E’ positivo l’impatto del Var nel campionato italiano. L’opinione di Roberto Rosetti, 50 anni, ex arbitro e responsabile del progetto in Italia, è che la tecnologia in campo sia un prezioso aiuto per gli arbitri e eviti errori e polemiche. La moviola in campo, che sarà di scena anche ai Mondiali in Russia, è anzi una “rivoluzione epocale“.

Basta poco per interpretare male una situazione – dice Rosetti – una prospettiva sbagliata o un giocatore che si frappone tra arbitro e azione. Ogni errore può danneggiare squadre, federazioni e soprattutto l’arbitro stesso. Con il Var il margine di errore è molto ridotto: la possibilità di fare rewind e tornare indietro nel tempo permette di rimettere gli eventi sulla giusta rotta“.

Le polemiche, ammette l’ex direttore di gara, non si sono placate ma, sicuramente, molto ridotte: “Prima si discuteva di palloni entrati di un metro, ora di un fuorigioco di un centimetro. Figc e Lega Serie A hanno avuto coraggio e lungimiranza“. Sono anche diminuite le discussioni in campo: niente più proteste plateali o capannelli di giocatori a circondare l’arbitro: il numero di ammonizioni si è ridotto del 20%, quello delle espulsioni del 25%. E gli arbitri si sentono più sereni per l’aiuto che hanno fuori dal campo, hanno molta meno pressione.

Guardando alla sua carriera, Rosetti individua un episodio in cui il Var sarebbe stato un aiuto fondamentale: “Messico-Argentina, Mondiali 2010. Tevez segnò in palese fuorigioco e io convalidai. Senza quell’episodio, probabilmente saremmo andati oltre“.

Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Marcello Nicchi, oltre ad apprezzare la svolta tecnologica della Serie A, aveva parlato di resistenze all’interno dell’Uefa per portare il Var anche in Champions ed Europa League. Farlo, aveva spiegato, significherebbe portare una tecnica in Paesi che ancora non la hanno. Secondo il dg Michele Uva “ci vorranno anni“. Nicchi non aveva nemmeno assicurato la presenza del Var nella prossima stagione di Serie A.

Stefano Francescato