Leggendo il titolo qualcuno potrà storcere il naso: come fa una squadra che veniva da 4 vittorie consecutive (prima di ieri) essere considerata in crisi?.

La risposta è semplice: la Roma è in crisi di gioco, identità ed anche di risultati. I 4 successi consecutivi sono arrivati dopo le prime partite balbettanti. Essi hanno fatto credere che la Roma fosse (quasi) tornata sui livelli dello scorso anno, quando arrivò vicina ad eliminare il Liverpool in semifinale di Champion’s League.

Ma allora, com’è possibile che una squadra capace di sfiorare la finale di Kiev possa essere, a distanza di pochi mesi, in una situazione di crisi simile?

MERCATO

In questi casi il primo imputato è, quasi sempre, il mercato e chi lo conduce. Le cessioni di Nainggolan, Strootman ed Alisson hanno indebolito la squadra sia nel rettangolo verde, sia nello spogliatoio. Questa mancanza non è riuscita (ancora) ad essere sopperiti dai nuovi acquisti. Il mercato effettuato da Monchi è stato improntato al futuro: sono arrivati ottimi prospetti, come Kluivert Coric e lo stesso Cristante, ma anche giocatori “pronti all’uso” come ad esempio Pastore. Fin qui però la resa dei nuovi non è riuscita a far dimenticato al pubblico di Roma e all’allenatore i tre partenti.

ALLENATORE

Sembra assurdo criticare chi, solo pochi mesi fa, ti ha permesso di vivere un sogno. Invece anche l’allenatore abruzzese è finito sul banco degli imputati: scelte sbagliate ed una certa difficoltà a cambiare modulo sono state le accuse che gli sono state rivolte. Fermo restando che, a parere di chi scrive, l’allenatore è quello che ha meno responsabilità, è giusto sottolineare come anche lui sembra in confusione. Il tecnico ha effettuato delle scelte difficili da comprendere dall’esterno. Nella partita di ieri, ad esempio, sotto 0-2 Di Francesco ha inserito Coric (esordio stagionale per il talento croato) e Pastore, ancora indietro di condizione,oppure  Zaniolo titolare al Bernabeu e sparito dai radar.

FATTORE OLIMPICO

C’era una volta il fattore campo. Tra le mura amiche la Roma di Di francesco ha una media punti pari a 1,79. Troppo poco per una squadra che vuole puntare ad entrare, senza patemi, nella prossima Champion’s League. Come viene citato dal Corriere della Sera il fattore Olimpico non è qualcosa che riguarda solo Eusebio Di Francesco. Nell’era Pallotta il migliore per media punti è Luciano Spalletti con 2,52 seguito da Rudi Garcia con 2,23, il peggiore è Zeman con 1,63. Questa statistica indica come tutti gli allenatore abbiamo avuto problemi a rendere un fattore il campo amico. Questa sensazione è stata confermata anche da Manolas in una intervista alla Gazzetta dello Sport nella giornata di ieri. Nello specifico il greco ha sottolineato la differenza di calore emanato dal pubblico in Serie A ed in Champion’s League dove invece la Roma sta disputando delle ottime partite casalinghe.