Udinese

”Rinascita”, un nome e una garanzia. A chi vi scrive non piacciono i salvataggi ”asettici”, quelli col classico ”Nome Cognome-squadrachealleni”, ma l’originalità: se alleni l’Ibiza (fatto), cosa c’è di meglio di ”Vamos a la playa”? Se alleni una squadra da rifondare, cosa c’è di meglio di ”Rinascita”? Ovviamente non si parla di FIFA o Pro Evolution Soccer (che personalmente, non me ne voglia l’EA, trovo migliore), ma del gioco che sa ispirare gioia e follia, esaltare il tatticismo e far perdere completamente il contatto col mondo esterno. Nessun gioco, a mio avviso, è come Football Manager, che può farti perdere una notte solo per fare il calciomercato, impostare una tattica convincente o addirittura… scegliere la squadra giusta: da qui l’idea di avviare una rubrica nella quale narreremo le migliori carriere su Football Manager 2019. Leggerete di carriere esaltanti, fallimentari, fatte in paesi e con squadre che voi non prendereste mai, leggerete di progetti o situazioni episodiche: di tutto e un po’, perchè ci piace così. E ora spazio alla prima storia, che coinvolge una realtà tutta nostrana, l’Udinese.

UDINESE, SCELGO TE!Scegliere una squadra su Football Manager non è assolutamente facile. Chi vi scrive potrebbe mostrarvi un archivio di carriere nate e morte nel giro di poche ore, e ha un problema ”esistenziale”: a marzo arriva il classico maxi-aggiornamento delle rose dopo il mercato invernale, più atteso del discorso presidenziale di Capodanno. E si presenta il classico problema di dover iniziare a luglio con le rose ”invernali”. Personalmente, l’idea mi ”urta” abbastanza, e allora ecco lo stratagemma: anni fa si ”usava” Singapore per iniziare la stagione a fine gennaio, poi è arrivata l’Islanda. Quest’anno la ”prescelta” è la Finlandia: col metodo-Finlandia, scegliendola come nazione scelta per ”impostare” la data d’inizio, si può cominciare ad aprile 2019. Quindi si inizia ad aprile da disoccupati, si va in vacanza un mese e mezzo/due mesi e si può tranquillamente iniziare a valutare le opportunità che si presentano. In questo caso, l’Udinese mestamente retrocessa in B al termine della Serie A 2018-19 (cosa tutt’altro che improbabile) ha catturato il nostro cuore e la nostra attenzione. L’attesa è finita, si comincia!

FASE 1: RICOSTRUZIONE E RITORNO TRA I GRANDI– Al nostro arrivo a Udine a metà giugno, troviamo una situazione ai limiti del disastroso. Tutti i big vogliono partire e la società, che ha i conti in rosso per la retrocessione e alcuni ingaggi/obblighi di riscatto onerosi (infatti, ci concede solo il 35% del ricavato dalle cessioni), ha già venduto De Paul svalutandolo (mannaggia a loro) e accettando 7.5mln dalla Lokomotiv Mosca: è qui che matura la nostra scelta, che poi darà vita a una bellissima sfida. Tabula rasa della ”vera” Udinese, si costruisce un nuovo progetto con una rosa tutta italiana sia nella squadra ”maggiore” che nelle giovanili: per la Serie B 2019-20, terremo Scuffet, Coppolaro e Angella che rientrano dai prestiti, col portiere capitano e una batteria di portieri di vivaio (Scuffet, Perisan, Borsellini), e poco altro. A dire il vero noi vorremmo tenere anche Mandragora, che però spinge per giocare l’Europa League col Villarreal, e come dargli torto? E allora, che tabula rasa sia, incassando oltre 100mln dagli addii: dell’Udinese retrocessa (a parte Pezzella) resta solo Sandro, e non per scelta nostra, ma perchè dopo che scatta l’obbligo di riscatto rifiuta ogni destinazione e resterà ”a sbafo” per un anno (fuori rosa e in U20) prima di riuscire a rescindere consensualmente l’assurdo contratto da 2.5mln/anno. Dopo le cessioni, è tempo di ricostruire ”a tavolino” staff e rosa: al nostro fianco ci saranno il fidato vice Atzori, un grande preparatore atletico come Massimo Neri (fisso nelle mie squadre), Alex Brunner come superstite del vecchio staff, Totò Di Natale come collaboratore tecnico (ci lascerà a gennaio 2021: allena il Lecce) e tanti altri. Come tattica optiamo per un 4-3-3 con gli attaccanti esterni (v. sotto), impostato in modo tale da non rischiare in difesa e dominare il gioco, cosa fondamentale in Serie B. Approfittando della reputazione dell’Udinese e dei 30mln di budget trasferimenti che restano dopo gli addii, piazziamo subito due colpi da novanta: Sandro Tonali si unisce alle zebrette per 5mln più bonus, Andrea Bertolacci fa una scelta incredibile, firmando un contratto con noi al limite salariale imposto dalla B (300mila euro). La scelta ci fa sorridere e scappare una lacrimuccia perchè nella realtà Bertolacci non andrebbe mai a ripartire dalla cadetteria, seppur da protagonista, e questo è il colpo del nostro calciomercato: arrivano anche Alfredo Donnarumma (3.2mln) e Pinamonti (prestito) per l’attacco, Maggiore (2.4mln), Crimi (1.1mln), Fausto Rossi e Marrone (svincolati) per la mediana, Almici (svincolato), Antei (1.7mln), Suagher (600k) e Dimarco (prestito) in difesa, Pierini, Ciciretti, Tutino (prestito) e R. Insigne (1.2mln) per giocarsi la maglia sulle fasce.

