Arrivato a Roma nel 2015, il terzino nigeriano Abdullahi Nura aveva letteralmente stregato l’allora ds giallrosso Walter Sabatini, spingendolo a versare nelle casse de La Spezia 2,5 milioni di euro. Non male per un diciassettenne.

L’ambiente romano, già caldo di suo, inizia a prendere informazioni su questo esplosivo esterno e ne rimane colpito in positivo. Posizione, tecnica e soprattutto una clamorosa forza fisica. Purtroppo per lui però, dopo un anno passato in primavera, il grande salto non arriva mai. A fermarlo non è un calo di rendimento o una scarsa capacità ad affrontare le pressioni, nulla di tutto ciò.

Il primo segnale è il ginocchio. Nel maggio del 2016 il crociato destro di Nura fa crack costringendolo ad uno stop forzato di 7 mesi. Poco prima c’era stato in realtà il primo allarme cardiaco, una presunta miocardite che sembrava però gestibile. Sarà l’inizio della fine. In prima squadra non c’è spazio, si pensa allora ad un prestito che possa far crescere il giovane talento nigeriano. Ecco quindi che si fa sotto il Perugia proponendo nel gennaio 2018 alla Roma e al calciatore un prestito biennale. Accordo trovato e Nura che inizia la sua esperienza in terra umbra.

Dopo sole tre presenze arriva un nuovo stop. Il decesso di Davide Astori allarma tutto il mondo del calcio e spinge la Roma ad ulteriori controlli sulle condizioni cardiache del classe ’97. Il responso delle visite è chiaro: un mese a riposo. Ma è a luglio che arriva la prima vera mazzata. Il Perugia, proprio a causa di questi continui problemi, decide di interrompere il prestito di Nura e rispedirlo a Roma. Tornato nella capitale la situazione non cambia. Lo spazio in prima squadra non si trova, così come non si trova la miglior condizione fisico-cardiaca fino ad arrivare all’ultima, brutale, mancata idoneità sportiva che porta il nigeriano ad un passo dal ritiro a soli 21 anni.

Tra la Roma e Nura si è però creato un legame d’acciaio. La società giallorossa non ha alcuna intenzione di lasciare solo il ragazzo che, con il contratto in scadenza nel 2020, rischierebbe seriamente di “finire in mezzo ad una strada”. Ecco quindi che lo sport diventa umanità e proprio nella settimana dei “buu” razzisti nei confronti di Kessie e Bakayoko in MilanLazio, la Roma decide di inserire Nura nell’organigramma societario permettendogli di rimanere nel mondo del calcio. Non è ancora chiaro quale possa essere il ruolo del 21enne, probabilmente ruoterà attorno al mondo del settore giovanile, proprio come iniziò un altro sfortunato terzino giallorosso come Federico Balzaretti. Anche in quel caso Pallotta e soci non lasciarono solo il proprio tesserato, costretto ad dire addio al calcio a causa della pubalgia, e lo inserirono in società.

Gianmarco Ricci (@RicciGianm)