Dalla Russia arrivano importanti novità riguardanti gli impianti che faranno da teatro a Russia 2018. Il 28 marzo, infatti, è stato riaperto lo Stadio Olimpico Fišt, inaugurato nel 2013 ad Adler, piccola cittadina che fa parte della municipalità di Soči, città situata sulle rive del Mar Nero nel territorio di Krasnodar. Nell’impianto si erano svolte le cerimonie di apertura e chiusura dei XXII giochi olimpici invernali e dei XI giochi paralimpici invenali. La struttura è stata (re)inaugurata pochi giorni fa, in occasione dell’amichevole fra Belgio e Russia, conclusasi sul 3-3. Lo stadio, non ancora utilizzabile al 100%, avrà una capienza di circa 47.000 posti.

La ristrutturazione dell’impianto è costata quasi 53 milioni di dollari, che si aggiungono ai più di 400 spesi per la sua costruzione. Dopo il Mondiale del 2018, però, lo stadio rischia di cadere nuovamente nel dimenticatoio, dato che non c’è nessun club di alto livello che riuscirà a riempire almeno metà della struttura: l’Fc Soči, dopo essersi ritirata dal calcio nel 2013, è stata rifondata nel 2016 e attualmente milita nella terza divisione russa; ad ospitare le partite interne di questa squadra è il Sochi Central Stadium, che ha una capienza di 10.200 posti. E il mantenimento del Fist Stadium potrebbe costare circa 7-8 milioni di dollari all’anno.

L’impianto, comunque, almeno nel prossimo futuro, sarà teatro di grandissime sfide: a giugno ospiterà quattro partite della Confederations Cup (tra cui una semifinale), mentre nel 2018 sarà uno dei dodici stadi che verranno impiegati per il Mondiale.

Dopo l’Olimpiade e la successiva chiusura, il Fišt Stadium di Soči si prepara a vivere una seconda giovinezza grazie alla Fifa World Cup.

A cura di Francesco Cisternino (Twitter @francescocist)

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