La nostra base è un 4-3-3 con Scuffet in porta, Almici-Angella-Antei-Dimarco in difesa, Tonali davanti alla difesa, Bertolacci-Maggiore mezzali, Ciciretti e Pierini ai lati di Donnarumma. Spesa totale sui 10mln, parola d’ordine risparmio e qualità per una squadra che è nuova al 90%, ma parte subito bene. In Football Manager ti accorgi subito se tattica e rosa funzionano, e noi lo capiamo nel debutto in Coppa Italia contro il Monza: andiamo sotto, pareggiamo e vinciamo 4-2 ai supplementari col subentrante Pinamonti. Che ci illuderà, perchè in realtà la sua stagione sarà pessima: 4 gol all’attivo. Si prosegue in Coppa, ma il 3° turno è fatale: bella gara col Parma, l’Udinese gioca alla pari ma soccombe e perde 1-0, rete di Antonio Di Gaudio. E allora, sotto con la Serie B: la nostra Udinese non perde mai, ma soprattutto subisce pochissimi gol. Pareggiamo 0-0 contro Crotone e Ascoli, pareggiamo con l’Empoli e vinciamo partite su partite: cadono Perugia (3-0), Spezia (3-0), Pescara (1-0), Salernitana (2-0) e Brescia (3-0). Nel girone d’andata subiremo solo 5 gol e chiuderemo con 47 punti (14 vittorie, 5 pareggi), con Perisan degno sostituto di Scuffet nel mese d’assenza per infortunio: nelle otto gare giocate in stagione (debutta contro la povera Vibonese: 6pti e 98 gol subiti), subirà solo un gol. Il nostro punto di forza potrebbe sembrare Donnarumma, ma in realtà metterà a referto solo 10 reti in tutta la stagione: i gol però arrivano dalla mediana, con Andrea Bertolacci che chiude addirittura da vicecapocannoniere del torneo con 17 reti, 8 nel girone d’andata, e Maggiore a quota 5 gol. La difesa è granitica e ha in Dimarco un grande assist-man, la mediana corre e segna, le ali partecipano alla grande (conferma Ciciretti, sorpresa Pierini: 6 gol), ma soprattutto la squadra ha mentalità: l’Udinese va sotto, ma rimonta sempre e non perde mai. Il trend si conferma nel girone di ritorno, e ci porta a chiudere il campionato in carrozza: promozione blindata in anticipo, stagione conclusa con 29 vittorie, nove pareggi e zero sconfitte. In tutto otterremo 96 punti, ma soprattutto chiuderemo a +15 sul Crotone e con soli 12 reti subite: il solo Scuffet collezionerà 19 gare a rete inviolata, chiudendo da miglior portiere del campionato. Ritroviamo la Serie A con una squadra tutta italiana, e con noi accedono al massimo campionato Crotone e Cremonese (playoff).

