Dal caso Diawara a Rafa Benitez, quando il regolamento diventa un problema

Hellas Verona – Roma doveva rappresentare semplicemente l’esordio dei due club in Serie A. Una partita conclusasi con uno zero zero emozionante tra pali, traverse e occasioni clamorose per entrambe le compagini. Il risultato, archiviato con un pareggio, sembrava uno dei tanti, ma ecco arrivare il ribaltone. Si, perché nei giorni successivi, al match, si scopre che i capitolini avrebbero inserito il centrocampista Diawara nella lista degli under 22, seppur il giocatore abbia compiuto ormai 23 anni contravvenendo al regolamento della FIGC. Tutto ciò ha del clamoroso e porterà ad una sconfitta a tavolino per i giallo-rossi. Una svista che non si addice ad una società di Serie A, impossibile da compiere per dei professionisti del settore. La Roma ed i suoi tifosi, però, possono consolarsi. Infatti non é la prima volta che accade un fatto cosi insolito in uno dei massimi campionati europei.

Le sviste più clamorose della storia del calcio

Iniziamo con un racconto proveniente dalla Spagna, dominio indiscusso, negli ultimi anni, di Barcellona e Real Madrid. Il fattaccio avviene nella stagione 1994/1995 e ha come protagonisti il Real Madrid e l’allenatore Jorge Valdano. I galacticos pareggiano in casa (per 1-1) contro il Compostela (ebbene si la città di  Compostela non é famosa solo per il pellegrinaggio). Cosa accadde di eclatante? Semplice, mister Valdano schierò ben 4 extracomunitari (vietato dal regolamento dell’epoca) ma, colpo di scena, furbescamente il Compostela non presentò ricorso, perché comunque un pareggio con i Blancos non capita mica  tutti i giorni. 

Proseguiamo parlando di una vecchia conoscenza del calcio nostrano: Rafa Benitez, che nel 2001, con il suo Valencia, si vide comminare una sconfitta a tavolino per un errore simile a quello del collega Jorge Valdano (di cui parlato sopra). Benitez schierò, al 90 esimo, il rumeno Dennis Serban superando, anch’egli, il limite dei 4 extracomunitari schierabili in contemporanea. Esito: sconfitta a tavolino contro il Novelda 

Ma rimaniamo in Spagna, precisamente 5 anni fa, quando Osasuna e Mirandes si sfidarono in Coppa del Re. L’Osasuna schierò Unai Garcia, ma il calciatore in questione risultava squalificato. Figura barbina per lo staff dell’Osasuna e sconfitta a tavolino, non poteva essere altrimenti. 

Al di là delle Alpi

Ci trasferiamo in Francia, dove a causa di un fax andato perduto chissà dove e come, il Psg perse una partita a tavolino, contro la Steaua Bucarest, schierando un giocatore squalificato, tale Laurent Fournier.

Torniamo in Italia, parlando di una leggenda del calcio nostrano: Giovanni Trapattoni. Ebbene si, anche il “Trap” finì nel garbuglio dei regolamenti calcistici. Siamo nell’Aprile del 1995 e durante un match contro l’Eintracht Francoforte il ct, ai tempi al comando del Bayern Monaco, schierò Didi Hamann come quarto dilettante. Il regolamento parlava chiaro: “massimo tre dilettanti, in campo, contemporaneamente”. Esito scontato: sconfitta per 2 a 0.

Sviste internazionali

Ma le sviste regolamentari non avvengono solamente a livello nazionale. Ebbene si, nella stagione 1992/1993 si sfidarono, in Champions League, in un doppio match andata e ritorno, Stoccarda e Leeds. La Uefa dovette intervenire poiché nella gara di ritorno i tedeschi schierarono più di tre stranieri. Questa volta l’esito fu differente, infatti si giocò un match in campo neutro, una specie di ”bella” che vide trionfare gli inglesi del Leeds.

Problemi in Coppa Italia

Ma veniamo ai giorni nostri. Stagione 2015/2016, Coppa Italia.  Scesero in campo Spal e Catania con i ferraresi che si imposero per 1-0 ma che poi furono penalizzati con una sconfitta a tavolino per 3-0. Il motivo? La Spal schierò Mattia Finotto, squalificato ben 2 anni prima durante un match di Coppa Italia contro l’Avellino.

Insomma gli esempi sono molteplici, alcune sviste hanno del clamoroso con match di livello internazionale, altre vedono come protagonisti club piccoli, che però navigano nel mondo del professionismo. Il caso “Diawara” non sarà ne il primo ne l’ultimo, possiamo starne certi.