Lo spettro del Barcellona aleggia sopra l’Olimpico e impaurisce una Roma in crisi, che crolla 0-2 contro la modesta Atalanta. Una sconfitta imprevista davanti al proprio pubblico, addolcita in parte dal posticipo di questa sera (una tra Napoli e Inter non si allontanerà troppo) ma resa amarissima dalla contestazione della curva.

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Il bersaglio principale è il tecnico Garcia, accusato di non aver nemmeno preparato la partita contro i catalani e, soprattutto, di non aver saputo gestire la batosta morale che ne è seguita, esattamente come l’anno scorso dopo l’imbarcata a Monaco. Perché la Roma vale più dell’Atalanta che lotta per una tranquilla salvezza.

Il tecnico francese è stato difeso apertamente dalla società. Il ds Sabatini non ha voluto scaricare tutto il peso degli zero punti sulle sue spalle (“Delle responsabilità ci sono, ma lungi da me attribuirle al tecnico”), è tuttavia evidente che la società sta facendo le sue valutazioni. Dopo i pesanti investimenti estivi ci si aspettava una lotta per il vertice dalla prima giornata, invece questo ko rischia di far staccare la Roma dal treno delle prime tre. Un aspetto migliore rispetto alla scorsa stagione c’è: la Champions. Ed è principalmente questo il motivo per cui Garcia è ancora in sella. Gli ottavi sono a un passo, risultato assolutamente positivo per un ambiente che ha bisogno più che mai di certezze.

E se la società abbandonasse il francese? Montella, l’allenatore più accattivante, è volato verso Genova e il nome più caldo sarebbe quello di Walter Mazzarri. L’alternativa sarebbe aspettare l’estate per virare su Conte, specializzato nel rianimare squadre affondanti, ma l’addio alla Nazionale non è scontato, dipende dal risultato all’Europeo. Il sogno sarebbe Ancelotti, che però è ingolosito dal Bayern, altrimenti Capello o Prandelli, secondo il Corriere dello Sport.