Alan Ruschel

36′ da titolare, la fascia da capitano, la maglia numero 28 e l’ovazione del Camp Nou al momento della sua uscita dal campo: potrebbero essere momenti assolutamente normali nella carriera di un giocatore, ma Alan Ruschel difficilmente si scorderà la serata di ieri, la serata nella quale la sua vita da calciatore è tornata alla dolce normalità dopo i lunghi mesi del suo recupero.

E qui urge fare un passo indietro, anche se tutti saprete di chi stiamo parlando: Alan Ruschel è uno dei tre sopravvissuti della tragedia della Chapecoense, la squadra che è stata spezzata da un incidente aereo il 28 novembre scorso ed è dovuta ripartire letteralmente da zero, ricostruendosi a suon di prestiti, scommesse e romantici ritorni (de Melo e Grolli, ma anche Artur che ha rescisso per giocare con la Chape). Nell’incidente, Ruschel, terzino sinistro che era stato uno dei protagonisti della cavalcata nella Copa Sudamericana 2016, aveva riportato una frattura vertebrale e varie lesioni: tutti ci ricordiamo le catastrofiche prognosi iniziali (”non tornerà a camminare”, si diceva), e invece il giocatore del Verdão de Oeste ha stupito tutti per il recupero rapido, facendo gridare al miracolo e mettendosi in condizione di scendere nuovamente in campo.

Il ritorno agli allenamenti era diventato realtà qualche mese fa, mentre il ritorno sul terreno di gioco è diventato realtà ieri, a 253 giorni dalla tragedia, in quella che diventerà una giornata storica per la Chapecoense: il palcoscenico era quello delle grandi occasioni, il Camp Nou, l’avversario un Barcellona privato di Neymar, ma comunque totalmente disponibile ad aiutare una società che ha bisogno di tutto il supporto possibile dopo l’accaduto (il Torino visse una situazione simile dopo Superga) e sfiderà la Roma il 1° settembre. È stata una serata speciale quella di ieri, che ha trasformato il Trofeo Gamper nell’elogio della rinascita e (Barça dixit) nella ”vittoria del calcio”: mai nella storia del trofeo dedicato al fondatore dei blaugrana, e nella storia del Barcellona stesso, una società era stata accolta con tale calore al Camp Nou, ma la Chapecoense (che si è presentata in Spagna a due giorni dal ko contro il Coritiba) ha colpito tutti al cuore in quel pomeriggio di novembre. Ecco perchè il Trofeo Gamper 2017 è stato un mix di abbracci, ovazioni, lacrime ed emozioni, e non verrà certamente ricordato per il risultato: la serata è iniziata con la presentazione della Chapecoense al pubblico, e con la toccante discesa in campo dei superstiti dell’incidente aereo. Sul terreno del Camp Nou ecco dunque Ruschel, ma anche il difensore centrale Neto (che rientrerà nei prossimi mesi) e il portiere Follmann, che ha perso una gamba ed è entrato nella dirigenza del club: sono stati proprio Follmann e Neto a dare il calcio d’inizio ”formale” alla partita, prima del match vero e proprio.

Un match che dal punto di vista tecnico ha premiato il Barça, che ha vinto 5-0 (reti di Deulofeu, Busquets, Messi, Suarez e Denis Suarez) e dominato sia nel risultato, che nei ritmi della gara (accelerando, i blaugrana potevano infliggere tutt’altro passivo), ma la Chapecoense ha vinto dal punto di vista emotivo e mostrato al mondo intero che si può ripartire dopo una tremenda disgrazia: uno spirito che si è visto nei sorrisi di Follmann e Neto, ma anche sulla casacca indossata dai brasiliani per l’occasione. 71 stelle sulla maglia per omaggiare le vittime dell’incidente, e la squadra capitanata da Ruschel per simboleggiarne la rinascita: la prestazione del terzino sinistro non è stata trascendentale, ma non poteva essere altrimenti dopo 253 giorni senza campi di gioco e tanta inattività. Ruschel ha giocato 36′ da capitano, agendo da ala sinistra nel 4-3-3 e indossando una maglia altamente ”simbolica”: il vecchio 87 è stato sostituito da un numero 28 che ci ha fatto subito pensare al giorno della tragedia (28 novembre), e il Camp Nou ha omaggiato il superstite della tragedia con una commuovente standing ovation. Un omaggio che è arrivato con la Chapecoense sotto 2-0, ma è stato comunque bellissimo e supportato anche da Lionel Messi: il diez del Barcellona ha voluto autografare la maglia di Alan Ruschel, e ha insistito per scambiare due parole con lui e complimentarsi per la sua fantastica ripresa e per le difficoltà superate.

Insomma, la Chapecoense avrà anche perso 5-0 nel Trofeo Gamper (sfiorando il gol con Wellington Paulista, mentre Artur ha parato un rigore), ma la giornata di ieri è stata bellissima per tutti i tifosi del Verdão de Oeste: perchè è sempre bello rinascere, e mostrare alla sfortuna e al destino negativo che non riuscirà a piegarci. Alan Ruschel l’ha fatto ieri, e ora tocca a Neto commuoverci tutti col suo rientro in campo…

 

(di Marco Corradi, @corradone91)

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