Dopo la puntata d’esordio sull’Udinese rinominata “Rinascita” Vol. I e II (che potete trovare a questi link Rinascita e Rinascita vol.II), ritorniamo con un’altra storia che narra di un sogno, di un’impresa che in tanti hanno sognato, ma solo in pochi l’hanno compiuta: una “fatica” degna del più malato Ercole di Football Manager, che racchiude la resurrezione di un’araba fenice dalle proprie ceneri. L’impresa che il sottoscritto ha sempre sognato, che ha sempre sfiorato nella sua intera vita manageriale, che finalmente ha realizzato con la squadra della sua città: il Modena compie il salto triplo dalla Serie D alla A in tre stagioni consecutive.

Il rush finale premia i Canarini

Pochi mesi dopo il fallimento di una delle poche squadre a non aver mai ricevuto questa onta nella sua storia, riparte l’avventura del nuovo Modena in Serie D. Grandi nomi per la categoria (Dierna, Sansovini, Ferretti, Boscolo Papo, Obeng e Montella), il ritorno delle bandiere Gozzi e Perna e giovani talenti in rampa di lancio (Zanoni e Cortinovis) creano una base perfetta per puntare direttamente alla Serie C: solo il prestito del giovane Tsadjout dal Milan e l’arrivo del portiere Bavena saranno gli unici trasferimenti degni di nota, salvo qualche acquisto minore di giovani Under18 in prestito per rimpolpare la panchina. Tra questi però spunterà un 16enne Nicolò Rovella (centrocampista centrale, Genoa) che diventerà decisivo negli anni a venire (ma ne parleremo più avanti). La tattica è poi già bella che pronta: 3-5-2 con una difesa rocciosa, due terzini abili, un centrocampo di qualità e la coppia Tsadjout-Sansovini davanti a mettere in difficoltà le avversarie.

L’avvio però non è convincente: durante le amichevoli estive si fatica ad ingranare e gli acquisti non riescono ad adattarsi alla nuova realtà, e le prime 4 giornate dicono appena 7 punti, tra cui il pareggio con brivido nel derby con la Reggio Audace, con rigore sbagliato dagli avversari a 5′ dal termine. I granata, che hanno subito un destino simile ai modenesi, appunto sono il pericolo maggiore al pari della Pergolettese, schiacciasassi al confronto delle altre squadre del girone D (sarà così anche nella stagione 2018/19 reale, sarà appunto la squadra di Crema a vincere lo spareggio contro proprio il Modena).

Ottobre però è il bivio che sancisce che stagione affronterà il Modena: 17 vittorie consecutive ci portano ad un vantaggio, se tale si può definire, di 2 punti sui rivali della Reggiana (vogliamo nostalgicamente chiamarla così), sconfitta ancora una volta nel derby di ritorno per 4-2. Vittoria importante arriva anche con la Pergolettese, nonostante il risultato risicato per 1-0.

La Regia non molla alcun colpo e complici le nostre sconfitte interne con San Marino e OltrepòVoghera ci supera e tenta la fuga. Saranno poi decisive le ultime due partite di campionato, quando il Modena trionferà contro l’altra big Pergolettese (che chiuderà terza) e la Vigor Carpaneto. La classifica finale dirà: Modena 88, Reggiana 87, una gioia ancora più grande chiudere ad appena una lunghezza dai confinanti (e con due derby portati a casa). Un po’ di campanilismo male non fà.

Un trionfo che passa dalla coppia gol Tsadjout-Sansovini (38 gol in due), dalle fasce Zanoni-Cortinovis (8 gol e 10 assist insieme) e al terzetto difensivo di un’altra categoria. Saranno infatti appena 22 i gol subiti in tutta la stagione con 17 clean sheet all’attivo. E ora, il ritorno fra i professionisti…

Una Serie C di provincia, tutta in salsa modenese…

La stagione seguente incomincia con un unico e solo obbiettivo prefissato: arrivare quantomeno a ridosso della zona playoff, cercando di investire di ragazzi giovani per le stagioni a venire. Senza strafare, senza sperperare denaro e puntare su una crescita costante. Ma come si dice, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…

Infatti la mano in sede di calciomercato un po’ sfugge e arrivano ben 20 giocatori a rinforzare sia la prima squadra che le giovanili: arrivano in prestito secco Tripaldelli (Sassuolo), Angileri, Santoro e DeGraca (Palermo), Soncin (Milan), Farabegoli (Sampdoria), Birindelli e Ferrari (Genoa); vengono inoltre tesserate le punte Buso (19enne ex-Roma) e Vano (ex-Carpi). Una squadra rifondata e ringiovanita (che vede 9 fra Under19, Under20 e Under21 in squadra), che ha visto il ritiro di capitan Perna, oltre a quello di Sansovini e gli svincoli di Montella e Ferrario (poco impiegati la stagione precedente). Il vivaio modenese non regala emozioni anche se dal reparto scouting (cioè il sottoscritto), arrivano ottime relazioni su tre talenti francesi che verranno immediatamente bloccati per le sessioni future di mercato (Kuntz, Ducrocq e Mobie). Schema di gioco identico a quello dell’anno precedente, salvo inserire un centrocampista più di quantità che di qualità e una punta che funga da fulcro, sfruttando il fisico per l’inserimento dei compagni da dietro.

