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Davide Calabria, età 24 anni compiuti il 6 dicembre scorso. Partita dopo partita sta confermando l’anima da perfetto soldatino, quello che qualsiasi saggio comandante vorrebbero avere nel proprio reggimento. Un modesto elogio e semplici scuse

SOLDATINO CALABRIA

Il titolo dell’articolo può trarre in inganno: Davide Calabria da Brescia non è e non sarà come chi è famoso per l’appellativo “Soldatino“, cioè Angelo Di Livio. Un calciatore differente rispetto al terzino scuola Milan, per le origini, per la posizione in campo e per la storia calcistica. Poi mica Davide è l’idolo di Crapanzano

 

Siccome siamo buoni, vi mettiamo il link alla citazione, giusto per quei pochi infedeli che non conoscono Bancomat e il suo compagno di cella

Calabria sta dimostrando di avere la stoffa del perfetto soldato, così come l’ex-centrocapista di Juventus e Fiorentina ha perfettamente rispettato l’epiteto assegnatogli ad inizio carriera: attento, disponibile, lavoratore, silenzioso, ligio al dovere e al sacrificio, pronto ad offendere quando necessario. Con queste armi a disposizione non è certo fatto strano che tutti i sergenti del rettangolo verde vorrebbero avere questo cadetto, mentre i generali vorrebbero affliggere le sue immagini per lanciare campagne di arruolamento per giovani leve.

Ritornando a 365 giorni fa il 24enne non godeva purtroppo della stessa fiducia: complice anche una stagione anomala per il Milan, non è riuscito a conquistarsi la piena fiducia dei tifosi milanisti, dopo un’annata 2018/19 abbastanza proficua sotto il sergente Gattuso. Non a caso la suddetta campagna di Serie A terminò con un quinto posto, ad un solo metro dalla “Linea Champions”. Fu proprio durante la guida del veterano di guerra rossonero che Calabria riuscì ad inanellare prestazione di livello eccellente, salvo poi infortunarsi (frattura al perone, ndr) ed essere costretto a saltare le ultime 5 partite di campionato, stop che condizionerà le gerarchie e metterà in prima fila Andrea Conti. Lo stesso infortunio che colpi il laterale ex-Atalanta nel 2018 si replica nello scorso luglio, costringendo la dirigenza rossonera a bloccare seduta stante il trasferimento (si vociferava l’interesse del Cagliari), consegnandoli la maglia titolare in fascia destra.

Nel tempo molti seguaci rossoneri hanno espresso perplessità nelle scelta di trattenere Calabria, suggerendo a più riprese di rinforzare la zona, nonchè reazioni positive ad una sua possibile cessione. E’ inutile nascondersi dietro i risultati, i social sono ricolmi di ogni tipo di commento negativo e insulto (ahinoi), basta semplicemente scorrere di più nel suo profilo. In questo clima non proprio d’amore, il soldato semplice Calabria ha saputo mantenere il sangue freddo ed è riuscito nell’impresa di schivare i colpi del nemico, riconquistando la fiducia dei propri haters a suon di prestazioni. Semplicemente in silenzio, senza protestare o alzare il capo, come ci insegna il decalogo del perfetto soldato. Visto il fisico minuto, appunto il Soldatino. Per questo forse le scuse da chi lo ha denigrato troppo frettolosamente sarebbero necessarie, ed è lo scopo di queste frasi che state leggendo.

Dati alla mano, quest’anno il nostro cadetto ha ottenuto fin qua una media voto di 6.31 in 18 partite di Serie A (dati di Fantacalcio.it), mentre rispettivamente 5.76 lo scorso anno, 5.90 la stagione 2018/19 e 5.97 quella 2017/18. Un trend che testimonia quanto di buono ha fatto il bresciano negli ultimi mesi, tanto da conquistarsi la promozione nel corpo d’elitè italiano sotto il generale Mancini. Non da meno sono le quantità di occasioni create: pali a parte, Calabria ha saputo diventare un punto di riferimento per l’offensiva del Milan, riuscendo a mettere parzialmente in ombra la controparte mancina Theo Hernandez, che ha peccato di una marcata incostanza (bassi bassissimi e alti altissimi).

Il lavoro ha sicuramente pagato i sacrifici fatti dal calciatore durante gli ultimi mesi, tanto da essere diventato uno dei simboli della campagna del generale Pioli e del colonnello Ibrahimovic. Tutto questo è accaduto sebbene Calabria non appartenga ai tiratori scelti come Calhanoglu, nemmeno al reparto panzer del colonnello Kessiè, tantomeno alla contraerei del tenente Kjaer. Chissà, magari nella campagna europea di questa estate ci sarà posto anche per lui nei ranghi dell’Italia…