Come ogni settimana Maurizio Sarri al termine delle partite del Napoli è un fiume in piena, oggi soprattutto a causa della quasi-rimonta subita in trasferta a Empoli.

Inizia parlando delle reazioni dei singoli giocatori al termine del match: “Un tecnico deve stare zitto e valutare le reazioni dei giocatori, se hanno o meno la mentalità giusto. C’è chi entra contento per il risultato, chi invece tirando madonne perchè quelli che rosicano sono quelli che hanno la mentalità giusta”.

Successivamente l’allenatore partenopeo polemizza sulle partite delle 12.30: “A Cagliari forse l’orario ha disturbato più loro, 12.30 di fine anno non è lo stesso di marzo o aprile, la differenza è enorme, in una giornata diversa ci si ritrova a giocare in un forno. Dimentichiamo che ci sono squadre che vengono da mesi in cui hanno giocato a basse temperature. Col Sassuolo ultimo anticipo alle 12.30 guarda caso a noi, è un caso che a me però rode, che rispetto c’è stato per noi? Che rispetto c’è stato per la Roma, uscita fuori col Lione palesemente per quel calendario. La Roma ha dominato tre tempi e guarda caso ha pagato sul secondo di Lione. Mi riferisco alla Roma, va bene, non al Napoli, noi saremmo usciti ugualmente col Real per la distanza che c’è. La Roma non è stata tutelata a livello europeo, è stato un signore Spalletti a non dirlo”.

Infine si lascia andare a qualche dichiarazione di mercato su Dries Mertens e Lorenzo Insigne: “Se un giocatore e l’entourage hanno altre idee, l’allenatore non può fare più di tanto. Sono situazioni che devono decidere loro e la società. Non essere sicuri di rimanere può far venire il senso d’appartenenza al progetto, ma il nostro è un limite mentale e non sotto questo punto di vista“.

Matteo Falleni (Twitter @matteofalleni_)

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