Nyon, 24 agosto: dopo il sorteggio dei gironi di Champions League, i tifosi italiani commentarono mediamente soddisfatti che in fondo due su tre avrebbero potuto passare agli ottavi. Si perché in pochissimi avrebbero dato qualche chance di qualificazione alla Roma di Eusebio di Francesco, partito così così in campionato e oggetto di qualche malumore interno (sulla nuova posizione di Nainggolan ad esempio).

Invece, dopo poco più di tre mesi, siamo qui a commentare il primo posto dei giallorossi nel girone, che hanno concluso a 11 punti come il Chelsea e scavalcato i londinesi per gli scontri diretti. La vittoria di misura di ieri sera racconta molto più del risultato: la squadra è matura, sa ottenere con sicurezza il risultato contro le piccole (senza nulla togliere a un Qarabag autore di un bellissimo girone) e soprattutto dà l’idea di poter segnare in qualsiasi momento.

Di Francesco ha imposto un 4-3-3 che forse tratterrà un po’ Nainggolan su compiti difensivi, ma esalta sia El Shaarawy, ormai pedina fondamentale dei giallorossi, e soprattutto Diego Perotti, quest’anno semplicemente immarcabile. La squadra dello scorso anno si appoggiava sull’araba fenice Edin Dzeko: quest’anno il bosniaco segna meno, ma attrae la difesa su di sé e lascia sfogare le strepitose ali ai suoi fianchi.

Nel mercato, il tocco di Monchi si è visto subito: colpi di prospettiva ma già pronti (Pellegrini) e uomini solidi con una grande esperienza all’estero. Il colpo-Kolarov, arrivato per soli cinque milioni, è probabilmente l’affare dell’anno.

La Roma ha iniziato contratta, pareggiando all’Olimpico contro l’Atletico favoritissimo e salvando lo 0-0 grazie ad Alisson (a proposito di piacevoli scoperte), ma è uscita forte: se le vittorie contro il Qarabag hanno confermato la nuova solidità giallorossa, con il Chelsea la prestazione è stata da grande squadra: sei gol in due partite, una vittoria e un pareggio subito all’ultimo, impensabile fino a pochissimi mesi fa. La Roma è arrivata alla penultima sfida con la serenità di poter perdere contro l’Atletico.

Ora arrivano gli ottavi, che la Roma non raggiunge dal quasi dieci anni: l’urna potrà essere positiva o negativa, perché i giallorossi ora non hanno paura.

Luca Mombellardo