programma

L’idea era nell’aria da tempo. Solo qualche giorno fa però,  lo stesso Tavecchio si è esposto pubblicamente in merito (leggi qui le dichiarazioni). Dal prossimo anno anche la Serie A si adatterà alle “leggi” del mercato per quanto riguarda i diritti TV.

Attualmente il programma standard del weekend prevede:

  • anticipi del sabato alle 18.00 e alle 20.45;
  • lunch-match della domenica alle 12.30;
  • partite pomeridiane della domenica alle 15.00;
  • posticipo della domenica alle 20.45;

Non sono rare però modifiche per facilitare quelle squadre che partecipano alle coppe oppure per ragioni di ordine pubblico. Un esempio sono gli anticipi del venerdì, le partite alle 15.00 del sabato o alle 18.00 della domenica e il monday night. Variazioni dei classici orari, che portano i tifosi ad una protesta insensata, senza fondamento. Nel mondo del calcio ormai non esistono idee giuste o sbagliate ma idee che portano più soldi di altre. Il tifoso medio che si lamenta di come la Serie A non sia più come una volta, è anche lo stesso che pretende che la propria squadra investa per calciatori di qualità (giustamente).

Questa possibilità potrebbe avverarsi con questo adattamento al mercato che andrà in porto dall’anno prossimo. Le esigenze dei mercati asiatici (soprattutto) ma anche americani portano a rendere, come già detto, il programma sempre più uno spezzatino. L’idea è di utilizzare i seguenti orari:

  • venerdì alle 20.45;
  • sabato alle 12.30, alle 18.00 e alle 20.45;
  • domenica alle 12.30, alle 15.00 (tre partite) e alle 20.45;
  • lunedì alle 20.45.

Ribadendo che noi non dobbiamo copiare nessuno (in merito a questo leggi anche questo editoriale), l’idea di Tavecchio è quella di allinearsi alla Liga che già attua questa divisione degli orari. I più romantici soffriranno, le casse della Lega e delle società rideranno, i tifosi saranno costretti a maggiori sacrifici ma magari non saranno poi così tanti. Se si vuole provare a cambiare le sorti del nostro campionato, bisogna tentare alcuni azzardi. Solo vedendolo in atto si potrà giudicare questo cambiamento come positivo o negativo.

di Stefano Pietrarelli (Twitter: @SPietrarelli97)

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