La stagione ingrana subito la marcia più alta: la Coppa Italia di Serie C vede i canarini vincere contro Triestina e Ravenna, prima delle 4 vittorie in altrettante giornate con 0 gol subiti. Esordio decisamente oltre ogni previsione, dato che la squadra continua a macinare gol e risultati e verrà fermata solamente dal Teramo alla 10° giornata (che sarà la bestia nera, dato che ci eliminerà al supplementari di Coppa), prima di un tracollo fisiologico con 1 punto nelle ultime 3 partite prima della sosta. E di questo momento no ne approfitta il Carpi, che ci passa e si sgancia in classifica. Periodo che ci fa tornare coi piedi per terra e ridimensiona le nostre ambizioni, portandoci a 5 punti dalla vetta. Un mercato invernale povero segna lo spartiacque della stagione: parte Vano con destinazione Avellino, che non ha mai inciso, mentre arrivano i giovani diciasettenni francesi che entreranno a far parte delle rotazioni.

5 vittorie consecutive a gennaio paiono riportare il Modena sulla retta via, ma Albinoleffe e la bestia nera Teramo non sono d’accordo e ci battono fuori casa per 1-0. Due altre ottime vittorie e lo scontro diretto con il Carpi primo in classifica: a -1 una vittoria significherebbe l’ennesimo sorpasso della stagione, ma i biancorossi espugnano il Braglia in una partita deludente dei gialloblù fra le mura amiche, deciso da un gol del centrale Loiacono dopo appena 8 minuti di gioco. A 6 giornate dal termine lo spettro dei playoff sembra diventare l’unica speranza di poter essere promossi in Serie B, ma siamo pronti ad estrarre l’asso nella manica: complici i recuperi con Ravenna e Gubbio, rinvii dovuti a maltempo e Coppa Italia di Serie C, abbiamo due bonus da sfruttare. Ebbene, le 6 finali che ci separano dalla fine vedono 5 vittorie e un pareggio mentre i nostri conterranei cadono col temibile Albinoleffe, consegnandoci la vittoria del campionato (Modena 86, Carpi 83). Incredibile ma vero, E’ LA SECONDA PROMOZIONE CONSECUTIVA! E qualcuno già inizia a sognare la terza…

Al Barbera si fa la storia: ai playoff, Modena batte Palermo

La società, i tifosi e il sottoscritto stanno ancora vivendo il miracolo della doppia promozione, quando la stagione 2020/2021 è alle porte, una secchiata di acqua gelata a spegnere i bollenti ardori (e le baldorie fino a tarda notte). Avendo costruito l’anno prima una squadra per la maggior parte di prestiti, c’è la necessità di riconfermare più giocatori possibili e rimediare all’errore di programmazione, se tale si può definire.

Cediamo con estrema gioia Buso a 350k al Bari, una cifra altissima per un giocatore che ha profondamente deluso a Modena, mentre si ritira il capitano Simone Gozzi: il cuore un pochino langue per questa decisione, ma a 38 anni incominciava ad essere un peso per la squadra, venendo spesso preferito a compagni più giovani. Per il mercato in entrata la strategia è semplice: creare uno zoccolo d’esperienza al quale affiancare qualche talento in prestito, mentre nelle giovanili coltivare i crack, così da avere una formazione pronto per la Serie A. Tesseriamo infatti giocatori esperti della categoria come Cinaglia (non è il politico di Suburra, ndr), Belmonte, Rigione, Calvano, Seck e riusciamo a strappare Blerim Dzemaili ad una folta concorrenza (squadre della MLS, turche e greche). Poi puntiamo sui giovani Under21: confermato ancora l’estremo difensore Socin dal Milan, arrivano in prestito secco i 17enni Ingrosso (Inter) e Micai (Torino), i terzini tedeschi Oliveira (Eintracht Francoforte) e Franke (Wolfsburg), la coppia di talenti francesi dal PSG Soh e Providence e la punta belga Diedhiou dal Gent. Arrivano anche massicci investimenti per le giovanili, quando a zero riusciamo a tesserare quattro talenti croati (Mumlek, Posavec, Cavlina e Ferencek), uniti ai talenti con passaporto azzurro Pasha (Reggina) e Ghartey (Castelfranco). Confermati ancora una volta Rovella (terza stagione a Modena), Angileri e il terzino Birindelli, tre punte di diamante della stagioen precedente.

