio di Carlos), disimpegnandosi anche in Messico (Correcaminos) e Giappone (Mitsubishi Motors).

I due fratelli, dopo i ritiri congiunti nel 1998, si sono uniti formando la propria accademia calcistica (Mac Allister Sports Academy), e proprio da qui nasce il talento dei tre fratelli che stanno vestendo la maglia dell’Argentinos Juniors. Kevin, Alexis e Francis Mac Allister sono giocatori dalle storie diverse, uniti però dall’amore per quella maglia già onorata alla grande dal padre: Kevin, classe ’97, è un terzino destro che vanta sin qui 21 presenze in prima squadra e un debutto datato 2016 (contro l’Estudiantes, nella gara seguente arrivò un brutto autogol), nell’anno della drammatica retrocessione in Primera B per un club che è noto per il suo fantastico vivaio, e ha lanciato giocatori da urlo come Riquelme e Maradona. È lui (nazionale argentino nel Sudamericano Sub-20) il giocatore più simile a papà Carlos, mentre Francis è il meno noto e il più ”avanzato” dei tre: per lui, che paradossalmente è il più vecchio dei tre fratelli (classe ’95) e si alterna tra la trequarti e il ruolo da enganche, e quello di mezzala, solo due presenze coi bichos e un positivo prestito al Boca Unidos nel 2016-17.

Ora è rientrato nei ranghi, ma fatica ad imporsi in un reparto mediano nel quale invece l‘hermano Alexis è diventato titolare inamovibile: un bell’attestato di fiducia per il più giovane dei Mac Allister, un classe ’98 che si è distinto per la sua garra e la sua capacità di inserirsi in attacco, sia che giochi mezzala, sia che parta dalla destra di un 4-4-2 mettendosi al servizio della squadra e delle idee del tecnico. Per Alexis, che non arriva a 20 anni, ben 24 presenze e 3 reti con la prima squadra dell’Argentinos Juniors (3 presenze e un assist nella Primera 2017-18, dopo la promozione conquistata con Heinze DT), e una grande prestazione col River. È lui il più promettente dei fratelli Mac Allister, che resteranno legati al Semillero ancora a lungo, visti i recenti rinnovi contrattuali. Perchè ormai, per loro, la permanenza nei bichos colorados è diventata una cosa di famiglia: d’altronde c’è una tradizione da onorare, e quale miglior modo di farlo se non mantenere l’Argentinos Juniors nella Primera Division?

(di Marco Corradi, @corradone91)

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