“Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”

Si sa, il sorteggio dei gironi di Champions è uno di quei classici momenti in cui ti appelli a ogni cosa pur di finire in un girone abbordabile. E allora: cornetto in mano, ferro di cavallo e la famosa filastrocca occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio. C’è chi non crede nella sfortuna, va bene, ma meglio non sfidarla. Dunque, ogni gesto apotropaico è giustificato. E poi c’è chi è fortunato di natura; chi non ha bisogno di tutto questo. Tra questi “fortunati” c’è senza dubbio il Porto. Quest’anno il suo sorteggio è stato davvero buono: girone D con Lokomotiv Moska-Schalke-Galatasaray. Ma la sua fortuna non si può definire di certo passeggera. Analizziamo insieme gli ultimi 7 anni, della serie “vedere per credere”.

2011/2012 – Siamo al primo anno dopo Villas Boas, il tecnico del mini triplete del Porto: coppa nazionale, campionato ed Europa League. Al suo posto, arriva Vitor Pereira. E subito un sorteggio fortunato in Champions: girone G (segnatevi questa lettera) con Shakhtar-Apoel-Zenit. Ma la fortuna per il club portoghese finisce qui, perché alla fine arriva terzo nel girone, con conseguente eliminazione.

2012/2013 – Nonostante il cattivo risultato “europeo”, Vitor Pereira viene riconfermato sulla panchina del Porto. E la scelta della società viene premiata, perché i dragoes superano bene il girone di qualificazione ed accedono agli ottavi di finale, dove però vengono eliminati dagli spagnoli del Malaga. Ma c’è da dire che anche in quella occasione il girone non fu di certo proibitivo: gruppo A con Dinamo Zagabria-PSG-Dinamo Kiev.

2013/2014 – Altro anno, stessa fortuna. Ma forse leggermente meno rispetto alle passate stagioni: i portoghesi finiscono nel girone G (ancora una volta) con Atletico Madrid-Zenit-Austria Vienna. Gli spagnoli e i russi non sono però avversari semplici da affrontare e il Porto viene eliminato dalla competizione, chiudendo al terzo posto nel girone.

2014/2015 – E’ un ottimo anno per i dragoes: primo posto nel gruppo H (Porto-Shakhtar-Atletico Bilbao-Bate Borisov) con la bellezza di 14 punti e il quarto di finale di lustro contro il Bayern Monaco. Sfida affascinante, ma i bavaresi si dimostrano superiori nella doppia sfida e passano il turno.

2015/2016 – Siamo ai sorteggi di Champions e il Porto è ancora lì (saranno fortunati, ma ci sono sempre). Le palline ruotano e alla fine i dragoes finiscono nel girone G (ma dai?) con Chelsea-Dinamo Kiev-Maccabi Tel-Aviv. Qualificazione semplice? Non proprio, perché i portoghesi escono arrivando dietro a Chelsea e Dinamo Kiev.

2016/2017 – Il Leicester, Copenaghen e Club Brugge sono i compagni di girone (G) del Porto. I portoghesi arrivano secondi dietro agli inglesi. Ma agli ottavi c’è la Juve e una eliminazione maturata nella doppia sfida.

2017/2018 – L’anno scorso il Porto affronta il Besiktas, Lipsia e Monaco nel gruppo G (e con questo siamo a 5!) e finisce secondo. Anche qui, eliminazione agli ottavi, ad opera del Liverpool.

Insomma, due cose appaiono certe: il girone semplice per il Porto (a questo punto parlerei di vera abilità) e il gruppo G. Vi lascio allora con una domanda/provocazione: e se Bela Guttmann con le sue frasi, oltre che sfortuna al Benfica, abbia portato fortuna al Porto?

A cura di Filippo Angelo Porta (@FilippoPorta)

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