Quintero

Nel 2013, Juan Fernando Quintero toccava il cielo con un dito. Era arrivato nell’estate 2012 al Pescara, sottovalutato da tutti: gli abruzzesi dovevano sostituire Marco Verratti, passato direttamente dalla Serie B al PSG con buona pace delle big nostrane, e puntarono tutto su un classe ’93 proveniente dalla Colombia. La ”nascita” calcistica griffata Envigado è garanzia di talento, chiedere per credere a Falcao, James Rodriguez e Fredy Guarin, ma Juanfer Quintero venne ugualmente trattato come il ”prossimo bidone”. Succede spesso coi talenti sudamericani: alcuni si crogiolano su questa valutazione e si squagliano come neve al sole tra mancato utilizzo ed errori propri (Gabigol), altri invece dimostrano tutto il proprio valore.

Tra questi, Quintero, che riuscì ad imporsi in un Pescara retrocesso senza appello: Juanfer, nato trequartista e abituato a svariare su tutta la trequarti, giocava anche da regista e/o mezzala, e diventò una delle assolute rivelazioni della Serie A. Il Pescara lo riscattò, e poi lo cedette al Porto per 12mln: sembrava l’inizio di una grande carriera, invece divenne l’inizio del declino. In Portogallo, Juanfer non è mai riuscito ad imporsi: è stato prestato al Rennes, e poi all’Independiente Medellin perchè ”troppo grasso”. Qui, nella sua Colombia, ha toccato il fondo ed ha iniziato a risalire: col DIM, Quintero si è rilanciato, e si è guadagnato la chiamata del River Plate all’inizio del 2018. Un prestito per risalire definitivamente, o consegnarsi all’anonimato. Juanfer Quintero ha scelto la seconda opzione, tornando un giocatore di altissimo profilo.

GOL, TECNICA E NUMERO 10: LA RINASCITA DI JUANFER QUINTERO

Un primo sprazzo della rinascita di Quintero si era visto nei Mondiali, quando fu (con Yerry Mina) il migliore della Colombia, ma è nella stagione 2018-19 che Juanfer ha deciso di tornare una delle stelle del calcio sudamericano. Nella Copa Libertadores vinta dal River Plate, Quintero è stato decisivo, e non solo per il gol in finale: la sua tecnica e la sua grinta sono state fondamentali per spaccare le gare dalla panchina, il livello delle sue giocate sempre altissimo e necessario per tirare fuori dai guai il River Plate. Ma la rinascita di Juanfer viene ufficializzata anche dai suoi numeri: nei mesi iniziali col River Plate, aveva segnato due reti in più di venti gare, nelle 11 gare della Superliga Argentina disputate sin qui ne ha segnati quattro, tutti decisivi. Gioca a tutto campo, segna da fuori area, segna inserendosi, semplicemente… segna: era già uno dei leader tecnici del River, ed è diventato il Leader (L maiuscola) dopo la cessione del Pity Martinez. Pity da cui ha ereditato la numero 10, onorandola appieno: per restare al River Plate ha rifiutato i milioni offerti dalla Cina (un club avrebbe pagato i 28mln della clausola rescissoria), e ora sta provando a riportare in alto il club che l’ha riscattato per 4mln complessivi, e migliorare ulteriormente le proprie stats.

Intanto, è diventato il primo straniero nella storia del River Plate a segnare un gol a Independiente, San Lorenzo, Boca Juniors e Racing, e in stagione ha punito anche il Velez di Heinze: emblematica, per capire il suo stato di grazia, la rete segnata nella notte italiana all’Academia. Una punizione da distanza siderale, ma soprattutto con un angolo vietato agli umani, o a chi possiede poca tecnica individuale: vedere per credere nel video sottostante. E ora, dopo mesi di altissimo rendimento, Juan Fernando Quintero sembra vicino a riguadagnarsi l’Europa: il Real Madrid lo seguiva nell’era-Lopetegui, ma tante big visionano un giocatore che potrebbe sembrare un ”veterano”, ma ha solo 25 anni e può ancora crescere tanto. A nostro avviso Juanfer meriterebbe un’altra chance europea, e saprebbe onorarla al meglio dopo gli errori portoghesi: qualcuno gliela darà? Lo speriamo.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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