Wu Lei

A un certo punto, nella vita, tutti quanti sentiamo il bisogno di metterci alla prova, di uscire dalla noiosa quotidianità e iniziare qualcosa di nuovo: c’è chi cambia lavoro e prova a reinventarsi, chi intraprende un’avventura all’estero e chi si limita a sognare. Chissà se anche Wu Lei ha sentito quel bisogno, ed è proprio quel bisogno che l’ha spinto a dare una nuova spinta a quella carriera.

Per chi non lo conoscesse, vi diciamo che Wu Lei è probabilmente il giocatore più forte del continente asiatico. E, per completare il tutto, diciamo che il più forte tra quelli che giocano nei confini dell’Asia, ma soprattutto il più forte a non aver mai giocato in Europa (finora). In Cina, viene idolatrato, e per buoni motivi: ha esordito nel calcio locale a 14 anni e 287 giorni, nel lontano 2016, con la maglia dello Shanghai SIPG, che dal momento del suo esordio ha cambiato due volte nome prima di assumere la denominazione attuale. Per capirci, è stato la bandiera del club, e l’ha visto passare da squadra della seconda divisione a campione della Cina, dai talenti locali ai big mondiali (Hulk, Oscar ed Elkeson gli stranieri in rosa, Vitor Pereira il tecnico): insomma, ha giocato per tutta la sua carriera nell’SIPG e con un’autentica escalation.

Perchè Wu Lei sarebbe un’ala che gioca prevalentemente a sinistra, ma segna come un attaccante: il suo score parla di 169 gol segnati in 344 gare con la maglia dello Shanghai SIPG, ma soprattutto di un ”bottino” crescente. 15 gol nel 2013, 12 nel 2014, 14 nel 2015 e nel 2016, 20 nel 2017 e soprattutto 27 reti in 29 partite nel 2018, l’annata che ha consegnato il primo titolo di campione nazionale al suo Shanghai SIPG. Leader nel club, leader in Nazionale: con la selezione allenata da Marcello Lippi vanta 63 presenze e 15 reti, due delle quali segnate nella Coppa d’Asia 2019, che ha visto la Cina uscire ai quarti contro l’Iran. A 27 anni, e da miglior giocatore del continente asiatico e trascinatore di club/nazionale, Wu Lei aveva il mondo in pugno, ma ha deciso di cambiare tutto in nome di una sfida.

Da anni, dalla sua esplosione e dalla sua crescita costante, tutti gli appassionati del football d’Asia si chiedono cosa possa fare Wu Lei in un calcio diverso come quello europeo, e probabilmente se lo chiedeva lui stesso. Lo scopriranno in questo 2019, dato che l’esterno offensivo asiatico ha deciso di intraprendere una sfida difficile e stimolante: Wu Lei è stato ingaggiato dall’Espanyol per la più classica delle ”undisclosed fee”, diventando il secondo cinese nella Liga (il primo, Zhang Chengdong, fece una presenza simbolica nel Rayo 2015-16). Si cimenterà con uno dei campionati più tecnici d’Europa, giocando nella città di Lionel Messi e in una squadra che sa valorizzare i talenti: ci arriva da re del calcio asiatico, e di fatto dovrà ripartire da zero e mostrare tutto il proprio talento.

Lo aiuterà un ambiente ”amico”: l’Espanyol è di proprietà del Rastar Group, che ha sede a Hong Kong e opera nel settore dei videogiochi. Insomma, l’Espanyol ”cinese” ha fiutato l’occasione di mostrare a tutti che il miglior calciatore locale può cavarsela in Europa, nonchè di fare grandi ricavi col marketing in Cina: vedremo se l’azzardo funzionerà, oppure se Wu Lei sarà condannato al rientro in patria. Il talento non manca alla stella della Cina, che però arriva relativamente tardi in Europa: a 27 anni (classe ’91) dovrà cimentarsi con un calcio e una lingua totalmente nuovi, e con un campionato molto esigente. Vedremo come si comporterà, ma apprezziamo la sua voglia di mettersi alla prova: Wu Lei saprà stupire la Liga? Lo scopriremo.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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