Da grande talento che era alla Samp, adesso Patrik Schick sembra essersi smarrito non rendendo come tutti si aspettavano. Cosa succede al giovane ceco?

L’attaccante ex Sampdoria, dopo una grandissima annata in blucerchiato nel 2016/2017 è passato alla Juventus. Il giocatore però, a causa di un problema cardiaco temporaneo, non ha superato le visite mediche ed ecco quindi che si è scatenata una vera e propria asta per lui. Ad aggiudicarselo è stata la Roma, che non essendo riuscita a prendere l’esterno destro al posto di Salah, si è voluta assicurare il talento ceco. La società giallorossa, viste anche le grandi prestazioni con la maglia della Samp, ha deciso di spendere una cifra molto importante (42 milioni totali). Schick a Genova ha messo in mostra tutte le sue ottime qualità: velocità, tecnica e visione di gioco. A Trigoria erano sicuri del grande impatto che avrebbe avuto con la squadra romanista. Ma qualcosa evidentemente ancora non ha funzionato.

Eusebio Di Francesco, appena è arrivato Patrik Schick nella capitale, ha deciso di schierarlo come ala destra convinto che il ragazzo potesse esprimere bene le sue qualità anche in un ruolo non proprio naturale per il talento. Infatti il classe ’96 ha sempre giocato come prima punta o seconda punta, sempre in una zona vicina alla porta quindi, dove poteva essere pericoloso in ogni momento. Il tecnico abruzzese però, vista anche l’ottima stagione di Dzeko, ha insistito per metterlo largo a destra. Il ceco però non ha mai reso come speravano a Trigoria. In qualche frangente ha fatto intravedere ciò che aveva fatto con la Sampdoria, ma poi non è riuscito a ripetersi. Addetti ai lavori e tifosi speravano che ogni momento potesse essere quello giusto per vedere Schick esplodere anche in giallorosso, ma così non è stato. Cosa c’è dietro a questa enorme fatica che sta incontrando il talento ceco ad esprimersi?

I fattori sono tanti, su tutti probabilmente, fiducia e continuità. L’importante cifra spesa dalla società romanista evidentemente pesa sulle prestazioni di Schick. Il giocatore, ogni volta che scende in campo, sente di dover dimostrare tutto il suo valore e questo inficia non poco sul risultato finale. Nonostante il talento indiscutibile, il classe ’96 sembra bloccato, come se non avesse più fiducia nei suoi mezzi. A trovare la fiducia necessaria servirebbe un episodio o, maggiormente, la continuità. Da quando è nella capitale Schick, per vari motivi, non ha mai giocato più di una partita da titolare. Per un ragazzo della sua età è fondamentale sentirsi importante e al centro di un progetto come quello giallorosso. A parte gli incoraggiamenti, davanti al pubblico, fatti da mister Di Francesco nei suoi confronti poi però non c’è stato tanto altro a livello pratico. Poche partite da titolare e quando subentra o gioca pochi minuti oppure viene messo esterno destro. Ad oggi, fiducia e continuità il ceco potrebbe trovarle visto che a livello fisico ha pienamente recuperato. Una dimostrazione di questo è l’ottima condizione fisica evidenziata nel pre-campionato e adesso, i buonissimi risultati raggiunti nei test Mapei svolti qualche giorno fa a Trigoria.

Ecco quindi la questione ruolo. Patrik Schick prima di arrivare a Roma, come detto, ha sempre giocato in una posizione centrale, da quando è nella capitale il ruolo più ricoperto è quello di esterno destro. A 21/22 anni si può imparare ancora tanto ed essere duttile nel calcio moderno è fondamentale, ecco perché un cambio ruolo poteva fare bene al giocatore ceco. Però ogni volta che viene schierato largo, non riesce mai ad incidere sulla gara. In attacco non brilla e in difesa non aiuta come un esterno dovrebbe. Un problema non da poco per la Roma, Di Francesco e il ragazzo. Il tecnico continua a schierarlo ala destra perché convinto che il classe ’96 riesca a ritrovarsi in quel ruolo. Una posizione nuova per il giocatore certo, ma che apparentemente (viste le qualità messe in mostra in blucerchiato) può ricoprire. Schick invece non sembra dello stesso avviso. In giallorosso sottotono e per nulla incisivo, in nazionale spesso determinante con i suoi gol. Cosa cambia? Il ruolo. Il classe ’96 è ancora giovane e può benissimo imparare a giocare ala destra, per il suo bene, non deve intestardirsi a voler giocare centralmente. Lo ha fatto Mandzukic (con ottimi risultati e un fisico non certamente da esterno) a trent’anni dopo una carriera passata da punta di peso può riuscirci anche il ceco. Dall’altra parte però Di Francesco deve anche andare in contro al suo giocatore e schierarlo più spesso e anche da punta centrale. Prima di tutto Schick deve ritrovare fiducia e continuità ecco quindi che il suo tecnico potrebbe alternarlo di più con Dzeko e poi spostarlo anche a destra.

Patrik Schick è passato dunque da grande colpo di mercato giallorosso ad oggetto misterioso. Ora sta a lui stesso in primis e mister Di Francesco ritrovare il talento cristallino del ceco.

Tommaso Prantera (@T_Prantera)