Quando si parla di grandi squadre, si collega inconsciamente il loro prestigio ad uno o massimo due calciatori che giocano o che hanno giocato con quella maglia addosso.

A volte, però, capita che i calciatori oggettivamente più importanti per quella squadra non siano effettivamente quelli maggiormente blasonati e fotografati.

Il Siviglia è una di quelle squadre in cui l’uomo della provvidenza non coincide quasi mai con il calciatore più ricercato dalla stampa.

Partiamo da luglio 2016. Tra le fila del club spagnolo più longevo di sempre approda Wissam Ben Yedder, classe 1990, dal Tolosa. Di ruolo attaccante, di nazionalità francese e di origine tunisina. Numeri modesti (63 gol in 6 anni in Francia, una media di 10 all’anno) e nessuna tra le sue caratteristiche fisiche salta all’occhio con particolare attenzione. Alto 1,70 cm, veloce ma non fulminante, in molti lo hanno da subito considerato un panchinaro, una riserva da far entrare a gara in corso.

Facciamo adesso un salto temporale in avanti. Siamo nel 2019 e Ben Yedder è ancora ben lontano dai flash dei media più accecanti, non è ancora il calciatore della squadra andalusa più acclamato dalla critica ma, senza ombra di dubbio, è il suo uomo più importante.

C’era nel 2016, quando Jovetic e Konoplyanka avevano assunto, mediaticamente, l’importanza del ruolo lasciato libero l’anno prima da Carlos Bacca. C’era nel 2017, quando Luis Muriel era arrivato in Spagna accaparrandosi i titoloni di ogni prima pagina biancorossa. C’era nel 2018, quando il ritorno a casa di Aleix Vidal e l’acquisto di Andrè Silva si erano presi la scena. C’è anche nel 2019, quando proprio Andrè Silva, protagonista di un grande avvio di stagione, vive un mese di febbraio molto deludente.

In questi anni, Ben Yedder è riuscito, in punta di piedi e gol dopo gol, a raccogliere l’eredità e l’implacabilità dei più forti bomber rojiblancos. Da Luis Fabiano a Kanoutè, da Bacca a Gameiro.

C’era il 26 settembre 2017, quando realizzò una tripletta in Champions League contro il Maribor diventando il primo giocatore nella storia del club iberico a riuscirci. C’era il 21 novembre seguente, quando segnò una doppietta al Liverpool diventando il giocatore più prolifico del Siviglia nella storia della Champions. C’era nel 2018 quando, con una doppietta in 4 minuti, estromise il Manchester United di Mourinho dall’Europa. C’era una settimana fa all’Olimpico contro la Lazio. C’era soprattutto ieri sera, sempre contro i capitolini, al Sanchez Pizjuan.

Gol all’andata (0-1) , gol al ritorno (2-0). Gol quando serve, gol nei momenti più importanti. Adesso sono già 21 quelli stagionali complessivi ma, se il Siviglia ne avrà davvero bisogno, lui sarà ancora una volta pronto ad incrementare, in maniera silenziosa ma provvidenziale, il suo score.

Giuseppe Lopinto