La Sampdoria? È il posto migliore per diventare un calciatore completo.” Parole e musica di Dennis Praet, centrocampista belga della squadra di mister Giampaolo, che dopo l’infortunio di inizio campionato è tornato in campo contro la Fiorentina e da quel momento non ne è più uscito. Prestazioni e rendimento sono tornati sopra alla media, con il belga che dopo quattro anni si è ripreso la maglia della sua nazionale. È proprio dal ritiro del Belgio che il classe ’94 ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, toccando varie tematiche. Queste le sue parole: “Peccato per l’infortunio di agosto, ma adesso è tutto ok. La fiducia aumenta giorno dopo giorno, la strada è lunga ed io lavoro duramente per diventare un giocatore completo, ma questa società è il posto migliore per farcela. Europa? Siamo una squadra di qualità e con un’ottima difesa. Bisogna crederci ed essere ambiziosi. Giampaolo è tra i migliori allenatori in circolazione, perfetto per chi, come noi giovani, si sta formando come calciatore: tatticamente è strepitoso. La sua idea di calcio è l’ideale per le mie caratteristiche. All’inizio è stato tutt’altro che facile. Faticavo, ma ora va alla grande. A centrocampo posso fare un po’ di tutto, sono a disposizione del mister. All’inizio speravo di fare il trequartista, il mio ruolo naturale, ma quest’anno mi sto divertendo anche da mezzala. Molto importate per me è anche la figura di mio padre: fa tutti i fine e settimana avanti e indietro dal Belgio per venire a vedermi a Marassi. È una guida, in campo e fuori. Ma questo vale per tutta la mia famiglia. Qui a Genova poi c’è anche un presidente eccezionale come Ferrero. Ha grande passione ed diverso dagli altri, ci è vicino sempre. Lo incontrai appena arrivato in Italia. Ero a Roma per le visite mediche, a pranzo mi vide tagliare gli spaghetti alla carbonara. Si arrabbiò moltissimo, ma che colpa ne avevo? Non sapevo ancora quale fosse il modo corretto per mangiarli. Il rinnovo? Ne stiamo parlando, è ciò che vogliamo sia io che la società. Credo sia normale che il mio sogno, come quello di chiunque, sia quello di vestire un giorno la maglia di un top club. Ma adesso sto bene qui. Juve? Ho sentito pure io certe voci ma non saprei. Fa piacere essere accostato a squadre importanti, ma ripeto che a Genova sono felice e voglio rimanere. Cosa farò in futuro? Di sicuro sarò nel mondo del calcio. Non avrei mai pensato di vedermi come allenatore ma dopo aver incontrato Giampaolo mi sto ricredendo. Differenze fra lui e il CT Martinez? Sostanzialmente tattiche. Il primo vuole i reparti strettissimi, il secondo predilige giocare più lunghi. Lo vedrei bene in Italia.”

A cura di Gabriele Burini (@gabrieleburini)

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