FASE 2: RITORNO… CON SORPRESA– Al nostro ritorno, ritroviamo una Serie A diversa da quella che ricordavamo. L’Inter ha vinto il titolo con Spalletti, che ha salutato la compagnia per approdare al PSG: l’ha sostituito Nagelsmann (campione di Germania col Lipsia), che gioca con un insolito 3-4-1-2 che vede Nainggolan alle spalle di Icardi e Lautaro. La Juventus, seconda, ha esonerato Allegri (Real Madrid per Max) sostituendolo con Tuchel, mentre Josè Mourinho allena la Roma e Di Francesco ha ripiegato sulla Sampdoria, con Giampaolo all’Atalanta: resistono S. Inzaghi (Lazio), Ancelotti (Napoli) e Gattuso (Milan), che salterà a dicembre venendo sostituito da Jorge Jesus. Noi ci ritroviamo con 20mln da investire e una rosa da adeguare alla categoria, sempre puntando solo sugli italiani nonostante l’affiliazione al Watford (assurda) che ci consentirebbe di prendere ogni loro giocatore a zero: proprio a zero prendiamo Fornasier come quarto centrale e Di Gennaro (Lazio) come vice-Tonali, mentre vengono riscattati Ciciretti e Pierini per 2.5mln ciascuno e ingaggiamo Sampirisi (1.5mln) e Martella (2.1mln) come ricambi per i terzini. Ci accorgiamo di una cosa, ovvero che gli italiani che giocano in A costano parecchio: lo capiamo quando il Parma spara 5.75mln per Di Gaudio e siamo costretti ad accettare, perchè non troviamo altre ali decenti a prezzo accessibile, visto che la Juventus non vuole prestare Kean, che ancora nel 2021-22 gioca nella Juve U23 e mai in prima squadra, senza però chiedere prestito e/o cessione. L’acquisto su cui puntiamo di più è quello di Pellegri in prestito dal Monaco, i più sottovalutati (da noi stessi) quelli di Verre (1.5mln) e La Gumina (2.5mln), che inizierebbero da riserve, ma diventeranno fondamentali: Verre segna 3 gol nei primi quattro match giocati e ”panchina” Maggiore, La Gumina strapperà sul lungo periodo il posto al deludente Pellegri (4 gol), segnando 13 reti e alcuni gol pesanti, e Sampirisi diventerà imprescindibile. Lasciano alcuni giocatori che avevano deluso, anche tramite la rescissione del contratto, e tra loro c’è anche Donnarumma che a nostro avviso non vale la A in FM19. Giochiamo ancora col 4-3-3: Scuffet; Sampirisi, Angella, Antei, Dimarco; Verre, Tonali, Bertolacci; Ciciretti, La Gumina, Pierini.

La nostra forza è quella di mantenere lo zoccolo duro della Serie B (solo 3/11 diversi) e una squadra che sa giocare insieme, ma l’avvio di stagione è da incubo: ko con Atalanta e Napoli, pari col Genoa, vittoria col Benevento che ci porta a 4pti in 4 gare. Siamo in lotta per non retrocedere, anche se la squadra ci ha convinto a fissare come obiettivo il ”tranquillo piazzamento a metà classifica”, e allora osiamo dando fiducia incondizionata a Sampirisi, Verre e La Gumina, che diventano titolarissimi. Dopo sei gare siamo a quota 8 e all’11° posto, e dopo un paio di match riceviamo la Juventus di Tuchel, che è partita esattamente come noi e staziona a metà classifica. Solitamente la Vecchia Signora è imbattibile, ma capitola alla Dacia Arena (1-0, La Gumina): possiamo dire di aver dato lo ”schiaffo” necessario ai ragazzi di Tuchel, che poi vinceranno lo scudetto con una strepitosa rimonta e non perderanno praticamente più. La vittoria da underdog carica i nostri ragazzi, che battono anche il Milan (triplo Ciciretti) e non perdono per otto match: accediamo agli ottavi di Coppa Italia, mentre in campionato il nuovo ko arriva solo il 23 dicembre contro il Sassuolo di De Zerbi. Chiudiamo il girone d’andata con 34 punti: una squadra partita per salvarsi e/o chiudere in top-10 si sta giocando l’Europa, complice una classifica cortissima. Con noi sognano Palermo e Benevento, che stanno facendo due stagioni di altissimo profilo: paga dazio il Milan, che è decimo e saluta Gattuso. A gennaio usciamo in Coppa Italia (ottavi vs Napoli), ma soprattutto giochiamo con la testa liberissima. L’Udinese è solida dietro, con Scuffet a tappare eventuali falle difensive (è diventato il 3° della Nazionale, dietro Donnarumma e Meret), ha la solita mediana ”goleador” (8 reti Verre), Dimarco e Sampirisi come assist-man dalla difesa e due ali fortissime, perchè Ciciretti (8 gol) e Pierini sfiorano la doppia cifra, con quest’ultimo ”cecchino” su calcio di punizione: battiamo Atalanta e Napoli (doppio La Gumina), regoliamo l’Inter (Verre) e senza barare/ricaricare saliamo fino al 3° posto con una serie di 7 vittorie e 3 pari (24 pti in 10 match). Al momento della sfida contro la Juventus dell’11 marzo, una vittoria ci porterebbe a -2 dal sogno-scudetto, che i bianconeri e il Napoli si giocheranno fino all’ultimo turno, nel quale la Juventus pareggerà e il Napoli sprecherà l’occasione andando ko contro la Roma e chiudendo a -2. Finisce però come dovrebbe finire, con la vittoria della Juventus di Ronaldo, Ramsey e Higuain per 1-0.

