È stata una stagione da montagne russe quella dello Stoccarda, che ha invertito la rotta non appena ha deciso, a fine gennaio, di cambiare macchinista, di esonerare quindi Hannes Wolf e affidare a Tayfun Korkut il compito di risollevare una squadra finita pericolosamente in zona retrocessione.

Il 44enne turco, ex allenatore di Hannover 96, Kaiserlautern e Bayer Leverkusen, ha accettato la sfida e ha stupito tutti: grazie ad una media punti di 2,21 punti a partita, ha risollevato la squadra, spenta e disunita, trasformandola nella squadra rivelazione della Bundesliga.

Un’inversione di marcia decisa ha permesso alla squadra di piazzarsi settima in campionato, ad un passo dalla qualificazione in Europa League, che potrebbe comunque arrivare qualora il Bayern Monaco, sconfitto proprio ieri dagli svevi per 1-4, dovesse vincere la finale di coppa di Germania contro l’Eintracht Francoforte tra 6 giorni.

Turco ma tedesco d’adozione,  Korkut ha vissuto la stagione delle prime volte, poiché mai prima di quest’anno aveva vinto quattro partite consecutive da allenatore e l’unica città in cui poteva farlo non poteva che essere Stoccarda, sua città natale.

Era stato accolto tra dubbi e perplessità, perché accompagnato da uno score da allenatore in Bundesliga abbastanza tragico – 64 punti conquistati in 57 partite- un cambio di panchina all’anno dal 2014 e il dubbio di non saper gestire un calciatore in calo ma dalla carta di identità abbastanza ingombrante, quel Mario Gomez arrivato durante il mercato invernale che, anche grazie al nuovo tecnico, è passato dall’essere l’unica ancora di salvezza per i biancorossi all’essere la sua più luminosa punta di diamante. Per l’ex viola 8 centri in 16 partite e tanta voglia di dimostrarsi leader e veterano nella squadra che per prima aveva creduto in lui, facendolo debuttare in Bundesliga nel 2003.

Affidabilità, fisicità e cinismo, dunque, gli ingredienti dell’ottovolante di Korkut, che però svela l’ingrediente segreto della sua macchina dei miracoli a chi gli chiede come guarderà la finale di coppa di Germania: “Con un bicchiere di vino rosso in mano“.

Giuseppe Lopinto