Steven N’Zonzi, dopo un breve periodo di adattamento, si sta caricando la Roma sulle spalle a suon di prestazioni sempre più convincenti.

Giocare a calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile che ci sia” così parlava un certo Johan Cruyff. In questa frase c’è tutta l’essenza del calcio e non solo il mediano giallorosso incarna perfettamente questa filosofia. Il dribbling, le giocate spettacolari, se non fini a loro stesse sicuramente servono nel calcio, ma N’Zonzi non è di questo avviso. Lui è pragmatico. Anche la zona di campo dove agisce non gli permette di tenere troppo il pallone, lui lo sa ed è per questo che gioca quasi sempre a due tocchi. Lintelligenza del francese sta proprio nel vedere prima l’azione così una volta che gli arriva la palla sa già quello che deve fare. Un’intelligenza calcistica non così facile da trovare.

Il centrocampista francese è arrivato nella capitale come riserva di lusso di Daniele De Rossi, ma dopo qualche prestazione incerta e i vari problemi del capitano romanista, il classe ’88 ha preso, per forza di cose, in mano le chiavi del centrocampo giallorosso. Da quando è entrato stabilmente fra i titolari N’Zonzi sta dimostrando tutto il suo valore, le sue qualità e certo anche qualche carenza, ma l’esperienza del campione francese si fa sentire ed è fondamentale per lo scacchiere romanista.

Nessuno l’avrebbe mai detto, ma l’ex Siviglia è sempre tra i giocatori che percorrono più km a partita se non il primo. In quel ruolo si corre molto, ma non ai livelli del francese. Il neo campione del mondo corre tantissimo e nonostante i 196cm possiede una discreta agilità, le sue lunghe leve e la sua intelligenza tattica, gli permettono di farsi trovare sempre al posto nel momento giusto. Tra le tante qualità, N’Zonzi sicuramente ha quella di tenere i reparti vicini fra loro: quando c’è da ripartire è sempre lui a dare il via alla azione e quando c’è da difendere fa benissimo da diga davanti la difesa. Un giocatore fondamentale che dà equilibrio alla squadra e la giusta dose di fisicità e tecnica. Tecnica forse troppo sottovalutata per un giocatore così. Come detto prima, Steven non è appariscente, è pragmatico: pochi tocchi, ma spesso intelligenti. Non a caso ha una percentuale elevatissima di passaggi riusciti, sempre sopra l’85% e vista l’enorme quantità di palloni giocati non è una cosa così scontata.

N’Zonzi è il metronomo che mancava alla Roma. Non è un vero e proprio regista però detta i tempi della manovra perfettamente. Stop e passaggio (molto spesso in verticale) proprio quello che chiedere mister Di Francesco ai suoi centrocampisti. Il mediano francese ha una capacità di verticalizzare il gioco che gli permette molto spesso di anticipare i tempi di gioco, trovare i compagni smarcati e mettere quindi in difficoltà gli avversari. Senza dimenticare oltre a tutto ciò, la sua altezza che lo rende il pericolo numero uno sui calci piazzati e un ottimo difensore aereo. Altra caratteristica fondamentale, che lo rende indispensabile per la formazione giallorossa è la sua esperienza. Dove non arriva con le sue leve o quando sbaglia, molto spesso recupera con l’esperienza.

Non sarà Pizarro né tantomeno Pjanic, però Steven N’Zonzi è il giocatore che tanto è mancato alla Roma. Lui gioca semplice, fa sempre la scelta migliore e spesso risulta tra i giocatori giallorossi più determinanti. Sembra proprio che il ds Monchi spesso criticato (forse anche a sproposito) sul mediano francese ha avuto ragione.

Tommaso Prantera (@T_Prantera)