L’avvio del precampionato è avvincente: esordio con larga vittoria per 3-1 contro l’Ajax al Braglia, fra lo stupore del pubblico, e ottime prestazioni contro Fiorentina, Inter e Pescara ci permettono di affrontare con la giusta mentalità la Coppa Italia: vittoria al pelo col Gavorrano per 2-1 al secondo turno, ma grande vittoria per 3-0 contro una neo-retrocessa SPAL (che riaffronteremo poi in campionato) in trasferta al Mazza di Ferrara. Morale alle stelle a metà agosto per il Modena, che si rispecchierà poi in Serie B: Benevento, Livorno e Brescia cadono nelle prime 3 giornate e i Canarini si trovano incredibilmente al primo posto alla sosta di settembre. Ma non bisogna montarsi la testa perchè il campionato è ancora lungo.

Con le nazionali che svuotano la squadra (stancando notevolmente i giocatori), accusiamo il colpo: appena 3 punti in 5 partite le quali, nonostante le X con Chievo e Parma, mettono la squadra davanti ai propri limiti, soprattutto per le sconfitte contro Genoa e Padova per 2-1 e 2-0 rispettivamente. L’infortunio di Diedhiou, bomber della squadra con 7 gol, non aiuta di certo la situazione della squadra che spreca troppo in fase realizzativa. Il periodo no continua fino alla sosta natalizia, dove riusciamo a totalizzare appena 19 punti in 12 partite, riscattato nelle prime 3 giornate di ritorno, ripetendo i numeri dell’andata. 31 punti al giro di boa ci consentono di essere fra le prime otto, ma è necessario fare uno sforzo sul mercato per poter rimanerci: visto il basso rendimento di Micai (appena 4 gol in campionato), riusciamo a strappare in prestito alla concorrenza il giovane Cortopassi dalla Lazio (17enne punta della nazionale Under19) e tesseriamo il centrale Merletti dal Milan (per avere un cambio in più dietro). Sacrificio necessario, anche se dolorosissimo, quello del nostro più lucente talento: dopo mesi di interessamento (sempre respinti) cediamo all’offerta di 1M da parte del Pescara e cediamo Ducrocq, 17enne centrocampista ex-Pacy Menilles RC che era finito nel giro della Under 19 dei galletti. Parte anche Cinaglia per 235k per sua stessa volontà.

Sembra che i nuovi acquisti diano nuova linfa ad un Modena appagato, ma è solo un fuoco di paglia: vinciamo col Brescia per 2-0 in casa ma non riusciamo a confermarci nelle partite successive, scendendo fino al 12° posto a 3 lunghezze dall’8° posto. Nemmeno la nuova tattica impostata, un banale 4-3-3 più offensivo, ci farà uscire dalla crisi. Le ultime giornate saranno decisive, soprattutto le vittorie contro le già retrocesse Monopoli e Cosenza che ci permettono di ottenere matematicamente l’ultimo posto per i playoff (a scapito del Brescia). Un campionato soddisfacente che ha rispettato le attese per i gialloblù, che anche in caso di sconfitta può ritenersi soddisfatto.

Invece il Dio Football Manager ha altri piani per noi: partiamo battendo (e dominando) 3-1 il Cittadella in trasferta al Tombolato; partita di tennis (6-1) all’andata della semifinale con il Perugia in casa; 2-2 il ritorno in Umbria, con un massiccio turnover forzato. Ci aspetta il Palermo in finale, con cui abbiamo fatto ben 4 punti nella regular season, ma che presenta in squadra gente del calibro di Lo Faso, Rispoli, Posavec, Nestorovski&co. Insomma, mica i primi scappati di casa.

Noi però lasciamo la paura negli spogliatoi e riusciamo a trionfare nell’andata della finale in uno stadio Braglia gremito grazie anche a quel Diedhiou, tornato dall’infortunio poche settimane prima, che segna il preziosissimo 2-1 al 74′. Perdiamo però per problemi fisici durante il match sia Rovella che Providence, i 2/3 del nostro centrocampo titolare, una grave perdita in vista del ritorno 4 giorni dopo.

Il ritorno al Renzo Barbera di Palermo ci vede difendere un’improbabile 2-1, senza il centrocampo titolare e con una formazione rimaneggiata: mancano infatti Soncin, Soh, Micai poichè convocati con le rispettive selezioni nazionali, dunque si vira verso un 4-4-2 con Calvano al centro insieme ad Ingrosso e i laterali Birindeli e Oliveira spostati ai lati del centrocampo. Autobus davanti alla porta e sperando nel miracolo, che ora sembra sempre più alla portata. Partita che vede gli avversari attaccare senza però trovare mai la via della rete. L’occasione chiave è al 71′: Ghiglione entra in area ed è atterrato da Franke; rigore e cartellino giallo. Il 19enne Hamon, il nostro numero 12, ipnotizza Setola dagli undici metri e manteniamo la parità. ORMAI E’ FATTA! Abbassiamo ancora di più il baricentro, ma rischiamo quando Rizzo centra il palo dopo cross dello stesso Ghiglione. Al 90′ però l’arbitro fischia la fina: Palermo-Modena 0-0, IL MODENA E’ IN SERIE A!

Tre promozioni in tre anni, un’impresa incredibile. A mesi di distanza faccio ancora fatica a crederci. Chissà, più avanti ci potrebbe essere il racconto dell’ascesa europea…