Questa gara conferma la nostra abilità negli scontri diretti: l’Udinese se la gioca con chiunque e non parte mai battuta, lottando con lo spirito del vero pirata per scalare la classifica. Siamo stabilmente in zona-Champions, nonostante una classifica brevissima e qualche pareggio di troppo: il pari contro la Cremonese già retrocessa in una gara che ci vede fare ampio turnover e valutare alcuni giovani dell’U20 da lanciare in prima squadra nel 2020-21 (lo faremo anche col Crotone, vittoria 2-1) e il ko col Milan ci fanno scivolare quinti, ma il ciapanò generale ci riporta presto terzi. La gara decisiva per la Champions League arriva alla penultima giornata, perchè dietro di noi perdono tutte e l’Udinese batte il Sassuolo in un match epico. I ragazzi di De Zerbi sono un avversario ostico, perchè lottano per non retrocedere e giocano alla morte. All’80’ siamo 0-0 e Sensi si fa espellere, allora scatta la mossa alla Mourinho: difensori centrali avanti al fianco di La Gumina, difesa ”garibaldina” coi soli terzini a proteggere Scuffet in un improvvisato 2-3-5. La mossa funziona: cross di Sampirisi, inserimento dell’acquisto invernale Orsolini (775k alla Juve, sarà un flop) e gol-Champions. Udinese terza con un turno d’anticipo, visto il +4 sull’Inter: con noi festeggia la Champions il Palermo, e non cambia nulla il ko dell’ultimo turno contro la Samp di don Eusebio. Chiudiamo terzi con 69 punti davanti a Palermo (68), Inter (68) e Roma (67), facendo qualcosa di impensato in un campionato assurdo che vede friulani e rosanero centrare la Champions (panchina d’oro a Stellone): completa il quadro europeo il Milan, settimo e vincitore della Coppa Italia, mentre è calato nel finale il Benevento che chiude decimo in una stagione fantastica (56pti). Scuffet si conferma, la squadra si conferma e chiude con 30 gol subiti: decidiamo di restare per giocare la Champions (con 10mln di budget trasferimenti…), ma col contratto a scadenza per valutare eventuali opportunità a giugno 2022. La sensazione è quella di aver realizzato qualcosa di irripetibile: averlo fatto con una rosa tutta italiana e lanciando (per necessità, visti gli infortuni) qualche giovane a fine stagione (Rabbi, baby-Panico ecc) dà quel pizzico di soddisfazione in più. Chissà se anche la proprietà inglese la pensa ugualmente: già, perché i Pozzo ci hanno lasciato a luglio 2020 dopo almeno dieci trattative fallite e altrettanti blocchi temporanei del mercato. Il futuro è degli Ambier, oscuri imprenditori della terra d’Albione che vivono di pane e autofinanziamento.

LE ALTRE: DALLA CHAMPIONS ALLE BIG, IL PUNTO– Abbiamo già parlato degli avvicendamenti sulle panchine della Serie A, e vi aggiorniamo: a luglio 2021, cambi per Napoli (Ancelotti all’Atletico, Guardiola in azzurro), Torino (Guidolin) e Lazio (Ballardini), ma sono tantissimi anche i cambi in Europa e non coinvolgono solo il PSG (Spalletti). A luglio, Simeone è approdato al Liverpool con Klopp al Bayern, e prima avevano cambiato Barcellona (Emery), Arsenal (Valverde), Leicester (Mazzarri), Dortmund (Benitez), RB Lipsia (Deschamps), Man City (Luis Enrique), Man Utd (Zidane), Chelsea (Solari) e Tottenham (Bielsa): Pochettino è attualmente svincolato, così come Allegri, che è stato esonerato anche dal Real Madrid, venendo sostituito da Conte. In Champions League  abbiamo assistito a una finale tutta spagnola tra Barcellona (vincente) e Atletico, l’Europa League è ormai un feudo inglese: il City ha battuto lo United in un derby finale. Cosa ci riserverà il 2021-22? Seguiteci e vi aggiorneremo, intanto vi forniamo altri dati della nostra carriera tutta italiana.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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