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Walter Sabatini, nuovo Responsabile dell’Area Tecnica della Sampdoria, si è presentato ai tifosi blucerchiati nella conferenza stampa di oggi.

Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni, riportate da “SampNews24“: “È stato bello poter scegliere di venire alla Sampdoria. Mi dà due opportunità: la prima è tornare a frequentare la mia utopia calcistica. È una cosa che facevo al Palermo, riguarda un modo di essere, di pensare di pormi davanti al calcio. Sette anni fa, ho contratto un debito con la Sampdoria che non ho risolto nella mia psiche: avevo fatto un accordo con Riccardo Garrone, accordo al quale ho dovuto venire meno. Ho colto in Garrone due tipi di sguardo: complice e indagatore. Ho dovuto dismettere questo accordo e ho incontrato il secondo sguardo di Garrone, che era di delusione. Oggi saldo questo debito, e per questo ringrazio tutto l’entourage blucerchiato per avermi voluto qui“.

Di seguito: “Credo che quando si lavora per un’azienda che ipoteticamente è inferiore alle altre, si debba coltivare l’ambizione di pensare di essere la Juventus, la Roma o l’Inter: non voglio considerare la Sampdoria subalterna a queste altre realtà. Io vivo di questo stato d’animo, di mettermi in discussione, di forgiare. Se non ho questo stimolo mi annoio, non potevo coltivare l’utopia alla Roma e all’Inter, che presupponevano una parità conclamata, qui invece posso coltivare ed elaborare una strategia forte per essere sempre competitivi“.

Sabatini torna poi sulla breve (e non molto positiva) esperienza all’Inter: “Quella è stata una feroce delusione, mi sono dimesso perché non mi sentivo in totale sintonia, non tanto con l’ambiente, quanto con Suning. Ero stato assunto per costituire un network internazionale poi sono cambiate alcune norme interne al governo cinese che si sono riflesse anche sul calcio e il progetto è andato in depressione. Mancando i presupposti, una mia permanenza sarebbe stata asfittica. Non vedevo come il mio modo di pensare e operare potesse coincidere con la proprietà cinese: sentivo di non potermi esprimere, di poter portare a buon fine le operazioni. Sono stati generosi ad accettare le mie dimissioni, è un rammarico, nessuna rivendicazione. Quando mi calo in un’altra realtà, mi dimentico quello che ho alle spalle. La società ha fatto delle scelte tecniche che condivido. Ho un piano di integrazione della rosa, non di rifacimento: non stravolgeremo la rosa, faremo scelte opportune. Non bastano i calciatori buoni, serve costruire un’idea forte e avere la coerenza forte di supportarla tutti i giorni“.

Raffaele Campo (@CampoRaffaele)